Josephine Cochrane, la vedova che inventò la lavastoviglie

Josephine Cochrane è passata alla storia per aver inventato uno degli elettrodomestici più apprezzato da chi deve fare i lavori domestici: la lavastoviglie.

La donna pare avesse proprio lo spirito inventivo nel sangue derivato dal fatto di essere la pronipote di John Fitch (Windsor, Connecticut, 1742 – Bardstown, Kentucky, 1798), che progettò un battello a vapore col quale risalì il Delaware nel 1788.

Josephine Cochrane (Contea di Ashtabula, 8 marzo 1839 – 3 agosto 1913) e l’idea della lavastoviglie

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Josephine Cochrane, la donna che inventò la lavastoviglie

La casa della famiglia Cochran era l’epicentro degli incontri sociali dell’Illinois e Josephine, da donna facoltosa e buon alfitrione, utilizzava le migliori porcellane per i suoi ospiti.

Spesso il personale della servitù, nella grande quantità di piatti e stoviglie che dovevano lavare, finiva per danneggiare accidentalmente qualche pezzo di quelle preziose porcellane.

Josephine Cochrane, non riuscendo a porre freno a tanti danni, pensò che sarebbe stato meglio lavarsi da sola i piatti.

L’entusiasmo le durò poco.

Fu questo che la spinse a considerare che dato non avevano ancora inventato una macchina per svolgere quel compito fastidioso, l’avrebbe fatto lei!

La lavastoviglie, i precedenti tentativi

C’erano, in realtà, già stati dei precedenti all’invenzione che voleva realizzare la donna.

Joel Houghton, nel 1850, aveva realizzato quello che potremmo definire un prototipo di lavastoviglie.

Non andò molto oltre a quello perché si trattava di un macchina in legno azionata tramite una manovella decisamente poco pratica.

L.A. Alexander brevettò un modello perfezionato con un cestello per i piatti: era il 1865 e anche questa soluzione non ebbe successo.

Josephine Cochrane, l’inventrice della lavastoviglie

Però se la sfortuna non fosse entrata in scena nella vita di Josephine Cochrane probabilmente non staremmo parlando di lei come di un’inventrice di successo.

Josephine perse la figlia di due anni e per superare quel terribile trauma, o almeno alleviarlo, si immerse pienamente nella vita mondana.

La donna sostenne particolarmente la vita del marito William Cochran, rispettato commerciante e uomo politico, organizzando ogni sorta di evento potesse giovarne alla carriera.

Era lei che controllava ogni piccolo dettaglio dei vari eventi che la coppia doveva presenziare, dalle più importanti cene con danze passando per gli incontri con i piccoli comitati.

William Cochran fece una buona carriera politica venendo rieletto per ben tre volte in un incarico amministrativo della città di Shelbyville (Illinois).

Josephine Cochrane e le preziose porcellane

La parte più delicata e che più tormentava Josephine Cochrane erano appunto le sue preziose ceramiche sulle quali contava molto per impressionare gli ospiti.

Non erano solo piatti e stoviglie di grande valore, erano cinesi ed appartenevano alla famiglia (si diceva) da quasi duecento anni, erano pezzi unici.

La donna provò a rendere più attento il lavoro dei lavapiatti, ma, evidentemente, il personale riusciva sempre a danneggiare qualcosa per la disperazione della donna.

Oltre a tutto questo, non sembra che i risultati in quanto a pulizia soddisfacessero troppo Josephine Cochrane.

Tutto questo ci riporta al proposito intrapreso di realizzare una lavastoviglie che liberasse piatti e bicchieri dai rischi e dalla pessima pulizia.

Josephine Cochrane aveva ottenuto degli incoraggiamenti ad intraprendere il suo intento ed era venuta a conoscenza dei precedenti tentativi fallimentari, ma forse non avrebbe proseguito se un’altra disgrazia non fosse entrata nella sua vita.

Infatti William Cochran morì lasciando non pochi problemi alla moglie.

Nonostante fosse stato considerato un abile commerciante e un candidato politico promettente il marito, con la sua dipartita, rivelò di aver creato molti debiti.

La nuova situazione spinse Josephine Cochrane a trovare il modo di realizzare la lavastoviglie per poterla brevettare e con questo guadagnare e superare i problemi economici.

Josephine Cochrane, una studente di ingegneria inconsapevole?

Se è vero che la fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità. (nella versione americana di Randy Pausch), come fece Josephine Cochrane a inventare la lavastoviglie?

John Garis, padre di Josephine, era supervisore di mulini ad acqua negli stati dell’Ohio e Illinois.

Presto però restò vedovo e, nei suoi lavori e spostamenti, dovette portare con sé la figlia.

