Adrian Fartade: un laureato in filosofia che spiega la l’astrofisica su youtube

Il fenomeno della filosofia e degli studiosi di filosofia sul web in Italia è oramai quasi esploso e troviamo moltissimi nomi di canali di persone sempre più famose: Rick Du Fer, Wesachannel, Daniele Andreani, il Dottor SadRay, MrNichilista, l’Antimaterialista, Santamano, Matteo Saudino, Annaliside, Diotima 1989, La filosofia tiene svegli, Associazione Tlon, Mortebianca.

La maggior parte di questi autori parlano effettivamente di filosofia, molti di loro hanno una laurea in filosofia, altri no, alcuni fanno popsofia (parlano della filosofia delle serie, dei film, ecc.), altri parlano proprio dei filosofi, altri si interessano di temi di attualità e molto altro ancora.

Ci sono, però, alcuni youtuber di formazione filosofica che non trattano la filosofia, ma fanno divulgazione scientifica.

Sto parlando di Adrian Fartade.

Adrian Fartade
Adrian Fartade

Fartade è un divulgatore scientifico che si occupa di astrofisica. Come molti altri youtuber fa monologhi in teatro, parlando sempre dei temi legati alla scienza e all’astrofisica.

Il suo canale si chiama “link4universe”.

All’interno del suo canale troviamo moltissimi video su temi astronomici:

le ultime scoperte dallo spazio, tanti temi scientifici trattati (la velocità della luce, l’uomo sulla luna, ecc.),

alcuni video sulla fantascienza, video sugli extraterrestri, ecc.

Nel suo canale troviamo due principali playlist: una serie di video live su temi vari; l’astrocaffé.

L’astrocaffé è forse il pezzo più importante del suo canale youtube.

Con questo Adrian pubblica un video tutti i giorni alle ore 7:00 di mattina per parlare di astrofisica. È impressionante come possa trovare un argomento nuovo ogni giorno.

Prima di parlare di questi video, preferisco presentare il personaggio a partire da interviste famose che sono state fatte a lui: l’intervista di Montemagno e quella di Shy di Breaking Italy.

Incominciamo pure dall’analisi della seconda intervista, quella fatta da Shy. È una intervista particolare perché Shy, non trattando di astrofisica o di scienza, ma interessandosi principalmente di politica, fa delle domande più insolite al personaggio, dunque emergono cose interessanti proprio sulla persona di Adrian Fartade.

Adrian Fartade è laureato in storia e filosofia.

La laurea in filosofia normalmente è considerata una laurea umanistica, perciò viene considerata molto distante dall’astrofisica, che è una scienza tecnica.

A questo Fartade risponde in due modi:

che quel tipo di distinzione è molto recente, ma prima la scienza non era distinguibile dalla filosofia;

inoltre l’approccio che intende adottare è storico e da filosofia della scienza.

È da notare che l’astronomia era studiata dai filosofi sin dai primissimi tempi. Talete, Anassimandro, Pitagora, e molti altri ancora, studiavano il cielo e i suoi astri.

Se Talete credeva ancora che la terra era piatta e galleggiava sull’acqua, Anassimandro dirà che la terra è un cilindro sospeso sul vuoto, ma sarà Pitagora che sosterrà che la terra è una sfera.

Fino all’ottocento, fino alla rivoluzione di Kant, la filosofia era pressoché sovrapponibile alle scienze. Solo successivamente si è incominciato a porre il problema dello statuto scientifico della filosofia, ossia il problema della filosofia come scienza umana. Ancora oggi la questione è molto aperta.

La filosofia ha acquisito un metodo matematico (logica, teoria degli insiemi, calcolo delle probabilità, ecc.) e un metodo sperimentale (ad esempio nella neurofilosofia con il metodo delle neuroscienze), ma non è ancora riconosciuta come scienza tecnica ed è invece considerata una scienza umana.

Dunque come può uno studioso di filosofia affrontare la scienza?

Fartade usa due strade: la storia e la filosofia della scienza.

