Riccardo dal Ferro 1

Riccardo dal Ferro (in arte Rick du Fer) costituisce a tutti gli effetti il primo youtuber sul tema della filosofia.

Youtube è nato nel 2005 per la condivisione di brevi video e veniva seguito all’inizio da molte persone che guardavano i video tra una pausa e l’altra del lavoro o dello studio. Adesso youtube sta cambiando completamente il suo ruolo.

Riccardo dal Ferro, Rick du Fer
Riccardo dal Ferro

Youtube è diventato un luogo di educazione ed apprendimento. Nuovi soggetti giovani lo popolano e lo usano per spiegare materie scientifiche come la fisica, l’astronomia e la filosofia.

Questi soggetti sono oggi noti su youtube con il nome di “educatori” e Riccardo dal Ferro è un educatore di filosofia. Questo fenomeno non si limita solo a youtube, ma si estende anche a siti e podcast.

Tutto ciò è molto interessante, non solo per la sua alta ricezione, ma anche per il fatto che si sta trasformando in un vero e proprio lavoro. Fare soldi è molto semplice: si usano le pubblicità di Adsense, la monetizzazione di youtube, l’affiliazione di Amazon, ecc.

Ovviamente bisogna avere molte persone che ci seguono, altrimenti i guadagni sono davvero miseri. Tuttavia sembra che questi soggetti se la stiano cavando e quindi abbiano creato un nuovo sbocco per il futuro.

Riccardo Dal Ferro, tra questi educatori, è colui che si occupa di filosofia.

Egli possiede anche un sito, ma credo che più interessanti del suo sito siano il suo canale youtube (Cogito ergo tube) e il suo podcast (Filosofarsogood).

Vediamo per prima cosa il canale youtube.

Riccardo dal Ferro ha creato un canale youtube dal nome “Cogito ergo tube“.

Il suo metodo è molto particolare e merita una certa attenzione in quanto devia completamente dai classici video sulla filosofia che si trovano su youtube.

Quando vado su youtube e cerco dei video di filosofia, normalmente scrivo il nome di un filosofo o una branca della filosofia.

Molti utenti che fanno questo, lo fanno perché cercano spiegazioni su qualcosa che non hanno affatto compreso. Ci sono molti video di questo genere.

Nel classico video di filosofia vediamo un vecchio seduto sulla poltrona o su una seggiola che spiega il pensiero del tale filosofo o illustra la natura di una certa corrente filosofica. Poi ci sono certamente tutte quelle conferenze che sono state registrate e messe su youtube.

Ultimamente i video sono migliorati decisamente e queste spiegazioni sono diventate molto più divertenti.

Per esempio, in lingua inglese, troviamo due canali molto interessanti come: The school of life e Crashcourse.

Questi due canali sono davvero simpatici, non trattano solo di filosofia, ma di moltissimi argomenti, tuttavia hanno delle sezioni per la filosofia.

Quello che fa Riccardo dal Ferro, invece, sembra completamente diverso. Lui rompe completamente con il vecchio spiegone della filosofia e usa metodi completamente differenti.

Se fate le classiche ricerche di filosofia su youtube, per esempio inserendo il nome del filosofo e dell’opera, non lo trovate. Se lo trovate, trovate i suoi live sui filosofi.

Questo perché non fa dei video in cui spiega i filosofi, ma usa, per esempio, un film, una serie o un anime, come scusa per introdurre dei concetti di filosofia e quindi spiegare con parole semplici alcuni temi della filosofia, ma in una maniera non convenzionale e che gli permette di raggiungere anche un pubblico di soggetti che prima non si interessavano della materia.

Questa è una delle sfide più grandi oggi in filosofia nel web. Le persone che si interessano veramente di filosofia in Italia e nel mondo non sono molte, tanto è vero che spesso, quando qualcuno dice di voler aprire un blog di filosofia, è scoraggiato dal fatto che sa già di rivolgersi ad un pubblico realmente ristretto.

