I Preraffaelliti, la ribellione dell’arte in epoca vittoriana

La Confraternita dei Preraffaelliti, uno strano nome per l’arte, non sembra quello di una setta segreta?

A metà del diciannovesimo secolo, il Regno Unito era in piena epoca vittoriana e l’arte esprimeva totalmente le idee di una classe mai così… benpensante.

Millais, Hunt e Rossetti i fondatori della Confraternita dei Preraffaelliti

Dal punto di vista di tre giovani studenti della Royal Academy, Millais, Hunt e Rossetti, le opere artistiche erano insopportabilmente accademiche, fredde e noiose.

Così Millais, Hunt e Rossetti iniziano a incontrarsi nella casa del primo per creare una società segreta: la Confraternita dei Preraffaelliti (The Pre-Raphaelite Brotherhood) o P. R. B. per cambiare un po’ le cose.

Siamo a Londra nel 1848 e, diciamocelo francamente, in quell’anno non fu certo la sola rivoluzione e tanto meno più drastica.

In Italia (soprattutto) e in Europa erano in atto ben altri sconvolgimenti, politici e sociali, spinti da una borghesia che reclamava più potere alla Restaurazione aristocratica.

La primavera dei popoli, o moti del 1848, erano cominciati già il 12 gennaio di quell’anno con la rivoluzione siciliana e poi le Cinque giornate di Milano, fino alla prima guerra di indipendenza, solo per parlare del nostro Paese.

Era in atto anche una rivoluzione tecnologica con la fotografia che muoveva i suoi passi sempre più decisa da quando William Fox Talbot aveva realizzato il primo negativo della storia.

Preraffaelliti e la libertà

Ma qui si parla di una rivoluzione artistica in una terra come l’Inghilterra in cui questo genere di cose ha sempre avuto un andamento abbastanza pacato.

La rivoluzione stilistica che porteranno gli impressionisti a Parigi sarà ben altro.

Però la ricerca della libertà, convinta e sincera, era tutto per questi giovani ribelli.

Per essere liberi avevano bisogno di essere in grado di esprimere idee autentiche e per questo pensarono che andasse trovato lo straordinario nell’ordinario.

Preraffaelliti: William Holman Hunt Our English Coasts, 1852 o Strayed Sheep
William Holman Hunt Our English Coasts, 1852 o Strayed Sheep

L’arte di riferimento era quella fatta prima di Raffaello, specialmente l’arte medievale, quella italiana e primitiva, un’arte che consideravano libera da ogni manierismo accademico: un’arte pura.

Ma erano anche dei giovani, quasi tutti intorno ai vent’anni, e volevano esprimere i contenuti della modernità, contestare la mentalità del loro tempo: erano o no dei ribelli?.

Ma chi erano i fondatori dei Preraffaeliti?

Autoritratto di Dante Gabriel Rossetti
Dante Gabriel Rossetti

L’enigmatico Dante Gabriel Rossetti (Londra, 12 maggio 1828 – Birchington-on-Sea, 10 aprile 1882) era considerato “mezzo italiano, mezzo pazzo” ma viene considerato anche come il leader naturale del gruppo.

Il suo carisma era indiscutibile, anche se era un po’ ciarlatano. Doveva denaro e doveva delle commissioni, ma per lui c’erano soprattutto le notti di baldoria e le donne dai capelli rossi.

Elizabeth Eleanor Siddal fu la più famosa, un amore maudit si potrebbe definire, come ce ne sono stati molti che nell’arte hanno fatto la storia (Amedeo Modigliani e Jeanne Hébutern ad esempio).

Foto di John Everett Millais
John Everett Millais

Ma Elizabeth non fu la sola, seppure la sua musa più ritratta, anche Jane Burden, la moglie di William Morris, subì il suo fascino.

Il giovane John Everett Millais (Southampton, 8 giugno 1829 – Londra, 13 agosto 1896) era il bambino prodigio.

Per quanto riguardava la tecnica, era indubbiamente il più talentuoso della fratellanza.

Millais era così bravo che a 4 anni dipingeva già opere più che notevoli.

 

Autoritratto William Holman Hunt
William Holman Hunt

William Hunt (Londra, 2 aprile 1827 – Londra, 7 settembre 1910) era lo spirituale.

Nei suoi dipinti esprimeva una sorprendente sensibilità toccando temi sociali, riferimenti letterari e molto simbolismo religioso.

