La Grande Piramide di Cholula, nascosta sotto una montagna, è la più grande al mondo in superficie e volume.

La collina che eleva il Santuario della Virgen de los Remedios (o Santuario de Nuestra Señora de los Remedios), vicino a Puebla de Zaragoza, non è naturale e sotto si trova un’antica piramide occultata in gran parte dalla vegetazione:

la Grande Piramide di Cholula.

La Santuario della Virgen de los Remedios (o Santuario de Nuestra Señora de los Remedios)
La Piramide di Cholula e il Santuario
Sopra la Piramide di Cholula: Santuario de la Virgen de los Remedios
Santuario de la Virgen de los Remedios

Il Tempio Mariano spesso fotografato con il vulcano Popocatepétl innevato, e a volte fumante, alle spalle è adagiato

sulla più grande piramide (come volume) del mondo costruita dall’uomo.

Come tutto cominciò: la leggenda della Grande Piramide di Cholula

È stato detto che vi fu un periodo di 4.800 anni, dopo la creazione, in cui il mondo era popolato da una razza di giganti.

Ma vi fu una grande inondazione e molti di essi morirono.

Xelhua, con sei fratelli, riuscì a sopravvivere alle inondazioni causate da un’alluvione, trovando rifugio in una grotta che il dio della pioggia, Tlaloc, aveva su una collina.

Quando il livello dell’acqua scese, Xelhua iniziò a costruire una grande piramide con cui voleva raggiungere il cielo.

Questo dispiacque al padre degli dei (Aztechi), Tonacatecuhtli, che lanciò una pietra nell’aria che al suo cadere uccise molti degli operai, fermando il lavoro.

Da quello che vediamo oggi, Xelhua aveva già realizzato una base di 160.000 metri quadrati (la parte più antica) quando la mano divina interruppe il suo progetto…

La Piramide di Cholula, vista della parte scoperta
La Piramide di Cholula

Cos’era in realtà la Grande Piramide di Cholula

Le misure della grande Piramide di Cholula sono impressionanti:

la base è di 500 metri per lato mentre l’altezza di 64 metri.

Questo luogo sacro si raggiungeva attraverso 365 gradini che, come in molte costruzioni analoghe, rappresentavano i giorni dell’anno.

A rendere la piramide più grande mai costruita dall’uomo sono i 4,5 milioni di metri cubi risultanti da tali misure e dai quattro piani su cui è disposta.

Era certamente un antico centro cerimoniale costruito fra i duemilacinquecento e i tremila anni fa il cui nome era Tlachihualtépetl “collina fabbricata a mano”

Il nome lascia facilmente intendere ad un intervento della mano dell’uomo.

Ma perché era una “collina opera dell’uomo”?

La montagna, secondo la visione del mondo dei popoli che abitavano il Messico antico costituivano un modello integrale dell’universo.

La Piramide di Cholula, plastico
La Piramide di Cholula, plastico

Il Tonacatépetl (tradotta come “collina della mietitura”), fissava centralmente l’omphalos (ombelico) dell’universo in una posizione che consentiva orientare lo spazio divino.

La storia dei popoli mesoamericani è molto complessa da ricostruire.

I Toltechi la cui lingua lingua, il nahuatl, era comune agli Aztechi erano nomadi e guerrieri e in seguito divennero sedentari.

Seppur divisi in piccoli regni avevano anche una capitale, Tullan, ed arrivarono ad influenzare anche i Maya.

I Toltechi adoravano Quetzalcoatl, il serpente piumato.

Nel 1200 il loro predominio fu sconvolto dai guerrieri nomadi Cicimechi sembra che si unirono a questi in una lenta decadenza.

La Piramide di Cholula particolari
La Piramide di Cholula particolari

Così quando seguiamo le tracce di un popolo mesoamericano spesso ne troviamo anche di altri con i quali convivevano o effettuavano scambi.

In riferimento alla Piramide di Cholula, nel XII secolo d.C. i Toltechi conquistarono questo territorio spingendo a sud gli Olmechi che vivevano qui precedentemente.

Però in quell’epoca c’era già il teocalli, (in Nahuatl: “casa di Dio”, la piramide) e gli invasori vi costruirono sopra un tempio in onore di Quetzalcoatl.

Non fu un’azione originale.

Le piramidi mesoamericane nascevano con l’intento di sostenere nella loro cima il luogo di culto e, di fatto, tutti i popoli che vi si sarebbero insediati avrebbero fatto lo stesso.

Anche gli spagnoli: quella cui posizione oggi è occupata dal monastero di San Gabriel.