Quelli che cercano su Google o su youtube la filosofia intenzionalmente, nella maggior parte dei casi, sono persone che cercano spiegazioni su cose che non hanno compreso. In questo caso il risultato migliore è di quello che le spiega meglio, ma questa persona potrà al massimo puntare alla totalità della piccola nicchia delle persone che si interessano di filosofia.

Di solito si tratta di studenti dei licei, oppure degli studenti universitari di filosofia.

Visto che il numero di queste persone è davvero piccolo, la sfida consiste nel puntare anche su tutti gli altri: tutti quelli che la filosofia ancora non la conoscono bene o non se ne sono fatta una buona opinione.

Sembra che Riccardo dal Ferro riesca in questo, che riesca a coinvolgere un pubblico più ampio che va oltre quello dei semplici amanti della filosofia.

Il primo compito del divulgatore della filosofia sul web consiste nell’uscire dalla nicchia.

Di molte persone con cui ho parlato nella mia vita mi sono reso conto di questo: o non sapevano proprio cosa fosse la filosofia oppure ne avevano un’idea sbagliata e alquanto deformata.

Molti confondono la filosofia con la psicologia, altri credono che ci occupiamo del senso della vita o di problemi esistenziali, altri ancora sembrano non sapere che la filosofia esiste ancora oggi e non è finita con Platone.

Di solito molti pensano che la filosofia è inutile perché è una materia puramente teorica e non sperimentale, perché non è una scienza matematica, perché si occupa di problemi futili e dei quali non esiste risposta.

Molte di queste critiche dipendono da una falsa immagine della filosofia molto diffusa.

In realtà la filosofia alle volte è pratica e insegna quali sono i modi migliori per vivere una vita.

Essa, inoltre, sta diventando sempre più sperimentale (si pensi agli studi sul cervello da parte dei filosofi analitici) e dotata di una base matematica (logica, teoria degli insiemi, ecc.).

Inoltre i problemi della filosofia non sono meno difficili da risolvere di quelli di materie come la fisica (pensate, ad esempio, al problema sulle origini dell’universo).

Per diffondere davvero la filosofia bisogna combattere contro tutti questi pregiudizi e contro l’ignoranza, esattamente come facevano gli illuministi.

Riccardo dal Ferro ha rilasciato un’interessante intervista alla Rai in cui spiega con quali metodi ha raggiunto il successo.

Nell’intervista Riccardo dal Ferro sostiene che il vecchio metodo adottato su youtube, il quale consiste nella spiegazione accademica da parte di un professore, semplicemente traslata in un altro contesto, ha fatto decisamente il suo corso ed è completamente inadatta.

Egli crede che youtube sia popolato da un pubblico il cui interesse sia la comunicazione e il dialogo.

In effetti, confrontando i suoi video con i classici video di filosofia, non si può dire che Riccardo dal Ferro prenda più visualizzazioni, ma sicuramente ha un sacco di commenti e di persone che interagiscono con il video, mentre negli altri casi le interazioni sono pochissime e spesso si limitano ad un ringraziamento per la buona spiegazione.

Riccardo dal Ferro lancia una sfida: è possibile filosofare su internet?

Chiaramente lui risponde di sì. È quello che afferma di fare quando fa i suoi video, nel senso che è in grado di produrre discorso, riceve commenti.

Alcuni propongono posizioni alternative, altri criticano, ma in generale si genera un dialogo o quel che Riccardo dal Ferro definisce come “agorà“.

Riuscire a filosofare su internet è una bella sfida, ma mi viene un dubbio: ha un senso chiamare “dialogo” la scia di commenti di youtube? Secondo Byung-Chul Han, filosofo coreano contemporaneo, non esiste dialogo sui social network.

Egli argomenta a partire dal fatto che i social network non producono un discorso. Spesso Han usa come esempio Twitter e i suoi messaggi dai caratteri limitati.