I Preraffaeliti, nasceva una nuova arte

Eterogenei e individualisti, era difficile far convivere insieme i tre artisti, non solo stilisticamente.

I temi variavano dagli episodi ispirati alla letteratura alle scene religiose.

L’epoca medievale era di moda in quegli anni, e loro la rivisitarono e idealizzarono un po’ e anche alcune opere di Shakespeare erano perfette per la loro pittura.

Ophelia di John Everett Millais, preraffaeliti
Ophelia di John Everett Millais

Ciò che li univa era il loro modo di scagliarsi contro le convenzioni vittoriane, la società e la moralità certo, ma da dove dovrebbe iniziare un artista se vuole cambiare il mondo?

Per un artista inglese il centro di quel mondo era l’intoccabile Royal Academy! Sì, non furono pochi i motivi di scontro con l’istituzione.

Le influenze sulla Confraternita dei Preraffaelliti

La fratellanza cercò soprattutto l’integrità spirituale e creativa che credevano fosse stata persa con l’arrivo del Cinquecento.

Dipingevano basandosi sul Quattrocento, con i suoi colori vivaci, incorporando però simboli ovunque e la lente del romanticismo.

Preraffaeliti: Passaggio a Nord-Ovest di ohn Everett Millais
Passaggio a Nord-Ovest di ohn Everett Millais

I Preraffaelliti erano ispirati all’arte degli italiani primitivi, ma prendevano anche spunto da William Blake, un mistico e visionario che faceva l’arte a modo suo e di un altro tipo di setta artistica tedesca: i Nazareni.

Sin dai primi incontri i giovani videro che la cosa portava a qualcosa di importante.

Per loro, questi dipinti avrebbero realizzato l’arte del futuro e siglarono un patto decidendo di firmare i propri lavori come P. R. B. (anagramma appunto di Pre-Raphaelite Brotherhood), tenendone nascosto il significato. Dopo tutto erano una società segreta.

Forse, oggi, non sembra così tanto ma i dipinti erano molto originali per il tempo.

Prima di tutto nella scelta dei temi, a volte inediti.

Nell’ipocrita della società vittoriana la vita di Gesù Cristo in situazioni quotidiane, o la Vergine Maria con i capelli rossi come l’inferno, erano qualcosa di inaccettabile: scandalo e oltraggio allo stato puro.

Poi illustravano le pagine di autori “moderni” come Charles Dickens o Anthony Trollope e si ispirano alle parole di John Keats, Percy B. Shelley, Robert Browning, Alfred Tennyson e, ovviamente, di Dante e Shakespeare.

Confraternita dei Preraffaelliti e The Germ

Il pubblico non era preparato e non lo erano neppure i critici a per questa nuova forma di rappresentare le figure religiose, il Cristo nella casa dei genitori di Millais, ad esempio venne duramente criticato.

Charles Dickens stesso derise questo tipo di arte in pubblico, così i membri del P. R. B. decisero di sostenere la causa con un po’ di sana propaganda pubblicando la rivista “The Germ“.

Fortunatamente scese in campo anche John Ruskin in difesa dei Preraffaelliti e la sua notevole influenza presto si fece sentire.

E così avvenne pure che di fronte a tanta propaganda anche il mistero dell’acronimo venne svelato.

I Preraffaelliti e John Ruskin

Con il critico d’arte e teorico John Ruskin (Londra, 8 febbraio 1819 – Brantwood, 20 gennaio 1900) dalla loro parte la Confraternita divenne inarrestabile.

Ruskin era un uomo di gusto e la sua autorevolezza ampliò il numero di mentori e mecenati.

Fu un importante lasciapassare per questi ventenni fino ad allora soffocati dalla morsa della società vittoriana restia a mettersi in gioco e tanto meno a prendere coscienza dei suoi tanti contrasti.

Anche Ruskin era un attivo difensore dell’artigianato di fronte alla fiorente industrializzazione di quei tempi. Inoltre, prendendo molto del romanticismo, proponeva un concetto poetico e mistico della natura.

Fra i Preraffaelliti si era coscienti che la rivoluzione industriale aveva creato un sistema sociale ingiusto e decisero di attaccarlo con virulenza.

Attaccarono la principale istituzione vittoriana: la famiglia; e naturalmente la religione (non il misticismo o la spiritualità, che sono altro), che aveva soffocato l’arte per secoli.