La filosofia della scienza è quella branca della filosofia che si interroga sul metodo della scienza, su ciò che può essere definito scientifico, sul linguaggio della scienza, ecc.

Tuttavia Fartade fa più spesso riferimento alla storia della scienza. A filosofia non si danno esami di fisica, questo è vero, ma ci sono esami di storia della scienza dove si portano classici di scienziati come Einstein, Galileo, Darwin o Newton.

Quello che vuole fare Fartade è raccontare i processi che stanno dietro la scienza. La scienza non penetra nella massa perché alle volte è troppo complessa o spiegata male:

spesso gli scienziati non sanno raccontare la scienza.

Chissà come mai chi ha una formazione umanistica riesce meglio.

Non è del resto il primo a fare una cosa del genere, un altro esempio famoso è Amanda Gefter, che ha una formazione umanistica, ma è una grandissima appassionata di fisica e adesso, dopo molto impegno, lavora nel mondo della scienza, collaborando con riviste scientifiche famose.

In pratica Fartade da un lato mostra che le scienze erano filosofia naturale, prima che nascesse nell’800′ la grande divisione tra le discipline, dall’altro ci spiega che la filosofia ha un ruolo complementare rispetto alla scienza:

la scienza prende i dati e la filosofia spiega come metterli assieme.

Adottare un punto di vista storico e filosofico, inoltre, ci dice Adrian, permettere di vedere cose che con la pura scienza non apparirebbero.

Dal punto di vista scientifico, per esempio, non è molto rilevante che uno degli ingegneri della NASA fosse un nazista. La storia e la filosofia ci permettono di calare da un lato la scienza nel periodo storico in cui si è sviluppata, dall’altro, con la filosofia, analizzare tantissimi problemi di natura etica, metafisica, ontologica, ecc.

Avere presente un punto di vista del genere, nota Adrian, significa comprendere che la scienza nelle sue scoperte comporta una serie di problemi di carattere morale, lo si vede dalla scoperta della bomba atomica e molti altri casi ancora.

Adrian Fartade è noto come divulgatore scientifico.

Il suo impegno, come abbiamo visto, si rivolge all’astrofisica. Il suo lavoro lo considera una missione. Si lamenta spesso che è uno dei pochi divulgatori, anche se ne esistono altri: Barbarscura X, Entropy for life, ZooSparkle, ecc. Ma anche mettendoli tutti assieme, come ha fatto Barbascura, non sono ancora in molti.

Soprattutto Fartade è l’unico che conosco che tratta del tema dell’astrofisica.

Astrofisica
Astrofisica

Dunque secondo Fartade non è un settore saturo quello dei divulgatori ed esiste un grande bisogno di divulgatori, perché in questo mondo si è completamente persa la fiducia negli scienziati e negli esperti.

Ci sono tre casi famosi spesso molto citati riguardo a questo:

chi non fa vaccinare i propri figli,

chi crede ancora che la terra è piatta

e chi pensa che l’uomo non sia mai andato sulla luna.

Adrian Fartade e la terra piatta
Adrian Fartade e la terra piatta

Lo scienziato non riesce a convincere e spesso si è fatto una cattiva fama da uomo che vuole fare il superiore, rintanato nel mondo chiuso che è la realtà accademica. Nella logica si dice che se un argomento corretto contiene una premessa che non può essere compresa da chi ascolta l’argomento, l’argomento non verrà accettato. Questo accade in tutti quegli argomenti che usano come premesse un teorema complesso della matematica, ad esempio.

È chiaro che non si può spiegare la scienza all’uomo comune, così come il professore la spiega in una università.

Riccardo dal Ferro, ad esempio, sostiene che proprio per questo motivo è importante usare altri mezzi, come quelli che si usano nella cultura pop: film, serie, canzoni, ecc.

Adrian Fartade punta sulla divulgazione, usando come mezzi youtube e il teatro.

Si potrebbe pensare che la cosa migliore sia che lo scienziato stesso faccia divulgazione, ma ci sono due problemi.

Primo: molti scienziati che provano a fare divulgazione non sono ben visti dal mondo scientifico perché volgarizzano la scienza.

