Quando le donne facevano le buffone di corte e le giullari

Sebbene la presenza dei giullari alla corte del re o nella casa di un nobile è universalmente nota, non è altrettanto conosciuta la presenza di donne che facessero da buffone di corte allietando nobildonne, regine e principesse.

Il buffone di corte o giullare non era una figura presente solo in Europa. Ad esempio nella cultura giapponese c’erano i taikomochi o hōkan che si comportavano come una geisha maschio intrattenendo, raccontando e curando a volte alcune cerimonie.

Alcuni buffoni o giullari erano artisti di grande talento ed i loro nomi divennero anche molto noti.

Al contrario conosciamo solo pochi esempi di giullari femminili e tra queste Thomasina de Paris, l’inglese Jane Foole e Lucretia the Tambler.

Sebbene nel quadro La regina Elisabetta I che balla con Robert Dudley, il dipinto raffiguri ballerini sconosciuti, quanto si vede è un’imitazione precisa della corte della regina compresa la presenza di Thomasina de Paris affetta da nanismo.

Queen Elizabeth I Dancing with Robert Dudley, Earl of Leicester
Queen Elizabeth I Dancing with Robert Dudley, Earl of Leicester

L’origine del giullare è nel trovatore la cui funzione era quella di raccontare storie, cantare e suonare strumenti.

Dei giullari si parla già all’inizio del Medioevo, ma pare che nel V secolo un buffone di corte allietasse lo stesso Attila. Vivevano nei castelli recitando e presentandosi come comici in banchetti e feste.

L’età dorata, se possiamo definirla così, che diffonde l’idea del “saggio scemo”, inizia alla fine del Medioevo e dura per tutto il Rinascimento.

A destare il sorriso dei nobili, però, non erano personaggi (uomini o donne che fossero) dotati di un qualche talento artistico. A ricoprire questo delicato e talvolta rischioso incarico c’erano anche persone che soffrivano di tare fisiche, come nanismo, gigantismo o obesità (considerati come mostri) e malati di mente o disabili con qualche sindrome. Quest’ultimi erano spesso trattati come sciocchi o simili.

Ma i comici considerati come dei professionisti intellettualmente normali erano spesso apprezzati anche dai re che ne richiedevano le attuazioni.

Famosi giullari o buffoni di corte furono:

  • in Germania, Capadoxo, giullare di Rodolfo d’Asburgo;
  • Kurtz van den Rosen buffone di Maximiliano (1493-1579);
  • Will Somers nell’Inghilterra di Enrico VIII (1491-1549)
  • e Jeffrey Hudson era il Nano reale di Carlo I Stuart (1600 – 1649).

Particolarmente famoso fu il giullare Triboulet nella Francia di Francesco I (1494-1547), che ispirò prima Victor Hugo per “Le roi s’amuse” (Il re si diverte) e quindi Verdi per la sua opera Rigoletto.

Però se quasi tutti i giullari erano uomini, le donne considerate come buffone non mancavano.

Spesso la loro presenza era legata a difetti fisici o intellettuali, evidente fonte dell’aspetto “divertente” della buffona di corte.

In Spagna è particolarmente nota la figura di Maria Barbara Asquin, meglio conosciuta come Mari Barbola, una nana con idrocefalia, probabilmente di origine tedesca. La donna venne ritratta da Velázquez nel celebre quadro Las Meninas.

Donne che furono giullari di corte: Las Meninas di Velázquez nel celebre quadro con la figura di Maria Barbara Asquin (Mari Barbola).

Las Meninas di Velázquez nel celebre quadro con la figura di Maria Barbara Asquin (Mari Barbola)
Las Meninas di Velázquez nel celebre quadro con la figura di Maria Barbara Asquin (Mari Barbola)

Jane the Foole era una “sciocca naturale” di spicco del XVI secolo. La sua presenza è segnalata al servizio prima di Anna Bolena (Anne Boleyn) e poi di Katherine Parr sesta e ultima moglie di Enrico VIII Tudor.

I registri della corte mostrano che Jane era relativamente trattata bene, ben vestita e curata in tutti gli aspetti. Gli stessi documenti riportano il nome di “Beden The Foole“, quindi è possibile che Beden fosse il suo vero cognome.

Fool è un termine che in inglese significa sciocco e questo fa pensare che avesse qualche disabilità intellettuale.

Donne che furono giullari di corte (o buffone di corte): Jane the Foole

Donne che furono giullari di corte (o buffone di corte): Jane the Foole
Donne che furono giullari di corte (o buffone di corte): Jane the Foole

Di Jane the Foole non si conosce praticamente nient’altro, nemmeno la data della morte, tuttavia vi è un ritratto di Enrico VIII e la sua famiglia (Henry the Eighth and His Family 1545) in cui si ritiene che l’uomo all’estrema destra sia il giullare Will Somers e che la donna all’estrema sinistra sia proprio Jane.

ritratto di Enrico VIII e la sua famiglia
Ritratto di Enrico VIII e la sua famiglia

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Della donna nel quadro non si identificano bene i capelli e questo, sapendo che agli sciocchi veniva rasata la testa oltre ad un’espressione piuttosto vaga nello sguardo hanno fatto pensare a lei.

Come Jane, The Queen’s Fool viene citata in The Privy Purse Expenses of Princess Mary, daughter of King Henry the Eighth, afterwards Queen Maria I (Le spese private della principessa Maria, figlia del re Enrico VIII, in seguito regina Maria I) a cura di Sir Frederick Madden.

Maria I Tudor nota in seguito anche come Maria la Cattolica e Maria la Sanguinaria (Bloody Mary) non sembrerebbe il tipo di regina che dia peso al divertimento, anche se è certo che ebbe cura di quella “strana pazza” già presente da anni alla corte.

Cosa poteva fare quindi Jane the Foole come donna e giullare di corte?

Raccontava storie e faceva battute, presumibilmente pulite. Probabilmente spettegolava, cantava, suonava musica e giocava con la regina.

Il fatto che possedesse molte scarpe regalatele dalla regina fa pensare anche che sapesse ballare. Tutto questo mentre Maria I Tudor non badava a spese per vestirla e, quando lo necessitava, anche farla curare.

Si dice che Jane sia stata l’unica “pazza donna” registrata ad aver servito una famiglia reale europea, ma evidentemente piaceva molto.

Nello stesso periodo pare fosse presente anche un’altra donna con compiti simili a quelli di un giullare. Lucretia the Tumbler, (tumbler significa acrobata), faceva anche parte della corte e conosceva Jane.

Ci sono ancor meno informazioni su Lucretia the Tumbler che fanno però supporre non fosse un buffone con disabilità fisiche o mentali, ma un’artista capace di acrobazie, brava nel raccontare storie e al canto.

La storia ha dimenticato queste donne che hanno condotto una vita diversa da quella delle domestiche e dei nobili o dei monarchi.

Di alcune possiamo immaginare delle doti artistiche e che potessero esprimere come gli uomini? Delle più, quelle nei quadri di alcuni pittori, ci restano immagini immobili con gli occhi che non esprimono una grande felicità. E delle donne che allietavano con la loro semplicità le corti cosa possiamo immaginare?

Saranno state presenze come quella di Jane the Foole, una donna dalla testa calva, elegantemente vestita tenute vicino per suscitare un sorriso?

Forse hanno potuto vivere meglio di molti altri abbandonati a loro stessi in un paesino di campagna come sciocchi del villaggio, ma non certo esente dalle bassezze del lato più brutto dell’animo umano.

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