Jocelyn Bell-Burnell e Chien-Shiung Wu: altre donne senza Nobel
Jocelyn Bell-Burnell e Chien-Shiung Wu: altre donne senza Nobel

Jocelyn Bell-Burnell è un’astrofisica britannica che, al pari della connazionale Rosalind Franklin e dell’austriaca Marietta Blau, ha contribuito a scoperte scientifiche che hanno agevolato i suoi colleghi al raggiungimento del premio Nobel, venendone però esclusa.

Troppo spesso le scienziate che lavorarono nel settore della fisica nel XX secolo si sono trovate senza compenso o in posizioni subalterne, criticate per l’aspetto o il carattere troppo determinato e, alla fine, “derubate” dei risultati ottenuti.

Jocelyn Bell-Burnell

Jocelyn Bell-Burnell
Jocelyn Bell-Burnell

La Bell-Burner, nata nel 1943, era impegnata a Cambridge a un progetto di ricerca post-laurea sui quasar, corpi celesti molto luminosi e distanti dalla Terra;

in particolare, con il suo supervisore Anthony Hewish era impegnata nella costruzione di un radiotelescopio per lo studio dei quasar.

Aveva appena 24 anni quando, durante le osservazioni, scoprì sui diagrammi degli strani picchi dalla cadenza regolare.

Quella sorgente si rivelerà la prima pulsar radio, una stella di neutroni rotante ad alta velocità,

considerata una delle più grandi scoperte astronomiche del XX secolo.

L’articolo della scienziata viene pubblicato sulla rivista Nature nel febbraio del 1968.

Nel 1974 Hewish, relatore della tesi della Bell-Burner, ricevette il Nobel per la fisica con Martin Ryle – che aveva lavorato con lui e Jocelyn al progetto – motivandolo

«per il ruolo decisivo svolto nella scoperta delle pulsar».

Per Jocelyn non ci fu alcuna menzione e il Nobel venne attribuito solo agli uomini che avevano lavorato al suo fianco.

In seguito, diverse organizzazioni scientifiche hanno premiato Jocelyn Bell-Burnell:

la medaglia Michelson del Franklin Institute,

il premio Oppenheimer,

il premio Tinsley dell’American Astronomical Society

nonché altri riconoscimenti da parte di enti quali la Royal Astronomical Society.

Quello più prestigioso, però, fu appannaggio solo degli scienziati uomini con cui lei aveva condiviso le ricerche e il suo contributo venne trasformato in un’attività meramente esecutiva.

La cinese Chien-Shiung Wu è un’altra scienziata poco conosciuta.

Nata nel 1912 in una famiglia il cui padre credeva nell’uguaglianza dei sessi, ebbe l’opportunità di studiare, laureandosi in fisica col massimo dei voti all’Università di Nanchino.

Chien-Shiung Wu (Shanghai, 31 maggio 1912 – New York, 16 febbraio 1997)

Chien-Shiung Wu (Shanghai, 31 maggio 1912 – New York, 16 febbraio 1997)
Chien-Shiung Wu (Shanghai, 31 maggio 1912 – New York, 16 febbraio 1997)

In seguito, decide di recarsi negli Stati Uniti da un’amica che frequentava Berkeley, l’Università della California. Qui, ha l’opportunità di iniziare un dottorato sotto la guida del fisico italiano Emilio Segrè, che aveva collaborato con Enrico Fermi, conseguendo il titolo nel 1940.

Chien-Shiung diventa titolare di diverse cattedre universitarie, tra cui quella prestigiosa di Princeton – che non ammetteva le donne tra gli studenti – e fa parte del Manhattan District Project presso la Columbia University, dove si occupa di un procedimento per la produzione di uranio:

la conseguente scoperta di un elemento delle catene di fissione nucleare permetterà l’accensione controllata dei reattori nucleari.

Uno dei maggiori successi di Chien-Shiung fu la dimostrazione che il principio di parità, un concetto legato alla descrizione matematica di un sistema, non era valido in ogni campo subatomico, rivoluzionando una legge della fisica.

Questo avviene negli anni Cinquanta, quando Chien-Shiung è contattata da due fisici teorici, Tsung Dao Lee e Chen Ning, i quali avevano ipotizzato che, nei processi che coinvolgono l’interazione debole (responsabile del decadimento beta nei nuclei atomici), il principio di parità non fosse conservato. I due fisici cercavano qualcuno in grado di provare la fondatezza della loro idea.

Chien-Shiung, utilizzando il cobalto 60, riesce nell’impresa dimostrando il concetto di violazione di parità, un principio che sarà fondamentale per la fisica. Tale prova porta Ning e Lee, nel 1957, alla conquista del premio Nobel.

L’Accademia non ritenne rilevante il contributo di Chien-Shiung che venne esclusa dalla condivisione.

Ancora una volta, l’astrofisica britannica e la fisica cinese hanno confermato l’Effetto Matilda, ossia la tendenza a minimizzare il lavoro delle scienziate donne e ad attribuire credibilità solo a quello maschile.

Leggi anche: Nettie Stevens e l’ereditarietà di Mendel.

Jocelyn Bell-Burnell e Chien-Shiung Wu

Jocelyn Bell-Burnell e Chien-Shiung Wu
Jocelyn Bell-Burnell e Chien-Shiung Wu

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