Secondo: sebbene lo scienziato conosca molto bene la scienza, non è detto che abbia delle buone doti comunicative o che sappia trasmettere bene la scienza alle persone più comuni.

Questo implica il cercare dei divulgatori adatti anche fuori dal mondo della scienza di riferimento. Ma per fare il divulgatore, sostiene Fartade, comunque bisogna specializzarsi molto. Per esempio, se qualcuno vuole occuparsi di chimica, ma non ha studiato chimica, dovrebbe studiare a fondo la chimica, prima ancora di cimentarsi nell’impresa.

Si tratta, magari, di fare corsi, di studiare molti libri, guardare altri canali sull’argomento e documentarsi al massimo per fornire il meglio.

Adrian Fartade in questo è riuscito così bene che io non avrei mai pensato che lui fosse laureato in filosofia, pensavo avesse studiato fisica.

Esistono dei master in comunicazione delle scienze per divulgatori, ma Adrian non ha mai detto di aver fatto un simile master, si è semplicemente specializzato molto nella storia dell’astrofisica.

Non è facile trovare una persona così, infatti lui si lamenta quasi di sentirsi “solo”. In particolare sostiene che dovrebbero esserci molte più ragazze a fare il divulgatore e non ha tanto torto perché sono in poche.

Mi vengono in mente solo due nomi di canali: to the science and beyond (canale su ingegneria bio-medica ed elettronica); Elena Accorsi Buttini (canale sulla cosmetica).

Prima che arrivasse internet esisteva una grande rete di biblioteche, di cui ora è rimasta solo la struttura, ma era quella rete che faceva divulgazione della scienza rendendo disponibili i libri a tutti. Questo sistema non funziona come prima, ma secondo Fartade bisognerebbe trovare qualcosa di simile: le stesse biblioteche farebbero meglio avere un canale youtube.

Dunque è molto importante la divulgazione per Fartade, ma esistono dei metodi che sono sbagliati, ad esempio quello del medico Burioni.

Burioni a quelli che non credono nei vaccini risponde in questo modo:

o segui l’esperto medico e fai tutto quello che ti dice,

oppure consegui una laurea in medicina e poi ne riparliamo.

È chiaro che, osserva Fartade, se una persona va in farmacia perché ha letto che ci sono metalli pensanti in certi medicinali su Internet e chiede dei chiarimenti, non si può rispondere a questa persona con un blastaggio.

Con questo metodo la persona in questione rifuggirà il mondo della scienza. Oltretutto non bisogna ascoltare uno scienziato solo perché ha autorità. La divulgazione, secondo Fartade, non dovrebbe lavorare dall’alto, ma a livello locale. Ovviamente questo non significa dare la parola a chiunque, ci vogliono persone competenti, dunque chi ha studiato quella materia.

Nell’intervista Shy, interessandosi di politica, chiede a Fartade di alcuni temi relativi alla scienza che concernono molto la politica, come ad esempio il tema dell’ecologia.

In Europa, osserva Shy, molti giovani hanno supportato i partiti green, ma in Italia le cose sono andate assai diversamente. In Italia, sostiene Fartade, non esiste una buona informazione sull’argomento, infatti gli italiani confondono temi diversi come l’inquinamento e il riscaldamento globale.

Ci sono persone che sono preoccupate da questo problema ecologico perché credono che tolga posti di lavoro. Sicuramente avrà delle ripercussioni sul lavoro, ma ha già creato nuove forme di business e altri tipi di lavori, partendo dalle energie alternative e tutte quelle soluzioni che sono state pensate con lo scopo di risolvere il problema ecologico.

Secondo Fartade è lo Stato che dovrebbe preoccuparsi del futuro dell’umanità, in quanto è un ente transgenerazionale. Tuttavia gli Stati, come si vede nel caso di Trump, stanno facendo passi indietro e non avanti sul tema.

Anche in questo contesto si inserisce la figura del divulgatore, perché la gente non si preoccupa troppo di certi temi, come quelli ambientali, perché non è ben informata.

