Amiamo tutte le tradizioni natalizie, giusto? Amiamo quei momenti pieni di gioia e felicità in cui incontriamo i parenti e gli amici, condividendo doni e buon cibo.

Sai quando sono iniziati quei costumi?

Le tradizioni natalizie ci uniscono nel nostro retaggio e saranno trasmesse alle generazioni future.

La celebrazione della nascita di Cristo sembra pur assimilando culture e tradizioni di luoghi molto lontani e diversi fra loro aiutano a festeggiare la gioia, l’amore e la buona volontà dell’umanità.

In questo articolo condividiamo con voi una serie di dati e tradizioni che riflettono le connessioni con la nostra famiglia “globale”.

È curioso, ma il Natale, che come tale festeggia la nascita di Gesù Cristo il 25 dicembre, non è menzionato nella Bibbia né in altri testi religiosi. La maggior parte degli storici credenti sostiene che Gesù Cristo fosse nato in primavera.

Tradizioni natalizie: perché il 25 dicembre?

Probabilmente fu scelto il 25 dicembre perché coincideva con l’ultimo giorno dell’antica festività pagana dei Saturnali.

Quel periodo dell’anno, che cominciava il 17 di dicembre, serviva per onorare Saturno il dio protettore dei raccolti e vedeva un crescendo di feste con giochi d’azzardo e regali.

I Saturnali erano considerati una grande festa dai Romani e uno degli atti comportava un sacrificio nel Tempio di Saturno. Degno di menzione è anche il banchetto pubblico che si teneva l’ultimo giorno.

Da sottolineare che in quei giorni c’era un clima di libertà e fratellanza umana che portava a concedere anche la libertà, per la durata della festa, persino agli schiavi.

Questi giorni di festa erano molto amati in tutto l’impero romano e probabilmente per questo, con il cristianesimo religione ufficiale, si decise di sovrapporgli la nascita di Gesù nel 345.

Tradizioni natalizie: L’immagine di Babbo Natale

L’icona di Babbo Natale, che poi spesso vediamo negli annunci della Coca-Cola, non è la stessa dell’immagine originale di Babbo Natale.

In realtà l’immagine di Babbo Natale è una figura che si è evoluta nel tempo, plasmata da scrittori, artisti e persino storici.

Le immagini del noto uomo grasso e barbuto con un abito rosso apparvero su riviste, manifesti e pubblicità molto prima del ritratto allegro che accompagna il noto marchio di bevande analcoliche.

Inoltre Babbo Natale non ebbe sempre la barba.

Tradizioni natalizie, Thomas Nast le pagine di Harper’s Weekly
Thomas Nast le pagine di Harper’s Weekly

Fu l’artista e disegnatore Thomas Nast che aggiunse la barba al personaggio nelle pagine di Harper’s Weekly durante l’ultima parte del XIX secolo.

Tradizioni natalizie: L’origine della stella di Natale sull’albero

La stella di Natale che di solito incorona i nostri alberi di Natale è, probabilmente, originaria delle Filippine.

I Filippini decorano le loro case e i loro alberi con lanterne che chiamano parol (bamboo parol, pah-role) ed hanno la forma di stelle.

Rappresentano il simbolo del periodo natalizio e si possono vedere appesi fuori dalle case, scuole, chiese, centri commerciali…

Rappresentano, naturalmente, la stella cometa che ha guidato i Re Magi a portare i loro doni alla capanna (o alla grotta) di Gesù, come spesso vediamo nei presepi.

Tradizioni natalizie: L’offerta di oro, incenso e mirra

La tradizione dice che i Magi dall’Oriente provenivano da Paesi remoti per rendere omaggio a Gesù di Nazareth.

Di questo viaggio troviamo traccia in alcuni Vangeli apocrifi in cui Melchiorre era re dei Persiani, Gasparre re degli indiani e Baldassarre re degli arabi.

Le interpretazioni sono cambiate nel tempo e questo lo vediamo anche in molti quadri che rappresentano l’adorazione dei Re Magi.

Portavano tre regali: oro, incenso e mirra:

Melchiorre l’oro per il suo grande valore e bellezza; Gasparre l’incenso, una resina balsamica che bruciando rilascia un fumo aromatico molto piacevole e Baldassarre la mirra, una sostanza resinosa aromatica con molte proprietà.

Tradizioni natalizie: A che velocità viaggia la slitta di Babbo Natale

Tutti sappiamo che Babbo Natale deve visitare ogni casa del mondo con bambini in una sola notte.

Un’impresa che potrebbe compiere solo se la slitta di Babbo Natale fosse molto veloce, giusto?

