Invito alla festa di Imbolc

Imbolc era la festa celtica che decretava la fine dell’inverno.

La festa di Imbolc

La festa di Imbolc
La festa di Imbolc

Cadendo il primo giorno di febbraio, quando il clima era ancora abbastanza rigido, era un desiderio, era un’aspettativa più che una realtà. Era un momento di purificazione in cui ci si preparava al risveglio concertato della natura. Una prova generale di primavera.

Era una festa agricola, collegata alla ciclicità delle stagioni, anche se era particolarmente cara ai guerrieri perché celebrava il ritorno dell’energia vitale. Gli uomini, dopo l’inerzia invernale, recuperavano le forze per combattere e cercavano di ritrovare la concentrazione per vincere ogni battaglia.

La frenesia di rinnovamento che aleggiava su questa data riguardava persino le unioni coniugali:

Imbolc era l’unico giorno dell’anno in cui i matrimoni potevano essere sciolti di comune accordo;

gli sposi, se volevano, potevano andarsene ciascuno per conto proprio e ricominciare la loro vita.

Patrona ne era Brigit, dea della luce, del fuoco e della medicina.

Brigit, dea della luce,
Brigit, dea della luce,

Quando il mondo celtico divenne cristiano, ella cedette il posto a santa Brigida, sua omonima, e Imbolc si trasformò nella solennità della badessa di Cill Dara.

Il matrimonio fu finalmente considerato un sacramento e, a poco a poco, non fu più possibile spezzare il vincolo d’amore.

Festa di Imbolc e le candele

Festa di Imbolc e le candele
Festa di Imbolc e le candele

Restò, invece, l’usanza d’accendere le candele nelle abitazioni, simbolo di luce. Ma fu legata al culto di Maria Vergine:

Imbolc, infatti, cade alla vigilia della Purificazione della Madonna, cui la Madre di Gesù si sottopose secondo la legge ebraica, e la tradizione celtica non è affatto estranea al rito di benedire le candele nelle chiese e di distribuirle ai fedeli in occasione della Madonna Candelora.

Il menù che vi proponiamo è appunto all’insegna della purificazione. D’altronde, siamo reduci dai banchetti di Natale e Capodanno e qualche ricetta semplice ma gustosa ci sarà senz’altro salutare.

Cominciamo con un antipasto caldo che abbiamo inventato abbinando due piatti diversi, il primo che appartiene alla cucina irlandese, il secondo a quella bretone. Tra gli ingredienti c’è il salmone perché, secondo il costume dell’Isola di Smeraldo, il pesce non può mai mancare sulle tavole, nel giorno di santa Brigida.

Festa di Imbolc: santa Brigida

Festa di Imbolc: santa Brigida
Festa di Imbolc: santa Brigida

La zuppa viene preparata secondo l’antica maniera irlandese, che oggi purtroppo va perdendosi. Per la frittata abbiamo scelto ingredienti primaverili: tra essi compare il tarassaco, pianta depurativa per eccellenza. Sarà un po’ difficile da trovare, per chi non abita in campagna, vicino a prati puliti, ma è quasi indispensabile perché è l’erba consacrata a santa Bríd…

Il dolce è scozzese. In esso sono presenti il miele e le spezie per ricordare il liquore che bevevano i guerrieri a Imbolc e che, simile all’idromele, ne era costituito. Naturalmente mancano le antiche droghe che spesso lo rendevano allucinogeno e che non sarebbero adatte a un dessert che piacerà a tutti, specie ai bambini!

Muffins di Salmone con Fagioli alla Bretone

Ingredienti (le dosi di questa e delle ricette seguenti vengono indicate per 4-6 persone)

  • 1 scatola di salmone al naturale;
  • un uovo;
  • una cipolla dorata piuttosto piccola;
  • una tazza da tè di pangrattato;
  • un cucchiaio di succo di limone;
  • un cucchiaio di burro;
  • sale e pepe q. b.
  • 200 grammi di fagioli freschi, teneri e privati del loro baccello (se li usiamo secchi, vanno messi in ammollo il giorno prima, cambiando sovente l’acqua);
  • 180 grammi di cipolla bianca;
  • 100 grammi di carote;
  • un mazzetto d’aromi (prezzemolo, salvia, maggiorana, rosmarino, qualche foglia d’alloro);
  • 1 cucchiaio di burro;
  • 1 cucchiaio da dessert di farina;
  • mezzo litro d’acqua;
  • 1 cucchiaio da dessert di salsa di pomodoro

Preparazione

Per eseguire quest’antipasto bisogna innanzitutto calcolare che i muffins e i fagioli vanno serviti insieme e ben caldi. Occorrerà quindi coordinare la tempistica. Inizieremo con i muffins che richiedono una cottura in forno prolungata.