Il divulgatore in questo contesto ha il compito di informare le persone, dire loro la verità su certe cose, documentandosi parecchio su ogni argomento.

Adrian Fartade Astrofisica e l’uomo che non è mai stato sulla Luna

Adrian Fartade Astrofisica e l’uomo che non è mai stato sulla Luna
Adrian Fartade Astrofisica e l’uomo che non è mai stato sulla Luna

Il divulgatore può combattere le fake news, come quella che l’uomo non è mai stato sulla Luna e tutto quello che abbiamo è solo un film di Kubrik.

Bisogna stare attenti rispetto a chi crede nel terrapiattismo o teorie simili, ci dice Fartade, perché queste persone possono facilmente lasciarsi convincere da qualche demagogo con loschi propositi.

Adrian Fartade divulgatore scientifico di astrofisica

Adrian Fartade divulgatore scientifico di astrofisica
Adrian Fartade divulgatore scientifico di astrofisica

Il problema non sta tanto nel fatto di essere diventati complottisti, ad esempio, ma nel voler prendere qualcosa come verità assoluta, invece di seguire la sana via del dubbio.

Se non ci sono prove scientifiche, se non c’è un esperimento oggettivo che può provare qualcosa, è meglio sospendere il giudizio, piuttosto che dare l’assenso a qualcosa di cui non abbiamo certezza.

L’informazione è importante, la televisione non fa approfondimento dei temi che affronta e segue il modello delle fast news.

Il divulgatore, ma anche uno youtuber come Shy, lavorano per un altro tipo di informazione.

Fartade fa questo su youtube, in teatro e anche nelle scuole.

Per esempio racconta di essere stato in certe scuole con persone con problemi riguardo allo studio ed essere riuscito a coinvolgere davvero il suo pubblico, tanto è vero che è stato ringraziato.

Molti di questi youtuber riescono a conquistare un pubblico grazie al loro canale e successivamente a portarli ad eventi al teatro, guadagnando dal prezzo del biglietto. Il caso più celebre è sicuramente Roberto Mercadini, che riesce a portare i suoi monologhi anche sul web. Questo è qualcosa che troviamo anche in Fartade.

Nell’ultima parte dell’intervista Shy e Fartade parlano del fatto che Fartade non è italiano di origine, ma rumeno. Non è il primo caso di youtuber in Italia le cui origini non sono italiane, un altro caso noto è Karim Musa (in arte Yotobi).

Questo dimostra come degli immigrati possano realmente fare innovazione in questo paese. Certo non è stato facile per Fartade, vista l’immagine che hanno gli italiani dei rumeni, ma lui ha continuato ad andare avanti, trasportato, probabilmente, da quella sua immagine ottimista che ha dell’umanità. Immagine che negli italiani ritrova nella loro cultura del cibo, del mangiare, del fermarsi a tavola e della condivisione.

Molto interessante tra le interviste ad Adrian Fartade è anche quella di Montemagno.

L’intervista incomincia con una analisi della differenza tra il modo di fare teatro e il modo di fare video. Marco Montemagno è famoso nel mondo del web marketing ed è un esperto del settore.

Tra i suoi video più interessanti ce ne sono alcuni a youtuber e personaggi famosi (Trip terapy, Wesachannel, yotobi, Fedez, J-ax, ecc.).

Per fare un video ci vuole un montaggio, i tempi sono molto diversi, si parla ad un pubblico, ma il pubblico non è in quel momento davanti a noi, ecc. Fartade lavora sia nel mondo di youtube che in quello del teatro, perché ha fatto l’attore per un certo periodo e ancora oggi va in teatro a tenere monologhi.

Al teatro Fartade ha la possibilità di fare esperimenti, di coinvolgere il pubblico in ogni modo. Se lo spettacolo dura molto tempo, allora ci sarà modo di conoscersi ancora meglio e mangiare insieme. Esistono spettacoli suoi, lui dice, che durano anche tre ore.

Nei video, invece, si studia l’argomento per poi parlarne davanti alla telecamera ogni giorno.

