Guantanamera, la curiosa storia di una canzone di libertà
Guantanamera, la curiosa storia di una canzone di libertà

Guantanamera (anche Guajira Guantanamera), nata dal folclore dell’isola caraibica, è diventata uno dei simboli che a livello internazionale più rappresentano la cultura cubana. La canzone ha incantato e trascinato il pubblico dei più grandi palcoscenici del mondo, delle manifestazioni di solidarietà, delle radio e televisioni e perfino degli stadi di calcio.

Nella storia di Guantanamera (anche conosciuta come Guajira Guantanamera) ci sono i nomi di José Fernández Diaz (meglio noto come Joseíto Fernández), Julián Orbón, José Martí (ai quali è legata la versione iniziale, quella “classica”?), Peter Seeger (che ha reso il brano un successo negli Stati Uniti) di Compay Segundo (e Buena Vista Social Club), Gipsy Kings, Celia Cruz, Joan Baez, Zucchero Fornaciari…

Guantanamera e Joseíto Fernández
Guantanamera e Joseíto Fernández

Come è nata Guantanamera?

Secondo molte fonti Guantanamera nasce come canzone popolare cubana ed il significato della parola Guantanamera è “donna di Guantánamo”.

Guantánamo la conosciamo per altri motivi, che non hanno nulla a che fare con la canzone, e considerano il luogo un vero e proprio campo di concentramento americano citato anche in un rapporto di Amnesty International.

Il pezzo è stato attribuito in modo diverso a molti dei suoi interpreti, ma per molte persone è il risultato della tradizione popolare, dell’oralità, nello stile di nomi come Felipe Blanco o Mamá Inés.

Tuttavia, già dal 1928, il compositore e interprete cubano Joseíto Fernández Díaz si dice intonasse testo e la melodia dedicandola a una donna di Guantánamo, romanticamente legata al musicista diventando poi dal 1935 al 1940 il tema che identificava la sua orchestra in una trasmissione radiofonica.

Il video della Guantanamera cantata da Joseíto Fernández

Nel 1943, lavorando alla CMQ (radio cubana), Joseíto eseguiva la canzone nel programma “El suceso del día” per sottolineare e commentare le notizie del giorno. Data la struttura della canzone (A-B-A-B o A-B-B-A, in versi di otto sillabe), “Guantanamera” si prestava alle improvvisazioni.

Lo spettacolo andò in onda per quattordici anni e la canzone veniva ascoltata in tutta Cuba, nelle dimore della borghesia come nelle capanne dei contadini. La sua popolarità era tale che le persone si mettevano in guardia: “Stai attento o ti canteranno La guantanamera per te“, perché la melodia si prestava all’ironia e, a volte, anche alla protesta.

Negli anni ’50, Julián Orbón, un compositore spagnolo residente all’Avana, adattò alla melodia i “Versos sencillos“, del poeta cubano José Martí. Nel 1962, il musicista Héctor Angulo era a New York, come insegnante in una scuola per bambini in cui insegnava la versione realizzata da Orbón.

Il cantautore folk americano Pete Seeger, ascoltandola, ne rimase entusiasta e decise di interpretarla… Guajira Guantanamera aveva valicato i confini di Cuba e sarebbe diventato un successo internazionale.

Il testo di Guantanamera (anche Guajira Guantanamera) di Joseíto Fernández e Julián Orbón

I “Versos sencillos” (Semplici versi) erano stati pubblicati dal poeta cubano Jose Martí nel 1891 durante gli anni della guerra di indipendenza cubana dal colonialismo spagnolo. Le parole del rivoluzionario cubano furono adattate, come detto, da Julián Orbón e interpretate da Joseíto Fernández che le rese famose in tutta Cuba, ma si deve a Pete Seeger il merito di aver reso internazionale il brano.

Però la versione del testo più conosciuta è probabilmente quella di Compay Segundo…

1 testo di Guajira Guantanamera
1 testo di Guajira Guantanamera

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Guantanamera, Guajira Guantanamera, Guantanamrera, Guajira Guantanamera
Yo soy un hombre sincero
De donde crece la palma
Yo soy un hombre sincero
De donde crece la palma
Y antes de morir yo quiero
Echar mis versos del alma
Y antes de morir yo quiero
Echar mis versos del alma
Guantanamera, Guajira Guantanamera…

No me pongan en lo oscuro
A morir como un traídor
No me pongan en lo oscuro
A morir como un traídor
Yo soy bueno y como bueno
Moriré de cara al sol
Yo soy bueno y como bueno
Moriré de cara al sol
Guantanamera, Guajira Guantanamera…
Con los pobres de la tierra
Quiero yo mi suerte echar
Con los pobres de la tierra
Quiero yo mi suerte echar
El arroyo de la sierra
Me complace mas que el mar
El arroyo de la sierra
Me complace más que el mar
Guantanamera Guajira Guantanamera…
Tiene el leopardo un abrigo
En su monte seco y pardo
Tiene el leopardo un abrigo
En su monte seco y pardo
Yo tengo más que el leopardo
Porque tengo un buen amigo
Guantanamera, Guajira Guantanamera…

2 testo di Guajira Guantanamera
2 testo di Guajira Guantanamera

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Il video della Guantanamera cantata da Compay Segundo

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Alla fine degli anni ’60 parlando con il giornalista Pedraza Ginori, Joseíto Fernández diceva “La Guantanamera, ha fatto il giro del mondo in 33 rivoluzioni”. Ma secondo altri autori, questo era solo un proclama che il musicista usava per aggiungere attrazione alla carriera musicale di questo cubano, nato il 5 settembre 1908 nel quartiere di Los Sitio, all’Avana.

È certo che la canzone ha girato il mondo in molte versioni e interpretazioni, è stata eseguita da: Todos Tus Muertos, Tito Puente, Los Lobos, José Feliciano, Julio Iglesias, Los Olimareños, Rubén Rada, León Gieco… Musicisti come Celia Cruz e Dámaso Pérez Prado ne fecero un pezzo immancabile del loro repertorio in Nord America, sebbene negli anni ’60 lo avessero eseguito anche alcuni cantanti folk americani, come Pete Seeger, The Weavers e Joan Báez.

E di seguito mettiamo anche un testo di Guantanamera con altre strofe che a volte compaiono in alcune interpretazioni.

Yo soy un hombre sincero
de donde crece la palma
y antes de morirme quiero
echar mis versos del alma.

Cultivo una rosa blanca
en julio como en enero
para el amigo sincero
que me da su mano franca.

Y para el cruel que me arranca
el corazón con que vivo
cardo ni oruga cultivo:
cultivo la rosa blanca.

Con los pobres de la tierra
quiero yo mi suerte echar,
el arroyo de la sierra
me complace más que el mar.

Yo sé de un pesar profundo
entre las penas sin nombre:
la esclavitud de los hombres
es la gran pena del mundo.

No me pongas en el oscuro
a morir como un traidor;
yo soy bueno, y como bueno
moriré de cara al sol!

¡Te lo digo yo!
En la cantina de Cana,
en una calle cualquiera,
en el monte, en el llano,
en una esquina habanera,

te entrego mi inspiración
grande como una bravera.
Tú que escuchas mi canción
stay with me Guantanamera.

Video da Youtube, foto da Wikipedia e On Cuba news elaborazioni immagini CaffèBook.it

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