Sgoccioliamo bene il salmone, schiacciamolo con la forchetta, riducendolo in purea, ed eliminiamo le eventuali spine. Tritiamo finemente la cipolla.
Sbattiamo l’uovo in una terrina, e uniamo il pesce, la cipolla, il pangrattato, il burro ammorbidito, il succo di limone, mescolando con cura.

Aggiungiamo un pizzico di sale e, volendo, di pepe.
Accendiamo il forno, portandolo alla temperatura di 175° C.

Prendiamo sei stampini da muffins (se non li possediamo, prendiamone altri che siano piccoli, con le pareti lisce e adatti alla cottura in forno, tipo quelli da crème caramel). Ungiamoli perfettamente. Dividiamo in parti uguali il composto, riempiendoli.

Facciamo cuocere in forno a bagnomaria, usando acqua già calda, per tre quarti d’ora circa.

Dedichiamoci nel frattempo ai fagioli.

Facciamoli bollire in acqua non salata (come di consueto, si aggiunge il sale solo a fine cottura per mantenere morbidi i legumi) e scoliamoli, tenendoli al caldo. Per anticipare i tempi, è anche possibile cuocerli prima di preparare i muffins.

Tritiamo separatamente la cipolla e le carote per la salsa. Versiamo due cucchiai di cipolla e tutte le carote in una pentola, in mezzo litro d’acqua e mettiamo anche il mazzetto d’odori. Accendiamo un fuoco abbastanza vivace e lasciamo che il brodo si riduca di circa la metà, cosa che avverrà in una mezz’oretta. Togliamo il mazzetto di erbe.

Facciamo saltare nel burro la cipolla avanzata. Una volta dorata, aggiungiamo la farina e la salsa di pomodoro. Sempre mescolando sul fornello acceso, versiamo a poco a poco il brodo. Quando riprenderà a bollire, lasciamo ancora cuocere per un paio di minuti. Assaggiamo e regoliamo con il sale.

Poniamo i fagioli sul piatto di portata, cospargiamoli di salsa e completiamo il vassoio con i muffins appena sfornati.

Zuppa di Piselli

Ingredienti

  • 700 grammi di piselli privi di baccello, freschi o surgelati;
  • 120 grammi di patata;
  • 120 grammi di cipolla;
  • un osso di prosciutto o 70 grammi di prosciutto stesso;
  • un gambo di sedano;
  • una carota;
  • 30 grammi di burro;
  • 2-3 cucchiai di yogurt intero e cremoso:
  • un cucchiaio colmo di menta tritata;
  • un litro e un quarto d’acqua;

Preparazione

Mondiamo tutte le verdure, tritiamo la cipolla e, sbucciata la patata, tagliamola a dadini.
In una casseruola capace facciamo sciogliere il burro e, mantenendo la fiamma moderata, facciamo saltare per un paio di minuti la cipolla.

Uniamo i dadini di patata e insaporiamo anch’essi per due minuti. Versiamo l’acqua e tuffiamoci dentro l’osso di prosciutto (o il prosciutto tagliato a cubetti), la carota e il sedano interi. Lasciamo che il liquido riprenda il bollore e facciamo cuocere per un quarto d’ora, coprendo la pentola con il suo coperchio.

Aggiungiamo i piselli e, con una schiumarola o un cucchiaio di legno, togliamo via la spuma che tende a formarsi. Abbassiamo un poco il fuoco e continuiamo la cottura a fiamma dolce per una ventina di minuti. I piselli debbono rimanere d’un bel verde prato; al contrario, se si fanno bollire più del tempo necessario, tendono a ingiallire.