Qualunque sia il mezzo e il luogo, il suo scopo consiste nel divulgare la scienza e quindi fare da tramite tra lo scienziato e il pubblico. Questo compito è molto importante oggi in cui molte persone diffidano della scienza.

Questo fenomeno lo vediamo nei novax, in chi sostiene che l’uomo è mai stato sulla luna o in chi pensa ancora che la terra sia piatta. È incredibile, ma esistono persone che credono che la terra è piatta ancora oggi.

Mi ero stupito quando il professore Ferraris ci aveva rivelato di uno studente che credeva ancora nel sistema tolemaico, sistema che pone la terra al centro e fa ruotare il sole attorno ad essa. Questo è ancora peggio, perché almeno Tolomeo e Aristotele sapevano già che la terra è sferica.

Adrian Fartade divulgatore scientifico di astrofisica e il terrapiattismo
Adrian Fartade divulgatore scientifico di astrofisica e il terrapiattismo

Come si fa a convincere un terrapiattista che la terra non è piatta?

Secondo Fartade è inutile continuare con le dimostrazioni (per esempio il fatto che le stelle dell’emisfero australe sono diverse da quelle dell’emisfero boreale, come me lo spieghi?), perché loro sono già convinti di ciò che affermano e se li smentisci tu sei uno che lavora per il sistema.

Bisogna, piuttosto, cercare di parlare di argomenti collegati, provare a dargli quelle nozioni attraverso le quali loro possono arrivare da soli a determinate verità.

Tra la scienza e la gente si è creata una forma di conflitto.

La gente non crede più nella scienza perché da un lato vede la scienza come qualcosa di del tutto incomprensibile e dall’altro vede gli scienziati come persone che si suppongono superiori, detentori di un sapere presunto per pochi.

Questo fenomeno richiede un giusto intermediario che sappia restituire la scienza in modo semplice e la renda persino divertente, invitando la gente ad approfondirla.

Ci sono persone che diffidando dei medici non portano i propri figli a curarli quando hanno strettamente bisogno di cure o quando altri metodi alternativi falliscono. Questo può condurre alla morte di persone che potevano essere salvate, se affidate a degli esperti.

Poi esiste il problema del complottismo e chi afferma che l’uomo non è mai andato sulla luna. Questo è un argomento che interessa molto Fartade, perché riguarda il suo campo.

Secondo Fartade la gente non crede che noi siamo andati sulla luna perché quel particolare evento è stato pazzesco e incredibile, rispetto alla tecnologica che c’era all’epoca.

Noi siamo andati sulla luna con mezzi che erano tecnologicamente molto inferiori rispetto alla nostra epoca (per esempio non c’erano i computer di oggi). Ma l’Apollo 11 è solo la prima delle missioni della Nasa, perché successivamente ve ne sono state altre 5.

Oggi ci sono delle imprese private, non più statali, come le storiche Nasa e Rka, che intendono investire per la conquista dello spazio.

Sto parlando di Space X e Blue Origin.

Space X è un’impresa americana aerospaziale, fondata da Elon Mask e nata nel 2002, con lo scopo di abbattere i costi per l’accesso allo spazio e magari rendere possibile un giorno per l’uomo andare su Marte.

Blue Origin, invece, è una impresa aerospaziale creata da Bezos, il fondatore di Amazon. Questo è solo un altro passo di una trasformazione che potrebbe portare l’umanità a trovare una sola bandiera, proponendosi degli scopi comuni come quello di andare su Marte.

Forse all’inizio potranno andarci solo i ricchi, ma successivamente i costi caleranno, come accade con ogni cosa.

Adrian Fartade e astrofisica: sistema solare
Adrian Fartade e astrofisica: sistema solare

I problemi, tuttavia, saranno altri: ci vogliono persone molto preparate per fare gli astronauti (bisogna avere conoscenze ingegneristiche sicuramente, ma da molti ambiti come aerospaziali, meccaniche o elettroniche); è un problema provare a sopravvivere su Marte. Tuttavia, anche se è molto rischioso, ci sono molte persone che vorrebbero andare su Marte proprio ora e non pensano a questi rischi.

