La storia di Bella Ciao

Tutti i veri fan della serie La casa di carta (La casa de papel), in cui alcuni ladri che cercano di perpetrare un assalto da milioni di dollari alla Fábrica Nacional de Moneda y Timbre-Real Casa de la Moneda (la zecca della Spagna) sanno che Bella Ciao è la canzone che i protagonisti cantano nei momenti chiave della trama.

La canzone Bella Ciao ha una storia molto lunga nella quale la serie televisiva rappresenta solo l’ultimo atto.

Tutti in Italia sanno che fu un inno della resistenza italiana contro il fascismo di Benito Mussolini e le truppe naziste durante la seconda guerra mondiale, ma certamente è meno noto quanto questa canzone sia diventata internazionale.

L’origine contestata di Bella Ciao

La storia di Bella CiaoMa l’origine di Bella Ciao potrebbe essere ancora più antica.

Da un’inattesa indagine si arrivò a supporre che la melodia fosse un adattamento di una ballata klezmer, un genere che emerge dalla tradizione musicale degli ebrei aschenaziti dell’Est Europa, una musica che suonavano i klezmorim ai balli, per i matrimoni e per altre celebrazioni.

L’autore della musica (non delle parole) poteva essere il fisarmonicista ucraino Mishka Ziganoff che registrò la sua canzone “Oi oi di koilen” a New York nel 1919.

Ascoltando questa melodia in yiddish (dialetto delle comunità ebraiche dell’Europa centrale e orientale), vi erano state riconosciute diverse somiglianze con la “Bella Ciao” della resistenza italiana.

Sempre seguendo questa ipotesi, poi la musica sarebbe arrivata in Italia portata dai ricordi di un immigrato italiano negli Stati Uniti che che tornava al suo Paese.

Ma un’altra interpretazione, in risposta alla precedente, fa nascere la canzone dai pezzi popolari degli operai delle risaie della valle del fiume Po, nel diciannovesimo secolo.

Canzoni popolari come “Fior di tomba” contengono frammenti che ricordano “Bella Ciao” e la musica del musicista russo, che pur essendo cristiano aveva una buona conoscenza della cultura yiddish, è solo vagamente paragonabile a quella della melodia che intonavano i partigiani.

Bella Ciao: Inno internazionale

Ma la storia di “Bella Ciao” non finisce qui.

Negli anni ’60, la canzone diventa un inno popolare per le operaie, le agitazioni studentesche e per le manifestazioni in Italia.

Viene intonata ogni qual volta una delle parti si sente in conflitto con il potere o con il capitalismo come fra i sostenitori di Tsipras in Grecia, fra gli “indignados” o nella ben più rischiosa rivolta dei giovani universitari dell’Umbrella Movement in Cina (il cui simbolo era appunto un ombrello).

Più di recente, durante l’ultima mobilitazione a Buenos Aires, impiegati di banca che chiedevano un aumento salariale hanno adattato il testo di Bella Ciao cantavano all’attuale governo “siamo bancari, vogliamo l’aumento Macri Chau Chau Chau” seguendo le note dell’inno partigiano.

Anche qui il testo aveva subito alcune modifiche dall’iniziale inno peronista (partito di potere fino agli sviluppi recenti) nel quale il protagonista negativo era ancora Mauricio Macri e in cui si incitava dicendo “Combatiendo al capital”.

In tutto il mondo sono state fatte diverse versioni della canzone, dall’italiana Giovanna Daffini al cantante francese Yves Montand finendo con lo spagnolo Adolfo Cebrian.

Bella Ciao attraversò l’Oceano Atlantico, durante il governo di Salvador Allende in Cile nei primi anni ’70 con il Gruppo Quilapayún che inserì Bella Ciao fra le proprie canzoni di protesta.

Bella Ciao è entrata anche nel mondo del punk e ska.

La band argentina Argies argentini hanno incluso una versione punk di Bella Ciao nel loro album Siempre Alerta.

Bella Ciao nella televisione e in internet

Nella rete gira un simpatico video montaggio in cui i Simpson interpretano la canzone, ma ora che con la fortunata serie “La casa di carta” il vecchio inno “Bella Ciao” è diventato un successo veramente internazionale chissà quante potranno diventare le versioni.

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