Il commento, in realtà, è semplicemente un feedback nel quale ciascuno dice se ha apprezzato il video o meno, se è d’accordo con la posizione esposta o meno e così via.

Ovviamente ad ogni commento è possibile rispondere ed è forse da questo che potrebbe nascere il dialogo. Ad ogni modo l’idea che si possa produrre discorso sulla filosofia e dialoghi in senso filosofico sul web, non solo è una bella idea, ma dovrebbe essere l’obbiettivo di qualunque divulgatore della filosofia su internet.

Più avanti nell’intervista Riccardo dal Ferro designa come suo obbiettivo quello di stimolare le persone alla lettura dei libri di filosofia. Lo fa con i suoi video, ad esempio quando consiglia i migliori libri di Nietzsche.

Il suo metodo gli permette effettivamente di aumentare concretamente la vendita dei libri filosofia, dal quel che sembra.

Uno dei metodi di coinvolgimento maggiori utilizzati da Riccardo dal Ferro sono i live sui filosofi.

Questi live rompono completamente con il metodo tradizionale della trasmissione della filosofia su youtube.

Nei video classici una professoressa incomincia a spiegare il tale filosofo, si serve di una lavagna, alle volte, e cerca a suo modo di dare più informazioni possibili e chiare rispetto ai suoi concorrenti.

Riccardo dal Ferro parla in diretta con il suo pubblico, un pubblico che fa domande, critica ed interagisce.

Il numero dei live sui filosofi è in aumento, ciascuno di essi è dedicato ad un singolo filosofo o un letterato di interesse. Quel che cambia è che quando lui spiega interagisce con delle persone in tempo reale.

Questo è un metodo davvero nuovo, tuttavia mi rimane ancora un dubbio: una volta che il live si è concluso, quel che rimane su youtube è un video come gli altri, una spiegazione come tante, a quel punto ogni differenza è cancellata.

Un altro metodo davvero innovativo di coinvolgimento è ciò che Riccardo dal Ferro chiama: agorà du fer.

Si tratta di video dove in diretta 8 sfidanti combattono in duelli di argomentazione dal vivo.

Gli sfidanti sono divisi in quattro gruppi da due, viene scelto un argomento e vengono assegnate delle posizioni che i due sfidanti devono difendere nel duello.

Gli sfidanti hanno 30 secondi per pensare, dopo di che comincia la sfida. Durante la sfida i due contendenti devono difendere una tesi che non è la loro, ma che gli è stata assegnata.

La sfida mette alla prova e allena le capacità di argomentazione di entrambi gli sfidanti, i quali, non sono sempre studenti di filosofia, come si potrebbe immaginare, ma anche youtuber di chimica, ad esempio.

Al termine della sfida si vota. Una parte del voto dipende dalla giuria, mentre l’altra dal pubblico stesso che viene così coinvolto nell’evento.

Non c’è alcun dubbio che questo costituisce uno dei più potenti mezzi di intrattenimento ideati da Riccardo dal Ferro e l’idea non è assolutamente male.

Tuttavia c’è sempre il rischio che una mossa di questo tipo riveli il peggio della filosofia: spesso, infatti, si crede che lo studente di filosofia di successo sia quello che, venuto a conoscenza di tali teorie di un filosofo, egli si lancia nella critica e dimostra subito che quest’ultimo ha torto.

In filosofia esiste sempre questo vizio di voler dimostrare a tutti costi di aver ragione e allo stesso tempo confutare le tesi degli altri. È un atteggiamento che non ha mai aiutato l’uomo nella ricerca della verità, in quanto si sa benissimo che quell’atteggiamento assume l’errore dell’altro ancora prima di averlo dimostrato, dando per scontato che non è possibile che l’altro abbia effettivamente ragione.

Lasciando perdere questa sottile osservazione, questi scontri di argomentazioni sono stati effettivamente una realtà nella filosofia.

