Un caffè con Giacomo Balla, parlando di un cane al guinzaglio

Bentornati al nostro appuntamento del caffè con l’arte: oggi avremo il piacere di prenderci un caffè in compagnia dell’artista Giacomo Balla e di una sua opera, Dinamismo di un cane al guinzaglio.

Il colore, che c’è di più bello del colore?

Giacomo Balla
Giacomo Balla

Il colore che sia un tono caldo o che sia una tonalità fredda, abbraccia la nostra vita con amore.

Questo Giacomo Balla lo sapeva bene, il colore era per lui il suo amico più fedele.

Giacomo Balla nasce a Torino il 18 Luglio del 1871 e sin da giovanissimo aveva mostrato una predisposizione naturale all’arte, inizialmente per quella musicale, successivamente per la pittura intervallata dall’interesse per la fotografia, tecnica che gli aprirà nuovi orizzonti.

Giacomo Balla, di carattere gioviale e aperto grazie alla sua curiosità creativa, cercò maggiormente la sperimentazione per ideare nuovi metodi di linguaggio. Poco più che ventenne, nel 1895, si trasferisce a Roma per sperimentare il nuovo divisionismo Italiano del quale insieme ad un gruppo di giovani artisti suoi allievi, fra i quali Boccioni e Severini, né fu un importante promotore.

La sua opera si concentrò sullo studio della luce, un aspetto fisico/chimico cardine del movimento divisionista.

Giacomo Balla quadroGli inizi del ‘900 furono anni di grande fermento collettivo, l’industrializzazione farà da traino al nuovo secolo e, proprio come ogni volta che soffiano arie di cambiamento, la parte più conservatrice e legata alle vecchie abitudini non vide di buon occhio il progresso.

Eppure, nonostante le contrarietà sociali e il periodo belligerante alle porte, l’arte rimane sempre parte attiva che, in ogni sua forma e in tutte le epoche, ha sempre anticipato e sovvertito gli schemi presenti e passati.

Così, grazie a Filippo Tommaso Marinetti, il 20 Febbraio 1909 fu pubblicato sul quotidiano “Le Figarò” il manifesto del Futurismo e avvenne la nascita di un nuovo fenomeno artistico.

Giacomo Balla, una irrefrenabile e mai doma personalità, aderì da subito al movimento con grande entusiasmo lasciando alle spalle l’esperienza figurativa per passare all’arte astratta.

Sempre più artista brioso e attento alla tecnologia, in quegli anni attraversò una vivacità creativa eccezionale. Realizzò, insieme alle opere pittoriche: scenografie teatrali, arredamenti, accessori di uso quotidiano e poi ideò anche nuovi modi di vestire; si interessò inoltre anche di letteratura e, con grande lungimiranza, si avvicinò alla fotografia, riconoscendo la validità del cinematografo prossimo a divenire la futura settima arte.

Fece tutto questo attraverso il nuovo linguaggio Futurista atto a scalzare il “vecchio” modo di essere: un progresso dinamico, rapido, a misura di un nuovo mondo e, soprattutto, maggiormente “colorato”.

Il colore che tanto amava Giacomo Balla, ritenendolo protagonista del nuovo pensiero, serviva per affermare un universo a 360° proiettato verso il futuro nel quale l’Italia, per conformazione geografica, per storia e naturalmente per la sua arte sapeva dover essere la nazione più colorata del mondo.

Giacomo Balla Dinamismo di un cane al guinzaglio

Ora vorrei parlarvi di un opera fra le sue più significative “Dinamismo di un cane al guinzaglio” un monocolore storicamente importante e rivoluzionario per quei tempi.

Giacomo Balla Dinamismo di un cane al guinzaglio
Giacomo Balla Dinamismo di un cane al guinzaglio

Nella sua realizzazione l’artista aveva la consapevolezza di sapere di provare un attrazione per la fotografia, che riteneva una tecnica molto interessante e rivoluzionaria per la sua modernità.

Giacomo Balla è stato sempre uno sperimentatore, uno scopritore di nuove tecniche e forme, non poteva rimanere fermo, e, proprio come un navigatore alla ricerca di nuove terre, doveva inventare qualcosa di nuovo.

Dinamismo di un cane al guinzaglio è stata ideata e dipinta nel 1912, il formato dell’opera è quasi quadrato 91X110, un olio su tela simile nell’inquadratura al fotogramma di una pellicola con il cane in primo piano e la figura della donna tagliata all’altezza delle gambe.

Protagonista è il dinamismo che vuole quasi liberare il cane dal guinzaglio, strappandolo idealmente dalla donna anch’essa stretta e oppressa nel suo abito lungo fino alle caviglie che la tiene prigioniera.

È un abito preistorico dell’epoca, che ne celava le belle forme femminili e naturali, mentre l’animale, con la velocità dei suoi passi, librando il guinzaglio, pare volerne velocizzare le gambe e tutta la personalità della donna verso una modernizzazione dei propri usi e costumi.

Come si può vedere il cane è raffigurato su una linea obliqua verso l’alto, lo sguardo punta oltre, a un orizzonte lontano, e la stessa firma dell’autore posta in basso a destra segue graficamente la loro stessa direzione.

L’artista, tramutandosi in un essere invisibile e valicando la barriera temporale, proietta, come fossero una serie di fotogrammi di una pellicola, un insieme di immagini impresse verso il futuro.

L’opera di Giacomo Balla, Dinamismo di un cane al guinzaglio, è conservata nella Albright-Knox Art Gallery di Buffalo (stato di New York, negli USA).

Giacomo Balla fu uno dei maggiori protagonisti del movimento Futurista, purtroppo però nel corso di quegli anni se da un lato il vivere sapeva di modernità e di relativo benessere, dall’altro stavano già rullando tamburi di guerra.

Giacomo Balla non poté fare a meno di esserne coinvolto.

Il potere ha sempre usato l’arte e la stampa come strumenti di comunicazione. Nel 1937 l’artista avvertì la sensazione che la società in quel periodo stava prendendo un altra rotta e che l’arte non era più un sentimento a carattere umano ma un qualcosa eccessivamente portato alla presunzione che faceva diventare il colore, l’anima della nostra esistenza, una mera patina di facciata.

Decise perciò di estraniarsi dal cambiamento dei propri ideali. Giacomo Balla portò avanti la questione con coraggiosa onestà intellettiva, subendo, purtroppo, da parte della cultura ufficiale l’allontanamento come figura di spicco dell’arte Italiana.

Dopo gli anni di guerra, tornata la pace, l’opera di Giacomo Balla venne meritatamente rivalutata a livello mondiale.

Era stato un vero maestro ed artefice di un modo artistico grandemente unico e ormai aveva lasciato un impronta fondamentale nel panorama artistico Internazionale.

Negli anni a seguire continuò la sua produzione artistica rimanendo un serio ed appassionato artigiano dell’arte, scomparse 86 enne il 1 Marzo del 1958.

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