È improbabile che qualcuno conosca il nome di Bette Nesmith Graham, anche se il cognome potrebbe essere familiare perché era la madre del musicista e compositore Robert Michael Nesmith, dei The Monkees.

Robert Michael Nesmith ha avuto una carriera di successo nella musica soprattutto come solista come anche in televisione dove è apparso in diverse serie.

Sua madre la già citata Bette Nesmith Graham è entrata nella storia delle invenzioni per i suoi meriti come creatrice del Liquid Paper.

Queste parole, Liquid Paper, non vi ricordano niente? Di sicuro a qualcuno, invece, riporteranno moltissimi ricordi alla mente.

Il Liquid Paper, il liquido correttore che conosciamo anche come bianchetto

boccetta con pennello di liquid paper, correttore liquido

C’è stato un tempo, nell’era che potremmo chiamare predigitale, (ah quanto tempo sembra passato!) in cui i testi erano preparati direttamente sulla carta.

Lavori scolastici, tesi di dottorato, manoscritti di romanzi… Tutto era fatto con la penna a sfera o tutt’al più con quel congegno ormai praticamente estinto che era la macchina da scrivere.

In ogni caso, qualunque fosse il sistema utilizzato, nessuno poteva evitare di commettere errori.

La conseguenza della battitura di una lettera di più o di una sbavatura poneva due sole possibili soluzioni:

rifare l’intero foglio o coprire detto errore.

Per coprire l’errore c’era il leggendario Tipp-Ex, un correttore composto da un liquido bianco che veniva applicato con un pennellino.

Il colore bianco aiutava a rendere meno evidente la correzione sul foglio e una volta applicato si doveva attendere che si asciugasse per potervi riscrivere sopra.

macchina da scrivere olivetti
macchina da scrivere

Successivamente il correttore assunse anche una forma da biglietto da visita perché la sua versione liquida aveva suscitato diverse polemiche e perché in questo modo risultava più pratica per le macchine da scrivere.

La composizione liquida conteneva un solvente che era considerato pericoloso per i bambini quindi in un primo momento venne bloccata la vendita.

In seguito anche la boccetta liquida con il pennellino tornò a far parte della cartoleria di qualunque ufficio.

La diffusione di computer e stampanti ha sicuramente influito notevolmente sulle vendite di questo genere di prodotto il cui uso allora era inevitabile.

In effetti era così necessario che dovette inventarlo qualcuno il cui compito era scrivere a macchina con una certa frequenza: una dattilografa, per esempio.

Quello era precisamente l’impiego della donna di cui abbiamo parlato all’inizio, Bette Nesmith Graham, ma nata a Dallas nel 1924 come Bette Clair McMurray.

Bette Nesmith Graham (Dallas, 23 marzo 1924 – Richardson, 12 maggio 1980)

Bette Nesmith Graham

Quando Bette Clair McMurray sposò Warren Audrey Nesmith cambiò il suo cognome in quello di suo marito. Ebbero un figlio che nacque mentre l’uomo stava combattendo nella Seconda guerra mondiale.

Divorziarono poco tempo dopo il ritorno dell’uomo dalla guerra.

Nel 1950, Bette Nesmith si trasferì in una proprietà che suo padre le aveva lasciato in eredità, ma aveva comunque un bambino da crescere.

Decise di cercarsi un lavoro e lo trovò come dattilografo alla Texas Bank and Trust, dove gradualmente salì fino a diventare segretaria esecutiva.

Bette era arrivata al livello più alto a cui una donna del suo tempo potesse aspirare nel mondo degli affari però questo comportava molto impegno.

Bette doveva consegnare lavori in tempi molto brevi il che aumentava le probabilità di commettere errori.

Era una cosa comune e compresa, specialmente con le prime macchine da scrivere elettriche, ma non meno fastidiosa.

Tuttavia, fu da un altro contesto che le venne l’idea del correttore liquido.

Probabilmente era perché le piaceva l’arte o aveva aspirazioni artistiche o più semplicemente voleva guadagnare un extra, comunque sia si offrì di dipingere le finestre della banca con motivi natalizi.

E fu allora che una lampadina si accese nel suo cervello.

Lei stessa l’avrebbe spiegato più tardi: “Un artista non corregge mai i suoi errori eliminandoli, ma dipinge sempre sopra l’errore. Così decisi di usare quello che usavano gli artisti”.

Mise un po’ di pittura a tempera in una bottiglia e prese un pennello per acquerelli e l’ho portò in ufficio.

Bette Nesmith Graham: “Lo usavo per correggere i miei errori”.

