tombola

La tombola è un classico intrattenimento di Natale:

alzi la mano chi non ne ha mai passato uno con fagioli e pasta in mano, intento a coprire i numeri della propria cartella, attendendone speranzoso la chiamata.

In realtà si tratta di un gioco d’azzardo che affonda le origini in un lontano passato, risalendo alla tradizione dei Saturnali dell’antica Roma.

Era una festa che si svolgeva nel periodo che precede il 25 dicembre, il solstizio d’inverno, da cui inizia l’allungarsi della luce e la rinascita del sole: un passaggio delicato tra il vecchio anno che muore e il nuovo che sorge.

Un momento di transizione, quasi di confusione, in cui le regole si infrangono in attesa del ristabilirsi dell’ordine, una volta “ripulito” dai residui negativi del passato, con la speranza di vivere un anno migliore.

Si svolgevano pertanto riti purificatori per perorare la benevolenza del dio Saturno.

Il clima era molto festoso ma caratterizzato da atteggiamenti “fuori dalla norma”: gli schiavi erano liberi di fare quel che credevano e si assisteva a uno scambio dei ruoli, si manifestavano comportamenti orgiastici e, in generale, si consentivano attività proibite nel resto dell’anno, come il gioco d’azzardo.

Durante i Saturnali si giocava con una specie di dama, chiamata tavoletta, su cui si muovevano delle pedine, oppure una sorta di scacchi in cui si doveva evitare che la pedina fosse circondata e catturata.

Il gioco era permesso solo in questo periodo perchè in stretta connessione con la funzione rinnovatrice di Saturno, dispensatore della fortuna agli uomini per il nuovo anno. La buona sorte del giocatore non era infatti dovuta al caso ma al potere della divinità.

Lo stesso gioco dei dadi, per gli antichi romani, era legato all’oracolo in cui la divinità comunicava agli uomini e, quindi, era considerato un rito “sacro”.

I Saturnali erano un momento caratterizzato da confusione, in cui l’incertezza del futuro sconosciuto si mischiava al desiderio di rinnovamento: il dio Saturno getta i dadi formando combinazioni di cui gli uomini cercano di carpire i significati.

La tombola costituisce il riflesso dell’ancestrale necessità umana di rassicurarsi sul proprio futuro traendo auspici dalla voce del dio che si esprime attraverso il gioco.

Tradizionalmente la sua nascita viene fatta risalire al XVIII secolo a Napoli, come divertimento casalingo alternativo al lotto.

Si racconta che, nel 1734, avvenne una discussione tra il Re Carlo di Borbone e il frate domenicano Gregorio Maria Rocco sulla regolamentazione del lotto.

Il sovrano lo voleva mettere sotto controllo per evitare che lo svolgersi in clandestinità distogliesse entrate alle casse dello Stato; il frate voleva invece che fosse vietato perchè immorale e contrario alla religione.

Naturalmente prevalsero gli interessi del sovrano ma Carlo concesse al frate un divieto del gioco durante le festività natalizie, per evitare che il popolo si allontanasse dalle preghiere e dai rituali del periodo.

Ma ecco che l’inventività napoletana porta le famiglie a organizzarsi durante la forzata pausa natalizia: i novanta numeri del lotto vengono impressi in cilindri in legno e riposti in un “panariello” di vimini a forma piramidale.

smorfia napoletanaIl nome del gioco prenderebbe origine dalla forma del cilindro, che ricorderebbe il tombolo, o dai “capitomboli” che subisce il numero nel paniere prima di uscire.

Il divieto di giocare al lotto durante il periodo natalizio trova così un’alternativa nella tombola, riportando gli uomini alla tradizione romana dei Saturnali in cui il gioco era consentito perchè legato al rituale magico di associare i numeri agli eventi della vita dell’anno in arrivo.

Oggi, a ognuno dei numeri della tombola viene attribuito un significato diverso da regione a regione ma, quelli individuati dalla tombola napoletana, spesso allusivi, sono sicuramente quelli che si ricordano maggiormente.

Giocare a tombola a Natale ha un fascino del tutto diverso che negli altri periodi dell’anno: ora ne conosciamo il motivo.

Foto della tombola di Andrea Skerlavaj, foto della Smorfia Napoletana di Erik

 

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