Maura Maffei è ligure di nascita e piemontese d’adozione. Erborista, cantante lirica, impegnata nel volontariato come insegnante di Metodo Billings per la regolazione naturale della fertilità di coppia e come presidente diocesano di Azione Cattolica Italiana, ha pubblicato con Marna 2 romanzi, Il traditore (1993) e Le lenticchie di Esaù (2003), e il saggio sul diario di guerra del capitano Pietro Apostolo, intitolato La Lunga strada per Genova (2007). Per la prestigiosa Casa Editrice irlandese Coiscéim, specializzata in testi in lingua irlandese, ha pubblicato il romanzo storico medioevale An Fealltóir (1999). Ha collaborato per sette anni con la rivista Keltika, a diffusione nazionale e vendita in edicola (la testata ha chiuso nel 2007), firmando oltre 200 articoli monografici sulla storia, la cultura, la letteratura e la musica in Irlanda, Scozia, Cornovaglia, Bretagna e Galizia. Il 28 aprile 2012 il suo romanzo inedito Feuilleton ha vinto una puntata della trasmissione di RAI Radio 1 Tramate con noi. Finalista nel 2012 al Torneo IoScrittore di GeMS, ha pubblicato il 24 aprile 2013 in e-book il romanzo storico Astralabius, ambientato nella Francia XII secolo e ispirato al contrasto dottrinale che oppose il filosofo bretone Pietro Abelardo a san Bernardo di Chiaravalle. Il 25 ottobre 2014 la sua tragedia An Nuachar – Lo sposo (che aveva ottenuto la medaglia di bronzo al XX Premio Firenze 2002) si è classificata seconda, ma prima classificata nella sezione Teatro, al Concorso Letterario Nazionale Cinquantesimo Marcelli ed è stata pubblicata nel dicembre dello stesso anno in edizione digitale. Il 30 agosto 2015 il suo romanzo La sinfonia del vento ha vinto il primo premio assoluto al 56° Concorso Letterario Internazionale “San Domenichino – Città di Massa”, nella sezione narrativa inedita. Intanto, oltre a Feuilleton, pubblicato da Edizioni della Goccia a fine settembre 2015, l’autrice ha altri libri in pubblicazione: il suo romanzo più ampio, pensato come una saga familiare, scritto a quattro mani con il linguista, scrittore e storico irlandese Rónán Ú. Ó Lorcáin e intitolato Dietro la tenda, sarà presto pubblicato da Parallelo45 Edizioni sotto forma di trilogia. Il primo volume, Dietro la tenda – La fragilità della farfalla, è già uscito nelle librerie nei primi giorni di gennaio 2016. Seguiranno nei prossimi mesi Dietro la tenda – L’ala del corvo e Dietro la tenda – L’astuzia della volpe, tutti ambientati nel Connemara del XVIII secolo. I libri dell'autrice Maura Maffei a questo link: La fragilità della farfalla. Dietro la tenda, L’ala del corvo.

Il vischio in erboristeria, la pianta del vischio sospesa fra cielo e terra augurando, con un bacio sotto il vischio, tanta fortuna.

Drualus: questo è il nome irlandese del vischio.

Diventa mistletoe in inglese ed era considerata la pianta celeste dei druidi. Pianta magica, pianta sacra per eccellenza. Noi oggi sappiamo che si tratta di una specie parassita e che, di conseguenza, non ha bisogno di radici. Per gli antichi celti, invece, questa sua particolarità, questa sua vita sospesa tra cielo e terra, era un segno divino.

La perfezione era rappresentata dal vischio sorretto da una quercia, considerata la “porta” (tale è il significato etimologico del nome gaelico dair attribuito al rovere) tra mondo sensibile e mondo invisibile, tra uomini e dei. Il vischio captava le energie dell’albero, le risucchiava nelle sue foglie carnose e grigiastre, nelle bacche dal tenue giallo di perla.

Non solo, era un vero e proprio dono della divinità, elargito a querce particolarmente venerate. Infinite sciagure sarebbero occorse a chi avesse concepito la malaugurata idea d’abbattere una quercia portatrice di vischio.

All’opposto, la tradizione vuole che una quercia adornata di tale pianta abbia fatto la fortuna di tutte le grandi famiglie irlandesi che l’avevano nel loro giardino.

Così, se la quercia era la porta, il vischio era la chiave per aprire qualsiasi serratura.

Proteggeva le case dagli spiriti dispettosi e dalle streghe, soprattutto in occasione del solstizio d’autunno, e richiamava le fate presso il letto dei bambini, purché fosse stato reciso con un coltello d’oro, come già consigliava Plinio.

A poco a poco, con il passare del tempo, si andò trasformando in icona di pace e d’ospitalità. Si era convinti che aiutasse a concepire i figli e che adornare la propria camera con il vischio potenziasse la fertilità di coppia…

Forse da qui nacque il celebre motto “Kissing under the mistletoe”, che ci fa pensare a ramoscelli appesi sulle porte e all’usanza di baciarsi sotto di essi per festeggiare l’anno nuovo.

In questo modo ci si augura un anno fertile, sotto tutti i punti di vista, come già facevano i nostri antenati.

Per estensione, il vischio è diventato uno dei simboli tipici delle feste natalizie, tanto che si dice: “No mistletoe, no luck”!

In Bretagna, tuttavia, si tramanda che con il suo legno fosse stata costruita la croce di Cristo e, per questo motivo, viene chiamato Lignum Sanctae Crucis o Herbe de la Croix; sino a pochi decenni fa, se ne scoraggiava l’uso per addobbare a Natale le chiese bretoni, perché si riteneva responsabile della morte di Gesù.

Con il vischio, infine, si preparavano purtroppo anche pozioni magiche e pozioni d’amore. Ciò era molto pericoloso dato che tale specie provoca avvelenamenti, che possono rivelarsi fatali per i bambini.

 

Il vischio appartiene alla famiglia delle Lorantacee e il suo nome latino è Viscum album L.

Proprietà e benefici del vischio:

  Utilizzato dai nostri nonni per preparare cataplasmi contro i geloni delle mani o dei piedi, la moderna fitoterapia ne ha riscoperto i principi attivi (saponine, un alcaloide, un inosite e un glucoside…) e li applica con successo sui centri vasomotori, per le loro azioni parasimpatiche e digitaliche.

In altre parole, esso abbassa la pressione arteriosa  e giova in caso d’arteriosclerosi.

Secondo Jean Valnet, il vischio più efficace è quello cresciuto sui rami del pero e del melo.

Comunque sia, ha dato buoni risultati anche in caso di epilessia, isteria, nefriti, infiammazioni articolari anche con la cipolla , ha proprietà bechiche come la zucca  e disturbi della menopausa.

Esperimenti clinici hanno evidenziato la sua validità nelle terapie di supporto contro il cancro. Ma tutte queste cure devono essere effettuate soltanto sotto stretto controllo medico. Sono assolutamente da evitarsi le prove fai da te.

Per quanto ci riguarda, il vischio è il bacio metaforico con cui vogliamo augurarvi tanta serenità e un 2017 pieno di sole!

Articolo di Maura Maffei  Il vischio: un bacio che appartiene al cielo su CaffèBook (caffebook .it)

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