Alla nascita nel 1960 Gulabo Sapera, subì lo stesso destino di altre bambine nate nella sua comunità.

Gli anziani la seppellirono viva, senza nemmeno tagliarle il cordone ombelicale e solo perché era la quarta figlia femmina di già altri sei fratelli di cui tre donne e tre maschi!

Troppi forse, no troppe figlie femmine.

E pensare che in India, la maternità è venerata. Il Paese è equiparato alla figura della madre e riceve persino il nome di Madre India.

Una donna che non può avere figli, specialmente nelle zone rurali dell’India, spesso riceve il nome di “infertile” e non viene rispettata dai suoi vicini.

La coppia viene additata, apostrofata come i “senza figli “e nessuno vuole guardarli in faccia, i vicini o conoscenti, li sfuggono perché hanno paura che portino loro sfortuna quando dovranno avere dei figli.

I matrimoni multipli, sebbene illegali, possono essere un modo per provare ad avere un figlio biologico, con l’aspettativa di un maschio naturalmente.

Il maschio eredita infatti quasi tutto il patrimonio e porta avanti il nome della famiglia.

Se una coppia non ha figli il patrimonio spetta ai fratelli di lui.

Per questo motivo sempre più donne, anche in età avanzata, si sottopongono ad inseminazioni affrontando tutte le conseguenze di rischio per lei stessa e per il figlio.

In India, ci sono infatti oltre 40.000 cliniche registrate ad ultrasuoni per verificare il sesso del nascituro, altre sono illegali, se femmina il più delle volte le donne sono costrette ad abortire, soprattutto se già in famiglia c’è una bambina.

Gli aborti sono così tanti che gli uomini attualmente non riescono a trovare moglie.

Le partorienti più povere del Punjab, Haryana, Chandigarh e Delhi, che non possono recarsi in clinica per verificarne il sesso, subiscono violenza se si rifiutano di uccidere il primo nascituro se femmina, il primo figlio deve essere maschio, altrimenti è un segno di sfortuna.

Nascere donna comunque in India, spesso vuol dire essere malnutrita, maltrattata, essere privata di istruzione, di assistenza medica, violata… I casi sono sempre più efferati, l’ultimo ai danni di una bambina di pochi mesi: è da rabbrividire.

Legalmente il matrimonio di spose bambine è stato proibito dalla legge, ma più è piccola di età, meno dote deve portare per questo sono sempre tanti i casi in cui vengono date in nozze presto.

Secondo l’Unicef sono 650 milioni le donne al mondo, che si sono sposate da bambine, 12 milioni all’anno.

L’Africa Subsahariana, detiene in questo il triste primato.

Queste spose bambine subiscono la violenza degli stessi mariti, inoltre, essendo piccole di età, molte muoiono durante il parto.

Ma per le donne africane, spose bambine, donne o vedove non c’è aspettativa di vita migliore.

Le neo spose, sia africane che indiane, subiscono gli stessi maltrattamenti di quando vivevano in famiglia, anzi peggiori in quanto spesso anche la famiglia del marito si accanisce per la dote che ha apportato.

Gulabo Sapera è una ballerina tra le più famose del Rajasthan, uno stato nel nord dell’India.

Gulabo Sapera, ballerina indiana La sua danza, spirata ai movimenti dei serpenti, è nata a Jaipur, conosciuta come la città rosa, ed ha ottenuto il riconoscimento internazionale con il nome di Danza di Sapera.

Di origine estremamente umile, fu grazie al carattere insolito della sua famiglia che è riuscita a realizzare il suo sogno di ballerina.

Nata in una comunità di nomadi che viaggiavano da un posto all’altro per intrattenere il pubblico con i serpenti incantatori, vivevano accampati fuori dalle città, tenuti al margine della società.

Le persone erano molto povere e non avevano abbastanza soldi per la dote per sposare le loro figlie, per questo quando nascevano venivano uccise.

 

Gulabo Sapera, figlia della terra

 

Quando nacque Gulabo, suo padre era nel mercato, la madre era incosciente.

Le altre donne della comunità, essendo femmina la seppellirono viva, come da “tradizione” per fortuna in una buca poco profonda.