Il padre non poté fare a meno quindi di trasmettere la mentalità da ingegnere alla figlia che lo seguiva mentre questi progettava la costruzione di mulini per la lavorazione di farina, tessuti o legno.

Un’altra fonte di apprendimento per la futura realizzatrice della lavastoviglie fu il già citato John Fitch.

Il bisnonno di Josephine, giunse a costruire, fra il 1785 e il 1796, quattro barche a vapore che funzionavano regolarmente per il trasporto di merci.

John Fitch fu però molto sfortunato perché non riuscì ad ottenere né il brevetto per tali costruzioni, né il finanziamento per poterne costruire altri e morì suicida con molto debiti.

Anche il marito di Josephine Cochrane, William Cochran (la e finale pare l’avesse aggiunta la donna per fare più effetto sui suoi invitati), aveva, a modo suo, una certa esperienza tecnica…

Da giovane aveva partecipato alla corsa all’oro iniziata nel 1849 dove apprese a deviare e sfruttare l’energia di corsi d’acqua per trovare le agognate pepite.

Tutte queste conoscenze ingegneristiche dovettero essere l’argomento di molte conversazioni e furono di certo la base delle conoscenze di ingegneria che Josephine Cochrane applicò per costruire la sua lavastoviglie.

Josephine Cochrane, e la progettazione della lavastoviglie

Josephine iniziò a disegnare i pezzi di base che fanno ancora parte delle più moderne lavastoviglie prendendo le misure delle sue porcellane.

Dentro una caldaia di rame sistemò una ruota con una serie di scomparti con cavi in cui potevano essere sistemati bicchieri, posate e piatti.

La ruota era stata mossa da un motore, che permetteva l’ingresso e l’uscita di acqua saponata.

La sua invenzione fu chiamata «Cochrane Lavastoviglie».

Josephine organizzò visite a casa sua per pubblicizzare e commercializzare il congegno.

Uno dei suoi clienti le consigliò di venderlo agli hotel e ai ristoranti, coi quali ottenne un discreto successo di vendite.

La lavastoviglie di Josephine Cochrane non riusciva tuttavia a convincere le famiglie agiate, neppure quelle degli amici che l’avevano inizialmente incoraggiata, per il solo fatto che era una donna.

La lavastoviglie di Josephine Cochrane all’esposizione di Chicago

All’esposizione di Chicago del 1893 ebbe un’incredibile impatto mediatico e, forse, una rivincita personale.

Al World’s Columbian Exposition (Esposizione Universale di Chicago) la sua invenzione attirò l’attenzione dei curiosi che non riuscivano a credere (e ad accettare) che fosse opera di una donna.

Alla manifestazione quell’anno presieduta da Nikola Tesla (Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943) vinse il premio alla migliore invenzione meccanica.

La praticità della sua invenzione si rivelò in tutta la sua potenzialità all’esposizione dove accorse molto pubblico che consumava nei ristoranti locali.

Le dimostrazioni della sua invenzione le consentirono di ricevere molte commissioni.

La conoscenza di ingegneria, la fantasia e perseveranza le diedero la possibilità di emanciparsi da un destino infelice, come ci si poteva aspettare per una qualsiasi altra vedova dell’epoca.

Un’azienda per costruire lavastoviglie

macchina di Josephine Cochrane, la lavastoviglie
Josephine Cochrane, la lavastoviglie

Quando non solo da ristoranti e alberghi dell’Illinois arrivarono gli ordini, divenne un’imprenditrice costituendo la società Garis-Cochran, che avrebbe portato alla famosa Whirlpool.

Non divenne mai una grande azienda, ma con il tecnico (e ora socio) che l’aveva aiutata nelle fasi iniziali, e alcuni impiegati, riuscì a condurre una vita agiata.

La conoscenza di ingegneria, la fantasia e perseveranza diedero la possibilità a Josephine Cochrane di emanciparsi in un’epoca difficile per le donne, in particolare per una vedova.

Quelle prime lavapiatti, o lavastoviglie, erano grandi e usavano molta acqua calda, quindi potevano essere impiegate solo in grandi stabilimenti ma furono lenti ad adattarsi alle case.

All’inizio del XX secolo divennero elettrici, ma fino al 1950 non furono utilizzati che nelle case dei più ricchi e solo dal 1970, tra la classe media negli Stati Uniti e in Europa.

La lavastoviglie oggi, con il frigorifero e la lavatrice, è diventato uno degli elettrodomestici più importanti nelle case moderne.

Josephine Cochrane morì per un ictus il 3 agosto 1913 lasciando un’invenzione che nei suoi principi costruttivi resta invariata e solo nella tecnica costruttiva è stato possibile migliorarla.

Fonte Siete fracasos que han cambiado el mundo di Llorenç Valverde , Wikipedia, Encyclopedia of Kitchen History Di Mary Ellen Snodgrass

 

 

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