La crescita dei Preraffaelliti

Al trio originale altri membri altrettanto eterogenei si unirono alla confraternita.

William Michael Rossetti, fratello di Dante Gabriel e anche: Thomas Woolner (Hadleigh, 17 dicembre 1825 – Londra, 7 ottobre 1892) scultore e poeta, James Collinson (Mansfield, 9 maggio 1825 – Camberwell, 24 gennaio 1881) pittore.

Frederic George Stephens (Londra, 1828 – Londra, 9 marzo 1907) critico d’arte, in realtà già da tempo ne faceva parte. Era lui che, senza mettersi troppo in luce li sosteneva in qualità di agente, pubblicista e… bambinaia, cosa di cui tutti gli artisti ribelli spesso necessitano.

Preraffaeliti: John Brett val d'aosta
John Brett Val d’Aosta

Non è da dimenticare il pittore John Brett (vicino a Reigate, 8 dicembre 1831 – Londra, 7 gennaio 1902) che divenne famoso per la ricchezza di particolari nei suoi paesaggi.

Ma l’elenco potrebbe continuare anche con:

Charles Allston Collins (Londra, 25 gennaio 1828 – Londra, 9 aprile 1873) Thomas Seddon (Londra, 28 agosto 1821 – Il Cairo, 23 novembre 1856)…

La fratellanza non era composta solo da artisti, o appartenenti all’ambiente, e non erano solo uomini. Anche delle donne fecero parte dei Preraffaeliti.

Le donne dei Preraffaeliti

Le più note, e chiacchierate all’epoca, ricoprivano il ruolo di muse e modelle.

Dante Gabriel Rossetti Beatrice, modella Eleonora Elizabeth Siddal
Dante Gabriel Rossetti Beatrice

La figura di Eleonora Elizabeth Siddal, soprannominata da tutti Lizzie, fu particolarmente importante.

Lizzie oltre che una brava poetessa era rossa di capelli, così Rossetti (cui tale colore risultava irresistibile, come abbiamo detto) si innamorò dal primo momento, giungendo a dire in pochi giorni: “senza di lei non sono nulla”.

Elizabeth Siddal fu la modella di gran parte della produzione del cofondatore dei Preraffaelliti che finirà per sposare, anche se ciò non impedì all’artista di continuare a relazionarsi con altre donne.

Lizzie era anche una combattente contro la società vittoriana superficiale e crudele, e per la sua bellezza e intelligenza irraggiungibile giustamente fu riconosciuta come la musa della fratellanza con tutto il merito.

Non è un caso che sia nel quadro più noto dei Preraffaelliti: la Ofelia di Millais.

La giovane donna quasi morì per posare per quell’opera.

Rimase per ore in una vasca da bagno con acqua ghiacciata con il pittore che, assorbito nel suo lavoro, non si era accorto che le lampade poste a scaldare l’acqua si erano spente.

Effie Gray, Ruskin e John Everett Millais

Un’altra modella preraffaellita di grande importanza fu Effie Gray, la moglie di Ruskin.

Moglie fedele, ma di un matrimonio molto difficile che non fu mai consumato.

John Ruskin oltre che critico d’arte influente era uno scrittore, pittore e poeta ed, evidentemente, preferiva il lavoro alla moglie.

I motivi reali della mancata relazione non furono mai chiariti.

Lo scrittore e saggista sostenne la scarsa avvenenza fisica della moglie e la sua instabilità emotiva, ma probabilmente ci furono altre problematiche che le ristrettezze mentali dell’epoca non permisero di affrontare.

John Ruskin divenne poi uno dei fondatori dell’Arts and Crafts Movement insieme William Morris, sostenendo attraverso l’arte, come nei suoi saggi, la critica all’industrializzazione, al capitalismo dell’economia “pratica”.

“I capitalisti, quando non sanno cosa fare col loro denaro, convincono i contadini di diversi paesi che ciò che occorre loro sono fucili per spararsi gli uni con gli altri…”, avrebbe scritto, ad esempio.

John Everett Millais, L'ordine di rilascio, preraffaeliti
John Everett Millais The Order of Release (L’ordine di rilascio)

Ma anche Effie Gray fu coinvolta nel mondo dell’arte dei Preraffaeliti, diventando la moglie, e per un certo periodo anche modella, di uno dei cofondatori John Everett Millais.

