Alice Guy la donna che inventò il cinema

Nell’aprile del 1896 Alice Guy dirigendo La Fée aux Choux, realizzò il primo film che raccontava una storia.

Alice Guy-Blaché

Il film, narrando la favola francese che assicura i bambini siano nati sotto i cavoli e le ragazze dalle rose, fu anche il primo che durò più di un minuto.

Per molti, infatti, il film L’uscita dalle officine Lumière (La Sortie de l’usine Lumière) girato dai fratelli Auguste e Louis Lumière, che altri fanno coincidere con la nascita del cinema, è una semplice ripresa senza una storia, e senza racconto quindi, dell’uscita di alcuni operai da un capannone.

Per molti, e non per colpa loro, la domanda potrebbe essere:

chi era Alice Guy?

Immaginiamo che il nome di Georges Méliès sia stato cancellato dalla storia e che tutte le sue fantastiche produzioni non gli siano state attribuite o che siano semplicemente state dimenticate.

Nessuno che ricordi il Viaggio nella Luna (Le Voyage dans la Lune)che ispirava la fantascienza oppure Le manoir du diable che dava origine al cinema horror.

Non è successo per Georges Méliès ricordato ampiamente in enciclopedie e libri, ma è accaduto ad Alice Guy, una delle principali pioniere del cinema che il mondo abbia dimenticato e tutto questo per un solo motivo:

essere donna!

Ma tornando alla sua storia Alice Guy-Blaché era nata a Saint Mandè, nella periferia di Parigi, nel 1873.

Il 22 marzo 1895 alla proiezione dei fratelli Lumière di quello che sarebbe diventato il primo film della storia erano presenti León Gaumont, uno dei gestori di Le Comptoir Général de la Photographie e la sua giovane segretaria di 21 anni, Alice Guy.

Alice rimase sbalordita dalla dimostrazione cinematografica, ma non per le stesse ragioni del suo capo.

Mentre l’uomo vedeva il potenziale economico nel dispositivo,

la segretaria immaginava di poterlo utilizzare per raccontare storie.

Alice Guy qualche anno prima, aveva recitato a teatro e ne aveva appreso l’arte.

Convinse il suo capo a lasciarle realizzare dei brevi filmati a una una sola condizione:

che non le impedisse di svolgere le sue funzioni di segretaria.

Così almeno racconta il libro sulla sua vita di Alejandra Val Cubero:

Life of Alice Guy Blaché“.

Alice Guy anticipò molto di quello vediamo normalmente nei nostri film e video.

In alcuni dei suoi video riuscì ad inserire il colore e a trasmettere insieme il suono registrato e le movenze del cantante mentre lo interpretava in playback, l’anticamera di quello che oggi sarebbe un video clip.

Tra il 1902 e il 1907 Alice Guy diresse 100 film nei quali l’immagine e il suono registrato erano sincronizzati.

Molti di questi, purtroppo, sono stati persi, ne restano le tracce in lettere, giornali e libri del tempo.

Nel 1905 girò in Spagna diversi film come Voyage en Espagne o La malagueña y el torero (di questo, colorato a mano, ne esiste una copia restaurata nella Filmoteca Española)

Nel 1906 diresse il film La naissance, la vie et la mort du Christ della durata di trenta minuti.

Fu la prima grande superproduzione della storia in cui utilizzavano 25 set, 300 comparse e alcuni degli esterni furono girati nella foresta di Fontainebleau.

Alice Guy riuscì a realizzare un film con tematiche femminista usando l’umorismo come chiave per far passare il suo intento.

Nel 1906, nelle “Les Résultats du femminisme” Alice, si chiese cosa sarebbe successo, in una società a ruoli invertiti,

se le donne si fossero comportate come gli uomini rendendo questi responsabili dei soli lavori domestici e di accudire ai bambini.

Il film è una moderna, divertente e sarcastica parodia che mostra l’assurdità della disuguaglianza di genere.

Alice Guy-Blaché e il cinema

Un’altra delle sue produzioni, “A fool and his money“, si distinse per essere il primo film realizzato da attori neri.

Nel 1907 sposa Herbert Blaché e si trasferisce negli Stati Uniti dove fonda la società di produzione Solax.

Diresse e produsse, in questo periodo quasi 1000 film di tutti i generi: commedia, dramma sociale, romanticismo, western, fantascienza o adattamenti letterari.

Il divorzio tormentato da Herbert segnò la fine della sua carriera.

Abbattuta Alice, vendette la Solax nel 1922 e se ne tornò in Francia dove non riuscì a riprendere la produzione e la realizzazione dei film.

Presto si rese conto che doveva rivendicare la paternità dei suoi film, per cui tornò negli Stati Uniti per cercare di recuperarli.

Nei suoi anni in America era la società che “firmava” le produzioni cinematografiche per cui il suo nome non appariva e questo le creò moltissimi problemi.

Molti dei suoi lavori andarono perduti e lei venne etichettata come la “segretaria” o la “possibile amante di Gaumont” mentre i suoi film venivano attribuiti ai vari direttori della fotografia per un consolidato atteggiamento sessista.

Il suo destino fu simile ad altre donne come Ada Lovelace, Mary Sommerville, Lise Meitner e tante altre che diedero grandi contributi nei loro campi, ma furono snobbate o ignorate perché donna.

Adesso, e finalmente, a tanti anni dalla sua morte avvenuta nel 1968, un libro e un documentario raccontano quello che fece questa incredibile donna Alice Guy per il cinema.

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