Una volta non c’era internet, a quei tempi i filosofi potevano fare questo solamente in via epistolare.

Un caso interessante sono le quinte obbiezioni di Gassendi alle Meditazioni metafisiche di Cartesio, nelle quali Gassendi, prendendo in giro Cartesio, si appella a lui dicendo “O anima“, mentre Cartesio gli risponde dicendo “O carne“.

Al termine delle lettere, tuttavia, si comprende perfettamente che questo duello ha delle regole non scritte e che esiste un rispetto reciproco da parte degli sfidanti.

Il caso di Riccardo dal Ferro, all’interno di questi miei studi sulla diffusione e la presenza della filosofia sul web, è davvero particolare perché porta a delle conseguenze del tutto inaspettate.

È molto probabile che se si facesse un sondaggio risulterebbe che Riccardo dal Ferro attualmente è più conosciuto di certi professori di filosofia universitari.

In effetti lo youtuber, grazie ad internet, riesce a raggiungere come pubblico, se è abbastanza bravo in quello che fa, una grande fetta degli italiani che va ben oltre il numero di italiani che si interessano di filosofia o che sono iscritti alle università.

La fama oggi presenta diverse sfaccettature. Si può diventare famosi grazie a youtube e in teoria chiunque potrebbe farlo. Tuttavia questa non è la stessa fama di quelle persone che sono entrate nella storia.

Un divulgatore di filosofia su youtube, dunque, potrebbe diventare molto famoso e anche più famoso degli accademici, ma che ne sarà della sua fama una volta che avrà chiuso il suo canale? che ne sarà del suo nome una volta che avrà lasciato questa vita?

Filosofi come Schopenhauer o Spinoza, invece, oggi sono molto famosi e sono, di fatto, entranti nella storia della filosofia con le loro opere immortali, ma quando erano in vita non erano affatto così famosi e noti, non lo erano di certo come può esserlo uno youtuber oggi.

Una cosa molto interessante della filosofia è che, sebbene siano pochi quelli che si interessano veramente della materia, le domande tipiche della filosofia sono domande che tutti gli uomini si saranno posti ben più di una volta nella vita.

Esempi di queste domande sono: Chi sono?, esiste un Dio?, Che cos’è la coscienza?, Qual’è il principio di tutte le cose?, Che cosa esiste veramente di tutto quello che percepisco?, Quanto di quello che percepisco dipende dalla mia mente?, ecc.

Riccardo dal Ferro ha colto molto bene questo punto. Infatti il primo video del suo canale, Cogito ergo tube, si intitola “Chi sono io?”.

In questo video, attraverso autori classici della filosofia come Aristotele, Kant ed Hegel, Riccardo dal Ferro ci offre una serie di punti di vista sul tema.

Esiste un altro video simile dal titolo “Perché pensiamo? che cos’è il pensiero?”. Anche qui si serve del pensiero dei filosofi per mostrare dei punti di vista sulla domanda.

Queste domande, come ho già detto, sono domande che potenzialmente tutti si pongono prima o poi, ma forse pochi sanno che i filosofi hanno tentato di darne una risposta.

Riccardo dal Ferro non si è limitato a sfruttare youtube per diffondere la filosofia, ma ha anche creato un podcast sulla filosofia.

Il suo podcast si intitola Filosofarsogood.

Quando guardate un video, se questo video, ad esempio, dura cinquanta minuti, per poterlo seguire tutto, dovrete stare cinquanta minuti davanti allo schermo. Con il podcast questo non è più un problema.

Il podcast sembra quasi aver abbattuto la vecchia radio. Esso consiste in una traccia audio registrata che permette alle persone di ascoltare dei contenuti mentre svolgono altre attività.

Un podcast si può ascoltare sull’autobus quando si va al lavoro, o anche solo mentre si lavano i pavimenti di casa.

Seguire un podcast tiene attente le nostre orecchie, ma lascia libero il corpo di muoversi e fare cose.