Eliminiamo la carota, il sedano e l’osso (i cubetti di prosciutto, invece, si possono lasciare) e versiamo a poco a poco la zuppa nel passaverdura, utilizzando il disco a fori più larghi perché è preferibile ottenere una crema rustica, non troppo fine e liscia. Rimettiamo sul fornello per un paio di minuti.

Questa crema si serve decorata in superficie con qualche spirale di yogurt e con un trito di foglie di menta.

Frittata di Santa Brigida

Ingredienti

  • 6 uova freschissime;
  • 200 grammi di carote julienne (si possono preparare in casa, con la faccia a fori larghi della grattugia, o comprare al supermercato già pronte);
  • un pomodoro da insalata di media grossezza, non troppo maturo ma neanche verde perché conterrebbe solanina;
  • 4 o 5 rosette di tarassaco (vanno raccolte quando sono molto tenere e la pianta non è ancora fiorita);
  • un porro;
  • due cucchiai di latte;
  • un cucchiaino da caffè di dado vegetale in polvere, meglio se privo di glutammato monosodico.

Preparazione

Laviamo con cura le verdure, specialmente le foglie di tarassaco che sono spesso sporche di terra. Eliminiamo la parte verde del porro e affettiamo finemente quella bianca. Spelliamo il pomodoro e priviamolo dei semi. Tagliamolo a cubetti decisamente piccoli. Tritiamo il tarassaco. È meglio usare la mezzaluna affinché il trito rimanga un po’ grossolano.

Sbattiamo le uova in una terrina. Quando saranno ben omogenee, aggiungiamo a poco a poco il latte. Incorporiamo le fettine di porro, i cubetti di pomodoro, la julienne di carote e il trito di tarassaco. Mescoliamo scrupolosamente e uniamo il cucchiaino di dado vegetale.

Facciamo scaldare il forno, portandolo a 200° C. Foderiamo con la carta da forno (non con il foglio d’alluminio, che s’attaccherebbe alla frittata!) una pirofila circolare dai bordi bassi. Versiamo in essa il composto e facciamo cuocere per tre quarti d’ora. Da servire tiepida o a temperatura ambiente.

Naturalmente si può cucinare questa frittata anche nella maniera tradizionale, friggendola in padella, ma noi abbiamo preferito proporvela al forno perché è più digeribile ed è più leggera.

Sformato d’Avena al Miele e alle Spezie

Ingredienti

  • 200 grammi di fiocchi d’avena;
  • 3 mele renette;
  • 2 uova;
  • 3 cucchiai di miele d’acacia;
  • 3 cucchiai d’uvetta sultanina;
  • 2 cucchiai rasi di semi d’anice;
  • un cucchiaio raso di semi di finocchio;
  • un cucchiaio raso di semi di badiana (anice stellato);
  • un litro d’acqua;
  • mezzo cucchiaino da caffè di cannella;
  • un pizzico di zenzero;
  • una presa di sale;
  • poco olio extra vergine d’oliva.

Preparazione

Per prima cosa, facciamo un decotto utilizzando l’anice, il finocchio e la badiana. Mettiamo i semi a freddo, in un litro d’acqua, e portiamo a bollore. Lasciamo sobbollire per cinque minuti e riposare per un buon quarto d’ora. Filtriamo.

Laviamo l’uva passa sotto l’acqua corrente.
Poniamo poi a cuocere nel decotto i fiocchi d’avena e l’uvetta, aggiungendo un pizzico di sale. Spegneremo il fuoco dopo una decina di minuti, affinché i fiocchi rimangano abbastanza consistenti. Copriamo la pentola.

Dovremo attendere un’oretta, per permettere ai fiocchi d’assorbire il liquido di cottura e di gonfiarsi, trasformandosi in un composto piuttosto denso.

Nel frattempo, mondiamo le mele, sbucciamole, priviamole del torsolo e tagliamole a fettine. Incorporiamole nel composto d’avena, unendo anche il miele, un filo d’olio, la cannella e lo zenzero. Sbattiamo le uova e mescoliamo anch’esse.

Scaldiamo il forno. Dovrà raggiungere i 180° C. Versiamo l’impasto in una teglia unta d’olio o rivestita di carta da forno e facciamo cuocere per 30-40 minuti.
Questo dolce dal sapore insolito va servito rigorosamente freddo.

Foto da Wikipedia,

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