Bette applicava il suo correttore ai lavori che i suoi capi le ordinavano, anche se questi non li apprezzavano e le chiedevano di non usarlo.

Certamente all’inizio il prodotto era più rozzo, per questo motivo chiese aiuto all’insegnante di chimica di suo figlio per migliorarlo.

Il fatto è che questa collaborazione funzionò e migliorò il prodotto perché la segretaria, disobbedendo all’ordine dei suoi superiori, continuò ad usarlo per diversi anni, fino a quando anche le critiche cessarono.

Inoltre, visti i buoni risultati ottenuti anche i suoi colleghi, le chiesero di usarlo.

Il passo successivo era chiaro, specialmente in un paese che favorisce l’iniziativa privata come gli Stati Uniti: commercializzarlo.

Iniziò investendo duecento dollari nel materiale necessario per creare la miscela di acqua e pigmenti, con cui ha riempiva le bottiglie vuote di ketchup con l’aiuto di suo figlio e di diversi amici.

Bette Nesmith Graham la Liquid Paper, il liquido correttore o bianchetto, in tutti gli uffici

Nel 1956 registrò il brevetto, battezzando il suo prodotto con il nome espressivo di Mistake Out (senza errori o caccia errori), sebbene in seguito lo avrebbe cambiato in un altro più serio, Liquid Paper, quello con cui alla fine sarebbe stato conosciuto.

Il relativo successo, vendeva un centinaio di unità al mese, e lo stress per mantenere gli impegni la portarono a commettere un errore che non poté cancellare.

In coda a un documento della Texas Bank and Trust, invece di mettere questo nome, mise The Mistake Out Company senza rendersene conto: la conseguenza fu il licenziamento.

Essere libera dall’impegno lavorativo con la banca permise a Bette Nesmith di passare dalla produzione artigianale alla fondazione di un’azienda che lavorava in modo industriale.

Era il 1960 e, usando la propria casa come quartier generale, incominciò una produzione più regolare.

Naturalmente all’inizio con l’investimento fatto aveva un piccolo debito da saldare, ma ben presto cancellò i numeri rossi, ricevendo ordini da grandi compagnie.

La distribuzione del Liquid Paper crebbe in modo esponenziale finendo con il diventare uno strumento abituale e indispensabile negli uffici.

Così dalla cucina di casa la produzione passò ad un’installazione più consona… nel cortile di casa.

Bette Nesmith Graham e il matrimonio con Rober Graham

Nel 1962 Bette conobbe Rober Graham, un venditore che, oltre a darle il secondo cognome, fu coinvolto nella gestione professionale dell’azienda creando una rete di rappresentanti.

Il matrimonio non durò a lungo e finì in un nuovo divorzio tredici anni dopo.

A quel punto la Liquid Paper era già un’azienda consolidata che produceva 25 milioni di unità all’anno e impiegava uno staff di duecento dipendenti.

Robert Graham che aveva un ruolo di rilievo nella società dopo il loro divorzio nel 1975 tentò di estromettere l’ex moglie dall’azienda senza però riuscirci.

Bette Nesmith Graham e la gestione della Liquid Paper

Bette Nesmith Graham non gestiva la sua attività in modo esclusivamente mercantilista, ma sviluppava un’intera filosofia aziendale molto aperta e innovatrice.

Nella Liquid Paper vi era l’uguaglianza lavorativa tra i lavoratori, che potevano partecipare al processo decisionale, e una grande attenzione per il loro benessere.

Bette Nesmith Graham assumeva molte donne, e nell’azienda aveva aperto un asilo per i bambini di questi, una biblioteca e creato delle aree verdi per il riposo.

“La maggior parte degli uomini sono ignoranti. Non capiscono davvero “, disse in un’intervista nel 1977 al Business Archives Project.

“Quindi le donne devono essere fedeli alla loro determinazione e instancabili. Non dobbiamo arrenderci. “

Nel 1979 la Liquid Paper vendeva più di 25 milioni di unità ed era presente in 31 Paesi, fatturando 38 milioni di dollari all’anno.

La Global Gillette decise di acquisire l’azienda creata dalla dinamica segretaria al considerevole prezzo di 47,5 milioni di dollari.

Purtroppo Bette Nesmith Graham non poté godere dei suoi benefici a lungo perché morì nel 1980.

Suo figlio Robert Michael, che aveva avuto con il suo primo marito, ereditò metà della copiosa fortuna, l’altra metà fu dedicata a opere di beneficenza, tra cui la creazione di due fondazioni per donne bisognose.

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Foto macchina da scrivere utilizzabile con la dicitura e link: CREDIT Photo courtesy CaffèBook Foto di Carmela Agostino

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