Da tutto questo si può comprendere che l’uomo è certamente interessato a queste imprese scientifiche, le quali sicuramente sono importanti per il futuro dell’umanità.

Dov’è il problema allora? Beh, spesso, la scienza è spiegata male, in maniera complessa.

Quello che ci vuole è qualcuno che faccia da tramite tra gli scienziati e il pubblico, questa persona è il divulgatore scientifico.

Per fare il divulgatore scientifico bisogna specializzarsi molto su qualcosa (Fartade dice di aver studiato storia della scienza e dell’astronomia, oltre che la filosofia), bisogna poi leggere e informarsi parecchio sulle novità del proprio settore.

Per trovare occasioni di divulgazione e cercare di monetizzare il proprio lavoro Fartade consiglia di partecipare a dei festival, sopratutto quelli del fumetto (es. Etna Comics), dove si possono trovare molti appassionati di scienza e cultura nerd.

Inoltre tutto il mondo delle scuole e delle biblioteche hanno bisogno di divulgatori scientifici. Per questi eventi, ovviamente, ci sono persone che pagano per ogni progetto ha un suo budget.

Oltre a questi eventi Fartade, come ho già detto, ha un canale youtube.

Una volta per guadagnare su youtube bisognava avere moltissimi iscritti, perché con le pubblicità, per avere un vero stipendio si doveva almeno superare i 100 mila iscritti.

Gli youtuber italiani più famosi come Favij o Yotobi hanno milioni di iscritti. Oggi, invece, sembra che youtuber con 10 mila iscritti o anche un po’ di meno, se la cavino benissimo.

Questo accade per vari motivi:

esistono altri metodi di guadagno come l’affiliazione, i corsi a pagamento, gli info-prodotti, gli abbonamenti o il patreon;

molti youtuber oggi usano la piattaforma semplicemente per conquistare un pubblico da portare a degli eventi che loro stessi tengono in giro per l’Italia

(Roberto Mercadini, ad esempio, usa youtube per conquistare un pubblico da portare ai suoi spettacoli teatrali).

Questi youtuber minori, come spiega Fartade, sono quelli che sperimentano di più. Per poter emergere con youtube bisogna creare qualcosa di unico, ossia fornire qualcosa di molto diverso da ciò che già offrono gli altri.

All’inizio, quando era nato il cinema, tutti pensavano che si trattava di imitare il teatro utilizzando un’altra tecnologia, ma ben presto si sono accorti che con il cinema si potevano fare un sacco di altre cose che in teatro non esistono: montaggio, effetti speciali, ecc.

La stessa cosa, sostiene Fartade, deve valere per youtube.

Per molto tempo gli youtubers credevano che si trattava di imitare la televisione. Pensate a Yotobi, il suo late show è certamente un format che viene dalla televisione.

Recentemente Yotobi ha anche fatto un video in cui imita il format del vecchio programma televisivo “mela verde”.

Fartade, invece, suggerisce di sperimentare qualcosa di completamente nuovo, smettere di imitare la televisione, per scoprire le vere potenzialità di youtube. Ci sono youtuber come Riccardo Vessa che intravedono questa forma di sperimentazione, soprattutto con il montaggio, in youtuber emergenti come Luis.

Personalmente penso, come ha detto Yotobi, che Luis manchi un po’ di contenuti, ma se le cose stanno così, questo significa che il prossimo youtube dovrà trovare la sintesi tra quell’arte di fare video degli youtuber come Luis e i profondi contenuti dello youtuber educational.

Il progetto di Fartade si fa molto interessate, in questa epoca in cui c’è molta confusione sui temi scientifici (cambiamenti climatici, vaccini, ecc.). Fartade vorrebbe anche creare un’accademia per rendere più facile la vita ai futuri aspiranti divulgatori scientifici, quindi la cosa promette davvero bene e spero ci riuscirà.

Passiamo ora al suo canale e ai suoi video.

