Il nome di Elisa Leonida Zamfirescu sarebbe quasi sconosciuto in quest’epoca di social e riservato solo a pochi curiosi appassionati e incalliti lettori se non fosse per una dedica di Google.

foto di Elisa Leonida Zamfirescu 2
Elisa Leonida Zamfirescu

Ma quella di Elisa Leonida Zamfirescu è la storia di una donna che invece dovrebbe essere conosciuta e ammirata per essersi ribellata al suo destino delle tre K (Kirche, Kinder, Küche, cioè chiesa, bambini e cucina), pioniera dei diritti delle donne, e per essere diventata una delle leggende nell’ingegneria mondiale.

Elisa Leonida Zamfirescu non conobbe in vita l’ingegnere Wernher von Braun, nato in Germania lo stesso anno in cui lei si laureava all’Università Tecnica di Berlino (Royal Technical Academy di Berlino), ma applicò alla perfezione la frase “usa la parola impossibile con la massima cautela“.

Soprattutto altri avrebbero dovuto prendere la precauzione di usare quella parola con lei, anche se non le fu facile rendere la sua vocazione una realtà.

Subì discriminazioni, umiliazioni ed emarginazione e fu costretta anche a lasciare il suo Paese per realizzare il suo sogno.

Però Elisa Leonida Zamfirescu era dotata di grande perseveranza e di grandi qualità con le quali riuscì ad invertire la situazione fino ad ottenere la laurea con lode e ad essere un esempio della lotta per l’uguaglianza.

Elisa Leonida Zamfirescu (Galați, 10 novembre 1887 – Bucarest, 25 novembre 1973)

Elisa Leonida Zamfirescu è nata il 10 novembre 1887 nella città rumena di Galati.

Suo padre era un ufficiale di carriera e sua madre la figlia di un ingegnere francese. Elisa è cresciuta in una famiglia molto grande con dieci fratelli, ma non fu l’unica a distinguersi nel suo campo.

Il fratello minore Gheorghe era nella squadra di scultori che lavorarono alla statua del “Cristo Redentore” situata sulla collina del Corcovado in Brasile.

Un’altra sorella, Adela, era una prestigiosa oftalmologa che gestiva un ospedale in Romania;

e suo fratello maggiore, Dimitrie, un ingegnere specializzato in energia e creatore di un museo tecnico che oggi porta il suo nome.

Brillante studentessa nella scuola primaria della sua città natale, l’interesse di Elisa per la matematica (una scienza ancora esclusiva per le donne nonostante precedenti eccellenti come Maria Gaetana Agnesi, Sophie Germain o Sofja Kovalevskaja) la fisica e la chimica le permisero di terminare senza problemi la scuola secondaria a Bucarest.

Ottenne il diploma con ottimi voti e prese in considerazione la possibilità di seguire i passi del nonno e del fratello, ingegnere.

Tentò invano di iscriversi alla Scuola di ponti e autostrade di Bucarest (l’odierna Politehnica), dove fu respinta per essere una donna.

Elisa Leonida Zamfirescu, l’Università e gli anni della guerra

Ma Elisa Leonida Zamfirescu non si arrese e decise di emigrare a Berlino per iscriversi all’Università Tecnica nel 1909.

Lì fu accettata, forse perché suo fratello Dimitrie era tra i più eccezionali studenti dell’Università, ma certamente anche perché parlava e scriveva in perfetto tedesco.

Tuttavia, anche lì ha dovette subire diverse umiliazioni.

Il preside, che non perse occasione per ricordarle che le donne dovevano dedicarsi alla cucina, ai bambini, alla Chiesa (le tre K per i tedeschi erano Kirche, Kinder, Küch),e i suoi compagni di studi che semplicemente la ignoravano.

Fu la prima donna ad iscriversi a quell’università e lo pagò a caro prezzo, ma realizzò anche ciò che desiderava solo tre anni dopo, nel 1912, laureandosi con il massimo dei voti.

La sua determinazione fu tale che anche il decano riconobbe il suo valore e la sua abilità definendola come “la più diligente dei diligenti“.

Elisa Leonida Zamfirescu divenne la prima ingegnere donna della Romania.

Fu anche una delle prime in Europa solo l’irlandese Alice Jacqueline Perry si diplomò alcuni anni prima di lei.

foto di Elisa Leonida Zamfirescu
Elisa Leonida Zamfirescu

Elisa Leonida tornò in Romania per iniziare la sua carriera come assistente presso l’Istituto Geologico del suo Paese, che in seguito giunse a dirigere.

Durante la prima guerra mondiale si unì alla Croce Rossa e fu direttrice di un ospedale nella piccola città di Marasesti, sede della battaglia finale tra la Romania e la Germania nel 1917.

In questi tumultuosi anni incontrò e sposò anche il chimico Constantin Zamfirescu, con il quale ebbe due figlie.

Elisa Leonida Zamfirescu i contributi e le ricerche

Dopo la guerra, e con il cognome Zamfirescu unito a Leonida, Elisa tornò all’Istituto Geologico per condurre diversi laboratori.

Partecipò a vari studi sul campo tra cui alcuni che identificavano nuove risorse di carbone, gas naturale, cromo, bauxite e rame a cui dedicò numerose monografie:

Sviluppò nuovi metodi e tecniche analitiche per studiare minerali e sostanze come acqua, carbone e petrolio

Elisa Leonida Zamfirescu non tralasciò neppure l’aspetto dell’insegnamento che condusse nella Scuola di ragazze Pitar Mos e alla Scuola di elettricisti e meccanici di Bucarest.

Lavorando gomito a gomito con i suoi sottoposti e colleghi prestava particolare attenzione alla formazione del personale che gestiva. Senza risparmiarsi trascorreva lunghe ore come mentore per giovani chimici.

Elisa lavorò anche dopo l’età della pensione e non si ritirò fino all’età di 75 anni se non dopo mezzo secolo di carriera professionale.

Elisa Leonida Zamfirescu morì a Bucarest il 25 novembre 1973, a 86 anni.

La strada in cui visse nella capitale rumena fu ribattezzata 20 anni dopo la sua morte nel 1993.

Elisa Leonida Zamfirescu, il contributo di una grande donna

Elisa Leonida contribuì molto a cambiare la storia delle donne stesse, facilitando il loro riconoscimento e l’inserimento lavorativo nei campi della scienza e dell’insegnamento in condizioni di uguaglianza con gli uomini.

Forse questa è il suo lascito migliore che va oltre al suo grande laboratorio, lavoro accademico e sul campo.

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