Al risveglio sua madre chiese di lei, la quale non credeva in quella orribile pratica, ma la comunità obiettò sostenendo che non avrebbero avuto di che mantenere così tante ragazze.

Verso la mezzanotte, la madre si alzò e andò con la zia a vedere della bambina trovandola ancora viva.

Il giorno dopo la comunità sapendo dell’accaduto espresse indignazione e pensando che fosse una strega, per il fatto che fosse sopravvissuta, ordinarono alla madre di uccidere la bambina.

I membri del villaggio la minacciarono che in caso contrario lo avrebbe fatto loro.

Il padre di Gulabo, difese la moglie e replicò dicendo che per sopravvivere, si trattava di una persona speciale e quindi meritava di vivere.

A proposito del nome Gulabo Sapera richiede due precisazioni.

La prima: Il nome della ballerina era Dhanvanti, essendo nata su Dhanteras, ma all’età di un anno, si ammalò gravemente e fu portata da un guaritore che le posò una rosa sul petto.

Ero quasi morta. Così, quando mi sono ripresa con la benedizione della rosa, mio padre ha detto – Dhanvanti è morta e Gulabi,(rosa) è nata“.

Una vera combattente, proprio come l’attivista e scrittrice indiana Sampat Pal Devi, che ha fondato l’”esercito” delle donne con i sari rosa, la Gulabi Gang.

La seconda spiegazione il nome Gulabi, si è trosformato in Gulabo a causa di un errore di battitura su di una rivista.

Gulabo Sapera la bambina che ballava coi serpenti

Tornando all’infanzia di Gulabi, temendo per la sua vita, il padre la teneva sempre stretta con sé, anche quando lavorava.

Era un incantatore di serpenti ed è così che Gulabo ha iniziato a ballare con loro, da quando aveva due anni.

Non sono cresciuta con i miei fratelli ma con i serpenti, ho ballato con loro arricciati intorno al collo“.

Come sempre accade non tutti nella comunità apprezzarono l’idea, ma la lasciarono ballare durante i festival e le fiere in cambio di denaro e cibo.

Le pressioni sulla famiglia aumentarono maggiormente e imposero di darla in sposa ad un uomo di 30 anni più grande di lei.

Fortuna volle che Gulabo in seguito ad una caduta in bicicletta si rompesse una gamba.

Il matrimonio non era ancora avvenuto e quando la famiglia del suo futuro marito scoprì l’incidente, preoccupata che non potesse lavorare, sciolse l’unione.

Gulabo Sapera la ballerina che divenne ambasciatrice

Gulabo Sapera chiese che non la costringessero più al matrimonio e che la lasciassero ballare.

La sua scoperta come ballerina avvenne da parte di una commissione turistica locale quando lei aveva circa 13 anni.

La ragazza era così flessibile che ballava come se non avesse ossa nel suo corpo.

Fu invitata a ballare su di un palco di fronte ad ospiti stranieri, che rimasero affascinati, ma per l’esibizione ricevette in cambio applausi e non monete.

La comunità reagì con rabbia e respinse l’intera famiglia.

Le esibizioni di Gulabo continuarono prima per il dipartimento del turismo straniero fino a quando venne invitata a ballare negli Stati Uniti.

Per lei era un sogno: era la prima ragazza nella sua città a salire su un aereo.

Senza volerlo, Gulabo Sapera divenne ambasciatrice della cultura del Rajasthan e dell’India all’estero guadagnando fama e prestigio grazie alla sua danza.

Oggi Gulabi ha cinque figli, ha inciso diversi album, e insegna la sua arte in tutto il mondo.

Nel Rajasthan non c’è università che non balla la danza di Gulabo Sapera.

Grazie al successo, Gulabo Sapera, si è esibita ad oggi in circa 165 Paesi, quando tornò dal tour degli Stati Uniti, la comunità l’accolse nuovamente proponenndole di diventare un membro importante della comunità.

La ballerina accettò, chiedendo in cambio che non venissero uccise più bambine.

L’India è comunque un continente molto ampio dove queste “pratiche” e “tradizioni” sono purtroppo ancora molto radicate.