In questo modo possiamo analizzare meglio la sua attività dal punto di vista pratico. Laureato in filosofia può avere benissimo studiato la storia della scienza, ma probabilmente non avrà le stesse competenze matematiche dei laureati scientifici.

Da quel che so l’unica matematica presente in filosofia è la logica, la teoria degli insiemi e un po’ di calcolo delle probabilità. Molto spesso, per rendere semplice la spiegazione della scienza, si usa eliminare l’aspetto matematico e tutte le formule.

Nei video di Fartade ho visto ben poca matematica.

Ne ho trovato un po’ quando spiegava problemi fisici come il caso della velocità della luce. Questo sarebbe un punto da approfondire in futuro, forse in astrofisica non è presente tanta matematica quanto in altre scienze.

Nel canale di Fartade troviamo da un lato gli astrocaffé e dall’altro delle live in serata.

Partiamo dal più famoso: l’astrocaffé.

Ogni mattina alle sette, sempre contenuti nuovi e freschi sul tema dell’astrofisica. Questa missione è davvero notevole.

All’inizio Fartade aveva incominciato facendo dei video in quella che sembra una mansarda con una lavagna adibita per le sue spiegazioni dell’astrofisica. Dopo di ché i video si sono mano a mano evoluti e hanno preso il format che noi conosciamo: libreria sullo sfondo, un’altra lavagna già scritta, il logo, immagini di copertina per i video, la tazza di caffè, magliette simpatiche a tema di astrofisica.

In questi video gli argomenti sono moltissimi: perché venere non ha una luna, news sugli asteroidi che potrebbero colpire il nostro pianeta, la ricerca scientifica sugli alieni, le missioni attive sullo spazio, immagini spettacolari sulle nebulose, vari scienziati come Hawkins, ecc.

I temi sono parecchi e chi è che non si è mai fatto domande sull’universo, che non gli piacerebbe saperne di più sulla natura degli altri pianeti come Saturno, Venere o semplicemente sapere cosa c’è al centro dell’universo.

Oltre all’astrocaffé sul canale di Fartade troviamo anche delle live serali. In queste live si approfondiscono molti temi legati all’astrofisica, come le missioni Nasa, il progetto di Elon Mask riguardo ai viaggi sulla luna, ecc.

In queste live Fartade coglie l’opportunità di relazionarsi direttamente con il suo pubblico, di poter rispondere a delle domande che gli vengono fatte sul tema scelto e di fare uso di una chat che tiene attivi gli utenti con continui commenti durante la live.

C’è una serie di live, fatte tipo “diario di bordo”, in cui Fartade segue da vicino la missione new Horizons nelle sue tappe. Inoltre troviamo anche una live in cui Fartade segue in diretta la missione Byond dell’astronauta Luca Parlemitano.

Il progetto di Fartade è molto interessante.

Ha dimostrato che con una laurea umanistica, aggiungendo una specializzazione nella storia della scienza, si può fare il divulgatore scientifico. In fondo non si tratta di fare il ricercatore o potare nuove scoperte in quella materia, bisogna semplicemente prendere quello che gli scienziati affermano e restituirlo in un linguaggio più semplice, diretto, in modo artistico e con una comunicazione efficace.

Adesso su youtube ci sono molti altri divulgatori scientifici che stanno facendo un lavoro molto efficace, anche rispetto a chiarimenti su notizie di attualità. Per esempio il canale Entropy for life ha fatto un video sul tema dell’Amazzonia che brucia e un altro sul tema dell’origine dell’ossigeno su questo pianeta, che sono due video che ridimensionano le notizie che ci sono arrivate dalla televisione e che gettano luce su temi molto importanti, facendo sicuramente più chiarezza.

Su questo punto è chiaro che il compito del divulgatore è cruciale e di divulgatori ne abbiamo davvero bisogno. Ce ne dovrebbero essere tanto quanti ce ne sono adesso, ma per ogni singola scienza.

Foto da social ufficiali di Adrian Fartade: Facebook, Twitter. Altre foto da Pixabay. Elaborazione CaffèBook.

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