Effie Gray, dopo l’annullamento del matrimonio con John Ruskin, poté sposare il pittore dal quale ebbe anche otto figli.

Il sostegno che seppe dare al marito sia come sposa sia come organizzatrice di ricevimenti ebbero un parte importante nell’opera artistica e nell’evoluzione stilistica di John Everett Millais.

Se in epoca vittoriana ci fu un lento evolversi dei ristretti canoni morali lo si deve anche a donne come Effie Gray che riuscì ad affrontare le avversioni e le critiche riservate alle donne divorziate (anche quando con un annullamento).

Ma fra i Preraffaeliti ci furono anche delle pittrici:

Lucy Madox Brown (Parigi, 19 luglio 1843 – San Remo, 4 agosto 1894), Joanna Mary Boyce (Londra, 7 dicembre 1831 – 15 luglio 1861) e Maria Eufrosyne Spartali (Londra, 10 marzo 1844 – Londra, 6 marzo 1927).

In fondo erano gli stessi anni in cui si cominciava a parlare del suffragio universale grazie al filosofo Stuart Mill e alla moglie Harriet (The enfrachisemente of women del 1851) e delle suffragette nel 1869.

Confraternita dei Preraffaelliti si scioglie fra Medievalismo e Realismo.

Il successo aveva finalmente raggiunto gli artisti preraffaelliti e persino la Royal Academy apprezzava il loro lavoro.

Forse non tanto quello di Rossetti, che era ancora un bohemien, ma certamente quello di Millais, ormai inghiottito all’interno dell’istituzione.

L’intera società londinese si interessava alla sua opera: gradualmente era diventato “un pittore commerciale” (e anche se molto ricco).

In quegli anni di gloria coesistevano due flussi nei Preraffaelliti: medievalismo e realismo.

In linea di principio erano perfettamente compatibili, ma poi, per qualche motivo, divisero il movimento in due direzioni differenti.

La corrente realistica di Hunt e Millais era caratterizzata dall’importanza del disegno (che era spesso visibile) seguito da un meticoloso lavoro pittorico.

Erano attenti al dettaglio e i loro dipinti migliori richiedevano mesi di ricerca del colore.

Il medievalismo era rappresentato da Rossetti, molto più pittorico e spontaneo, meno dettagliato e con un chiaro equilibrio tra gli elementi figurativi e il paesaggio.

Con il suo amico William Morris (anche se ebbe una relazione con la moglie Jane Morris) seguirono questa tendenza, sviluppando poi la Arts and Crafts (accennata prima) interessata al disegno e i mestieri medievali.

Per alcuni critici dell’arte i Preraffaelliti, con la loro dissoluzione, sancirono il passaggio dal romanticismo inglese all’estetismo e al decadentismo.

Non fu il solo Millais, che eletto alla Royal Academy nel 1853, a prendere la sua strada abbandonando quel debole filo che teneva unita la confraternita, anche Hunt partì per la Terra Santa nel 1854.

Rossetti nel novembre del 1853, in una lettera alla sorella, scrisse che:

“La tavola Rotonda è già da adesso completamente disciolta”.

Un tragico evento segnò la fase finale della Confraternita Preraffaellita: la morte di Lizzie.

La musa della fratellanza, caduta in una profonda depressione dopo aver dato alla luce un bambino morto, si suicidò con il laudano (una droga che era solita prendere) a soli 33 anni.

Questo distrusse anche lo stesso Rossetti che divenne un drogato con segni preoccupanti di instabilità mentale.

Ma sebbene la P. R. B. finì per scomparire, la sua influenza rimase.

Rossetti è oggi considerato il precursore indiscusso del Simbolismo e una “seconda generazione di Preraffaelliti li fece apprezzare dalla critica e dal pubblico.

In questa seconda ondata ci furono artisti come Edward Burne-Jones, John William Waterhouse, John Collier, Aubrey Beardsley…

L’influenza dei Preraffaelliti finì per superare i confini della pittura inglese e divenne, per molti, la prima avanguardia artistica della storia.

Il carattere della pittura forse non lo era, ma i loro inizi controcorrente, la loro tematica idealmente nuova e le vite burrascose di alcuni protagonisti (molto ben documentate dalla stampa dell’epoca) furono un buon spunto per le seguenti generazioni di artisti che compresero si potesse trasformare il modo di intendere l’arte.

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