La “montagna” in questione non fu costruita in due giorni, ma una buona parte fu elevata nell’arco di un millennio, probabilmente a partire dal 300 a.C.

Una delle grandi differenze tra le piramidi egizie e quelle mesoamericane era che queste ultime subivano cambiamenti e ampliamenti.

Storicamente la doppia città di Cholula (San Pedro e San Andrés) era ed è stata a lungo un luogo di culto religioso, cioè una città santuario.

Era, in epoca preispanica, un centro cerimoniale dedicato alle divinità dell’acqua e della fertilità, il nome di Cholula, dalla lingua Nahuatl significa:

“Acqua che cade al posto di fuggire”.

Come si diceva, distinti gruppi etnici mesoamericani si alternarono nel controllo territoriale, religioso e politico del luogo.

Durante l’egemonia Tolteca, Cholula divenne un santuario della città dedicato a Quetzalcoatl nella sua invocazione del vento.

La sua importanza religiosa crebbe, convertendola in quello che è stato considerato il più importante centro di pellegrinaggio in Mesoamerica.

Frate Toribio de Benavente (Benavente, 1482 – Città del Messico, 1568), uno dei più attivi predicatori nella Nuova Spagna (Nueva España), la descrisse come:

la Roma del nuovo mondo” o la “madre generale della religione di tutta la Nuova Spagna“.

Cholula era una città-stato, multietnica, monumentale e un polo commerciale importante.

Sebbene la piramide fosse stata abbandonata la città restava il centro religioso per eccellenza e non perse questa sua vocazione di luogo sacro neppure quando arrivarono i conquistatori spagnoli.

Le divinità cattoliche imposte dagli evangelizzatori vennero reinterpretati dai nativi, caricandoli con significati e attributi del mesoamericanas, come nel caso della Virgen de los Remedios quando il santuario venne costruito sopra la grande piramide preispanica.

Grande Piramide di Cholula e l’arrivo degli spagnoli

All’arrivo di Hernán Cortés e dei suoi alleati, che si stavano muovendo per conquistare l’impero Azteca, il luogo era semi abbandonato e coperto di erbacce.

Non senza qualche difficoltà si resero conto che sotto vi fosse una piramide (una costruzione) e certamente compresero l’importanza religiosa del luogo.

In realtà Hernán Cortés ebbe anche buona cura massacrare, con l’aiuto degli alleati locali i precedenti abitanti della città.

Qui vi si svolse, forse, la prima grande “matanza” del condottiero spagnolo.

Grande Piramide di Cholula, scavi archeologici

Fu dopo di questo che, come avevano fatto i precedenti conquistatori del territorio, eressero il proprio luogo di culto in cima a quella ormai sembrava a tutti gli effetti una collina naturale:

il Santuario della Virgen de los Remedios.

Era il 1594 e da allora il sito fu più volte danneggiato.

Alcuni furono naturali, un terremoto quasi distrusse la chiesa e altri di matrice umana, per la costruzione di strade e ferrovie.

Nell’area archeologica che circonda la piramide sono state trovate molte sepolture e molti dei corpi recuperati mostrano i segni di un sacrificio, tra questi diversi bambini.

La zona di interesse archeologico copre circa 154 ettari e cominciò a essere studiata nel 1881 dall’archeologo svizzero Adolph Bandelier.

Gli scavi effettivi furono effettuati in due fasi.

La prima tra il 1931 e il 1954 diretta dall’architetto Ignacio Marquina consisteva nello scavo di quattro chilometri di gallerie interne per accedere alle sotto strutture.

Questa permise di incontrare una base di mattoni di fango compattati con ceramica, ghiaia e ossidiana e di trovare diversi pezzi:statuette, strumenti musicali, armi…

La seconda fase, denominata Project Cholula fu con il sostegno del Governo e durò dal 1966 al 1970.

Emersero alcuni edifici e cortili e le indagini furono estese ad altri campi ausiliari, come la geologia, la botanica o la paleozoologia.

L’idea era di ricostruire l’intero sito, come era stato fatto in altri posti per promuovere il turismo, ma si rivelò impossibile a causa della complessità di ciò che appariva e questo causò l’abbandono del lavoro.

Dell’enorme quantità di tunnel abilitato è possibile visitare solo 800 metri (anche se il percorso passa davanti al famoso murale dei bevitori di Pulque) con, naturalmente, il resto delle costruzioni architettoniche e il museo.

Però la maggior parte della Grande Piramide di Cholula è ancora sconosciuta e forse nasconde sotto la terra molti segreti di quei popoli ancora pieni di misteri.

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Foto da Wikipedia, panorama Hajor e Lastra, dettagli esterni Diego Delso

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