Tommasì te piace ‘o presepe?

Queste le parole affannose e ripetute che noi tutti conosciamo dell’opera teatrale scritta  nel 1931 da Eduardo De Filippo, Natale in casa Cupiello.

E Tommasino impertérrito risponde :

No.Nun me piace ‘o presepio”.

Il Presepe o presepio, entrambe le forme valide, venne rappresentato per la prima volta da San Francesco d’Assisi  nel 1223.

Fu il Papa Onorio III°a concedergli  oltre alla Regola munita di Bolla, anche la licenza per rappresentare il Natale.

Il viaggio in Palestina aveva molto colpito il Santo tanto da volere a tutti i costi ricreare la Natività anche a Greccio luogo che tanto emotivamente gli ricordava Betlemme.

Fece costruire una mangiatoia e condurre solo un bove ed un asinello.

Da più parti, convocò i frati, riuscì a smuovere tutti gli abitanti dai luoghi più vicini a quelli lontani, i quali recarono con sé torce e ceri in modo da illuminare la grotta.

In quella notte tenne messa e rese comprensibile la storia del Natale anche a tutti coloro che non sapevano leggere.

San Francesco è stato il Padre del presepe come lo intendiamo noi.

Risalenti al Quarto secolo invece sono le immagini della Natività ritrovate a Roma nelle catacombe.

Inoltre è storicamente documentato che anche durante il paleocristiano, per Natale nelle chiese venissero  esposte immagini religiose, estendendosi poi in tutta l’Europa.

Da considerarsi precursori del presepio anche gli altari gotici intagliati con immagini della natività come quello che si trova in Austria nella chiesa di S. Wolfgang nella regione di Salzkammergut. 

I presepi più importanti e quelli più antichi

A Roma, invece nella Cappella Sistina della Chiesa di Santa Maria Maggiore si può ammirare uno dei più antichi presepi natalizi realizzato in alabastro nel 1289.

Il periodo in cui ha inizio la vera diffusione dei presepi va fatta risalire al Barocco. 

Un contributo importante fu l’opera dei Gesuiti che dopo la riforma fecero comprendere il valore del presepio inteso come mezzo di preghiera e raccoglimento.

La tradizione di creare presepi si diffuse così nell’Europa cattolica in Italia, Spagna, Portogallo e nel Sud della Francia, ma anche fra l’Europa dell’Est, in Polonia, nella Repubblica Ceca e Slovacchia e in centro Europa soprattutto in Austria e nel Sud della Germania.

L’apice di diffusione maggiore si raggiunge nel 1700, quando vennero allestiti presepi non solo nelle Chiese e nei Castelli, ma anche nelle case comuni della gente.

I presepi di Bressanone

Nel museo Diocesano di Bressanone si trovano due dei più importanti presepi annuali.

Il primo è composto da più di 4000 figure e fu realizzato da Augustin Propst e dal suo fratellastro Josef Propst di Vipiteno su incarico del principe e vescovo Karl Franz Lodron.

L’altro è il Presepio Nißl, composto da 500 figure e realizzato dallo scultore Franz Xaver Nissl (Franz Xaver Nißl 1731-1804) originario della Zillertal: un presepe unico e di altissimo valore.

Alla fine però del 1700, in seguito all’espandersi delle idee dell’Illuminismo, in alcune chiese della Baviera vennero vietati i presepi e furono portati nelle case contadine per evitarne la distruzione.

Il presepe vivente

Negli ultimi decenni in Italia ha preso piede un altro modo di allestire il presepe:

Il presepe Vivente che viene realizzato appunto con persone ed animali veri e i luoghi scelti non sono casuali.

Unico nel suo genere per importanza e suggestività è quello che viene realizzato a Matera che sarà Capitale della Cultura europea nel 2019, più precisamente nei Sassi divenuti patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1993.

La Città millenaria scavata nella pietra, proprio per il suo paesaggio si è prestata a lungometraggi ispirati alla vita di Gesù.

Sono notissime le pellicole: “Il Vangelo Secondo Matteo” di Pierpaolo Pasolini, “The Passion” di Mel Gibson, e biblici come il remake di “Ben- Hur” di William Wyler.

Il presepe di Matera

Ma torniamo al Presepe Vivente più grande del mondo, che sembra fondersi e divenire tutt’uno con quello naturale fatto di roccia e tufo.

Ogni anno di più il Presepe di Matera diventa un appuntamento consueto per chi ama immergersi nell’atmosfera natalizia ” vivendo” questa tradizione. Per norma la durata del presepe è fra le date dell’8 dicembre  il 6 gennaio.

Organizzato col patrocinio del Comune di Matera in questi anni il presepe vivente, è stato visitato da decine di migliaia di persone.

Per la realizzazione sono necessari 450 figuranti (150 al giorno) i quali indossano i costumi di scena realizzati dalle detenute delle carceri di Lecce e Trani.

L’allestimento e la scenografia sono sottoposti alla supervisione da parte di Cinecittà Studios e dall’Accademia di Belle Arti di Bari che ripropongono anche i kolossal prima menzionati.

Di notevole importanza sono anche i Rievocatori Storici del Gruppo Storico Romano che riportano indietro nel tempo la città dei Sassi ad una Galilea di 2000 anni fa sotto il dominio dell’Impero Romano.

Durante il percorso, lungo circa tre chilometri all’interno del Sasso Caveoso, si svolgono le scene della Natività incentrate su aspetti culturali, religiosi e della tradizione della Murgia.

Il presepe vivente di La Ripa Di Le Ville Monterchi in provincia di Arezzo

Un’altro presepe vivente degno di nota è quello rappresentato a La Ripa Di Le Ville Monterchi in provincia di Arezzo realizzato per la prima volta nel 2005.

Le edizioni successive sempre migliorate hanno visto crescere il numero dei figuranti ad oggi 250, il percorso è lungo circa chilometro e i visitatori giungono dall’intera Val tiberina e dintorni.

Nel 2007 l’evento è stato perfino trasmesso durante il programma “A sua Immagine” di RAI 1 la mattina del giorno di Natale.

Napoli, città del presepe 

A Napoli invece è stata dedicata un’intera strada al presepe, San Gregorio Armeno dove tutto l’anno sono aperte le numerose botteghe artigiane le quali riescono a soddisfare i clienti anche i più difficili.

I pastorai, il nome per indicare gli artigiani del presepe offrono infatti la realizzazione degli oggetti e dei vari personaggi nei vari materiali, plastica, legno sughero e i vari personaggi caricaturali tra i più noti incontriamo Toto’, Pulcinella e Maradona.

L’accostamento di questi ultimi personaggi, le superstizioni che ruotano ad esempio intorno al pozzo (una ad esempio secondo la  quale non si deve attingere acqua nella notte di Natale, perché contiene spiriti diabolici capaci di possedere la persona che la beve) rendono il presepe napoletano davvero unico nel suo genere.

L’allestimento del presepe, come per l’albero di Natale, ha inizio solitamente 8 dicembre, giorno dell’Immacolata con cui hanno inizio le festività natalizie.

Il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia, prottretrice della vista.

In questo giorno in alcune regioni del Nord Italia La Santa sostituisce in parte la figura di Babbo Natale al quale i bambini spediscono la letterina per esprimere i loro desideri, in quanto porta giochi e dolcetti.

Le feste natalizie terminano il 6 gennaio  con il giorno della Befana

Torno quindi alla domanda Tommasì te piace ‘o presepe?” del grande De Filippo e vi chiedo: 

A voi piace il Presepe?

A me sì, quindi oggi andrò a visitarli.

(foto wikipedia.org)

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