Trasmettere la filosofia tramite podcast ha tutto un altro impatto. In fondo, chi è che ha il tempo di fermarsi e passare ore a guardare dei video? ma tutti possiamo ascoltare con semplici cuffie un podcast mentre facciamo altro, senza dover interrompere le nostre attività.

Durante il podcast Riccardo dal Ferro ripete spesso quel che sembra quasi uno slogan “più cose scopriamo, più domande ci facciamo”.

Questa espressione non deve passare inosservata, perché indica l’obbiettivo che ha in mente Riccardo dal Ferro.

Quando si scrive di filosofia, o si trasmette la filosofia in qualche modo, bisogna avere un obbiettivo in mente.

In questo caso Riccardo dal Ferro vuole che le persone si pongano più domande.

Nella prima puntata del podcast Filosofarsogood Riccardo dal Ferro tratta il tema della filosofia della mente, mostrando qual’è il ruolo della filosofia rispetto agli studi sul cervello e alle scienze cognitive, arrivando a parlare di filosofi come Thomas Nagel e Daniel Dennett.

Sebbene le puntate del podcast trattino di temi molto diversi, comunque sembra di riconoscere un filone e un pensiero che progredisce. Alcune di queste puntate sono effettivamente un proseguimento di quelle precedenti e allo stesso tempo il tema scelto si accorda perfettamente con quel che accade nel mondo in quel momento.

Nel periodo dello svolgimento delle elezioni, per esempio, Riccardo dal Ferro ha fatto una puntata sulla segretezza del voto, mettendo in discussione la posizione di chi sostiene che il voto deve essere necessariamente segreto per evitare ogni persecuzione politica, facendo notare che anche nei peggiori totalitarismi la segretezza del voto non è mai stata cancellata.

Il podcast, dunque, permette a Riccardo dal Ferro di dare uno sguardo filosofico agli avvenimenti attuali nel mondo.

Una delle puntate più interessanti di cui parlare in questo presente articolo è la 12, ossia la puntata che porta il titolo “Il robot e il futuro del lavoro”.

Il tema della puntata è l’obsolescenza dell’uomo a causa della tecnologia.

In molti oggi si chiedono: che ne sarà dell’uomo quando anche l’ultimo lavoro sarà svolto dalla macchina in maniera molto più efficiente? Il filosofo, dichiara du Fer, sarà l’ultimo a morire. Infatti, egli sottolinea, nessuna macchina potrebbe imitare una persona come Cioran.

Di fatto il computer in generale, aggiungo io, non può fare filosofia, semplicemente perché non è capace a problematizzare.

Di solito il problema dell’automazione viene risolto in due modi:

c’è chi pensa che, una volta che non ci sarà più lavoro, l’ancora di salvezza sarà il reddito di cittadinanza;

c’è invece chi crede che il processo di evoluzione tecnologica vada frenato.

Riccardo dal Ferro non accetta nessuna di queste soluzioni, in quanto reputa che entrambe partono da un punto di vista sbagliato: esse vedono l’uomo come qualcosa di completamente separato dalla tecnologia.

Invece, Riccardo dal Ferro pensa che nel futuro la tecnologia cambierà il mondo, di una natura tale che nasceranno nuove tipologie di lavori che ora non possiamo immaginare.

La cosa interessante è come conclude il video: egli presenta come esempio di lavoro, che fino a pochi anni fa era del tutto impensabile, il suo “fare il filosofo sul web, trasmettendo la filosofia con podcast e video”.

Qui sorgono delle domande: l’educatore di youtube è effettivamente un lavoro? il divulgatore di filosofia sul web è un filosofo?

Alla prima domanda risponderei che è possibile che grazie agli strumenti di monetizzazione fare l’educatore su youtube potrebbe diventare un modo per mantenersi, qualora ci sia abbastanza traffico e utenti iscritti al canale. Alla seconda domanda, detto sinceramente, tenderei a dire di no.