Tradizioni natalizie la slitta di Babbo Natale
Tradizioni natalizie: la slitta di Babbo Natale

Tecnicamente, secondo alcuni scienziati del Fermilab (acronimo di Fermi National Accelerator Laboratory) di Chicago, la tua slitta dovrebbe viaggiare a poco meno della velocità della luce per completare il tuo compito, supponendo che visiti 800 milioni di case in tutto il mondo.

Secondo il professore Larry Silverberg della North Carolina State University, invece, Santa Claus dovendo consegnare nella notte di Natale doni solo a circa 200 milioni di bambini in poco più di 75 milioni di abitazioni da visitare, potrebbe farcela agevolmente viaggiando ad una velocità di 130 volte inferiore a quella della luce.

Tradizioni natalizie: I Baci sotto il vischio

Dalle sue origini, questo cespuglio è stato un simbolo di fertilità in qualsiasi tipo di rituale grazie alla sua grande facilità di riproduzione.

In conseguenza a questa osservazione naturalistica è stato utilizzata da diverse culture nei propri rituali.

Ad esempio gli scandinavi credevano che il vischio fosse una pianta di pace, tanto che dichiaravano la tregua sotto questa pianta. Lo usavano anche quando risolvevano problemi di coppia.

Il rituale consisteva nel baciarsi sotto il vischio facendo la pace, riportando così nella relazione la tranquillità.

Tradizioni natalizie: La decorazione dell’albero di Natale

Prima che le luci di Natale fossero inventate, ora così indispensabili in molte case, gli abeti natalizi erano decorati con candele e mele.

Successivamente, sono state aggiunte le luci, le palle, la stella e lacci colorati. Questi ultimi rappresentano l’unione tra famiglie e persone care in questo momento pieno di speranza e felicità.

Diverse leggende portano le radici della decorazione dell’albero di Natale al tempo dei Romani, ma sembra che pure gli antichi Egizi celebrassero la fine dell’anno con una cerimonia molto simile.

Comunque sia la tradizione natalizia dell’albero di Natale era già ampiamente sviluppata nel XIX secolo in Europa e in seguito si diffuse anche in America.

Fra gli alberi di Natale più famosi per le sue dimensioni c’è quello che si trova nel Rockefeller Center di New York (USA), con circa 24 metri di altezza.

Tradizioni natalizie: Il fiore della stella di Natale

Il fiore della stella di Natale (o Poinsettia, Euphorbia pulcherrima) è una pianta con foglie rosse carminio,

Originariamente era usata dagli Aztechi nei rituali come simbolo della purezza e della nuova vita che attendeva i guerrieri morti.

Nel diciannovesimo secolo, Joel Robert Poinsett, un diplomatico statunitense con sede in Messico, lo scoprì e lo esportò negli Stati Uniti, da dove divenne popolare anche nel resto del mondo come pianta ornamentale natalizia, a causa della somiglianza dei suoi colori.

Tradizioni natalizie: l’Agrifoglio

Che l’agrifoglio sia una pianta che fa parte delle tradizioni natalizie pare risalga ai romani che la usavano per adornare i regali nelle feste Saturnali.

I Celti, inoltre, credevano, che difendesse dagli esseri malvagi e garantisse fortuna e prosperità.

Nel cristianesimo, l’agrifoglio ricordava con i frutti il sangue di Cristo e con le foglie, la corona di spine.

Questo, tuttavia, non le impedì di diventare una pianta natalizia perché non si poteva rinunciare alla bellezza della sua decorazione che tanto piaceva nei riti pagani a cui il cristianesimo tentava di sovrapporsi .

Tradizioni natalizie: Il Presepe

Tradizioni natalizie, il presepe
Tradizioni natalizie, il presepe

Il presepe, con la sua mangiatoia è la rappresentazione della nascita di Gesù per eccellenza.

Le prime rappresentazioni risalgono al V secolo, anche se si ritiene che uno dei promotori più importanti per la sua divulgazione sia stato San Francesco di Assisi.

Lo scopo della nascita è ricordare alle persone le umili circostanze in cui Gesù nacque a Betlemme.

Molte opere sulla Natività di grandi pittori ricordano la nascita in una grotta o in una capanna con il bue e l’asino vicini.

È senza dubbio la tradizione più importante in senso cristiano perché assume anche i connotati del legame della famiglia.

Collocare un presepe in casa, dove i credenti contemplano l’immagine di Betlemme, la mangiatoia, i pastori, i magi, Giuseppe e Maria, è un richiamo all’unità familiare, un’immagine che aiuta a meditare sul mistero del Natale e sulle virtù di ciascuno dei personaggi.

Se invece si vuol conoscere il presepe vivente  più grande d’Europa bisogna recarsi a Matera città dei Sassi che il prossimo anno sarà capitale della cultura europea.

Foto da Wikipedia, Pixabay

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