In realtà il filosofo è colui che ha dato importanti contributi alla storia della filosofia portando avanti la ricerca. Il divulgatore di filosofia sul web, a meno che rientri nella definizione prima esposta, non è un filosofo, al massimo può essere un esperto di filosofia.

Su un altro podcast è stato intervistato Riccardo dal Ferro e gli sono state delle domande specifiche proprio sul metodo che usa per fare il podcast Filosofarsogood.

Nell’intervista Riccardo dal Ferro afferma che il podcast è nato dall’esigenza dell’approfondimento di determinate tematiche, cosa che, egli afferma, non è possibile fare con youtube.

Youtube, inoltre, sottolinea Riccardo dal Ferro, è completamente dispersivo sotto due punti di vista: impone, come avevo già osservato, alla persona una distrazione dello sguardo; ci distrae con i video correlati e la possibilità di commentare.

Du Fer nell’intervista ci rivela anche che il suo metodo adottato nel podcast è completamente diverso da quello adottato su youtube.

In youtube Riccardo dal Ferro usa un metodo ispirato al teatro: si scrive un canovaccio, segnandosi solo i punti principali del discorso, ma si serve anche dell’improvvisazione.

Nel podcast, invece, usa un metodo molto più severo. Le puntate del podcast, egli rivela, sono dei testi scritti che molto spesso si limita quasi a leggere.

Questi testi sono ben studiati e devo ammettere che hanno una qualità decisamente superiore rispetto a ciò che mi è capitato di sentire su youtube.

In effetti molto dello stile pop nei testi del podcast scompare, facendo sì che essi guadagnano un certo rigore quasi accademico. Per registrare il podcast Riccardo usa una strumentazione casalinga, ma l’audio è veramente ottimo.

Tutti i video hanno come durata massima di 25 minuti e una parte dei testi dei video ora sono disponibili in ebook. Quello del podcast è un nuovo mezzo di diffusione della filosofia, nel suo caso si sta espandendo e guadagna nuovi ascoltatori.

Una delle ultime innovazioni di Riccardo dal Ferro è la rivista bimestrale Filosofarsogood.

Il web è già pieno di articoli sulla filosofia, ma questo è qualcosa di ancora diverso.

Si tratta di una rivista gratuita online di filosofia che lega la filosofia ai temi della cultura pop e nella quale, seguendo determinate regole, possono partecipare eventuali scrittori che manifestano il proprio interesse.

Se cercate una rivista scientifica, che tratta delle ultime scoperte e novità nel mondo della filosofia, questa certamente non fa per voi.

Questa rivista, in realtà, è completamente diversa dalla classica rivista online di filosofia che tratta temi strettamente filosofici e cerca di parlare, appunto, delle ultime novità dalla realtà accademica.

La rivista di Riccardo dal Ferro parla la lingua del pop, dunque, come molti video di Riccardo dal Ferro, trova nessi e collegamenti tra il pensiero filosofico e i film, le serie tv, gli anime, ecc.

Uno dei numeri della rivista porta come titolo “Il crimine giusto per non passare da criminali“. In essa troviamo molti articoli sul tema del crimine che collegano l’argomento a film come “Onora il padre e la madre”, serie tv come Black Mirror, anime giapponesi come Death Note o videogiochi come GTA S. Andreas.

Nel panorama italiano oggi il pensiero filosofico è molto povero e sterile. È possibile che questo sia collegato alla crisi? In momenti di crisi come questo anche la filosofia dovrebbe svolgere il suo ruolo.

La filosofia potrebbe indicarci una strada. Questo non significa che dobbiamo aspettarci che cali dall’alto un nuovo filosofo. Dobbiamo piuttosto noi stessi servirci come strumento del metodo della filosofia.

La diffusione della filosofia sul web dovrebbe e potrebbe rendere possibile questo, ossia la diffusione di una risorsa utile.

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