Roxelana da schiava a donna che cambiò l’Impero Ottomano

Agli inizi del 1500 una ragazza di soli 15 anni di nome Aleksandra Lisowska, che poi sarebbe stata conosciuta in Occidente con il nome di Roxelana, stava ricevendo in silenzio gli ordini riservati alle concubine dell’harem imperiale del sultano Selim I quando accadde qualcosa che ne cambiò le sorti.

Il sultano Selim I sarebbe divenuto poi noto in occidente con il soprannome Yavuz (tradotto spesso in Il Forte o Il Crudele) per aver unificato il potere dell’Impero ottomano sotto il suo sultanato eliminando, come da tradizione, tutti i suoi fratelli e potenziali eredi al trono non desiderati.

Solo il figlio Solimano I divenuto noto poi come il Magnifico era sopravvissuto allo sterminio compiuto dal padre: lui, come primogenito del Sultano, era l’erede.

Solimano I Il Magnifico
Solimano I Il Magnifico

Solimano I vide in quell’occasione per la prima volta la schiava dai capelli rossi che oscurava in bellezza e personalità tutte le altre donne presenti.

Era un’odalisca, il cui destino doveva essere quello di servire e compiacere, ma Solimano I (Süleyman) se ne innamorò all’istante e la schiava si sarebbe poi consacrata come la sua musa per lo splendore dell’Impero Ottomano.

Solimano I ereditò il sultanato dell’Impero ottomano nel 1520 e lo avrebbe conservato fino alla sua morte nel 1566.

Fu il Sultano che portò l’egemonia orientale ai suoi massimi livelli; l’estensione dei suoi territori, la sua flotta e le sue armate erano tali che giunsero a minacciare anche la supremazia occidentale dell’imperatore Carlo V, anche conosciuto come Carlo d’Asburgo, il regnante a cui è stata attribuita la frase “nel mio regno non tramonta mai il sole”.

La beatitudine di questo sultanato risiedeva anche sul mare per la sensualità, l’esotismo e la ricchezza culturale di Istanbul (allora era ancora Costantinopoli) frutto del mecenatismo dei vari sultani per le arti.

Roxelana e il sultanoRoxelana divenne un fuoco che spazzò via molte vecchie tradizioni del palazzo Topkapi, ma non fu solo questo.

Molti in seguito le avrebbero attribuito l’ispirazione di molti dei gesti più buoni del sultano, come, certo, anche alcuni fra i più discutibili (una storia tanto interessante e particolare dall’essere oggetto di molti libri e resoconti, fra i più recenti: Roxolana in European Literature, History and Culturem Galina Yermolenko).

Per Solimano I tuttavia fu anche l’ispirazione di un poeta sovrano, il cuore per un regno più giusto e il grande stupore dei monarchi europei.

Con il titolo di Haseki (la favorita dell’Harem) fu consacrata come la principale consigliera di suo marito, arrivando in seguito a giocare poi un ruolo importante nella gestione dell’harem e dello stato.

Roxelana, o anche Hürrem,”colei che porta gioia” così poi la chiamò Solimano, divenne la prima concubina a ad essere sposata da un sultano dopo aver raggiunto il titolo di Haseki .

Roxelana, lo schiava che incantò il sultano

Intorno all’anno 1510, Aleksandra Lisowska, non poteva minimamente immaginare il destino che l’attendeva, era solo una bambina di forse dieci anni terrorizzata e in mano a dei rapitori (la data di nascita non è certa, per l’Encyclopædia Britannica è il 1505).

I Tartari l’avevano strappata dalla sua casa, a Rohatyn, allora in Polonia oggi in Ucraina, per venderla come schiava nei palazzi della Crimea.

Tuttavia, la particolarità dei suoi capelli rossi l’avrebbero fatta risaltare tra le altre vergini; motivo per il quale fu scelta come regalo per l’harem di Selim I.

È possibile solo immaginare l’angoscia con la quale questa ragazzina, spogliata della protezione di suo padre, percorse la strada che la portava a Costantinopoli.

Roxelana, Mahidevran e gli intrighi dell’harem

Quando morì Selim I, Solimano I prese il suo posto e la sua preferita nell’harem e prima concubina divenne Mahidevran, nota anche come Gülbahar, che gli diede tre figli, due morirono e rimase solo un bambino: Mustafa.

Mahidevran, forte di essere considerata la più bella di tutto l’Impero Ottomano, era estremamente arrogante, mentre Roxelana, con questo nome era stata comprata, possedeva un carattere più gioviale e quei capelli rossi che colpirono il Sultano ed entrarono in tutti i suoi pensieri del giorno.

Il fatto che Solimano I (gli occidentali lo avrebbero poi soprannominato “il Magnifico“) e Mahidevran avevano avuto Mustafa, non impedì che il Sultano finisse con il desiderare maggiormente la compagnia di Hürrem, così aveva cominciato a chiamare Roxelana.

Roxelana non gli aveva dato ancora eredi ma l’interesse crescente di Solimano I fece salire i toni della rivalità fra le due donne e, naturalmente aumentò gli intrighi.

Hürrem si convertì all’islam per amore del Sultano e questo le aprì anche la strada per diventare la nuova Haseki (la preferita e colei che dirigeva l’harem).

Che una concubina raggiungesse un tale grado provocò profonde critiche all’interno della corte del Topkapi perché rompeva tutte le tradizioni ottomane con quella decisione.

L’invidia si fece più acuta tra le rivali al punto che Mahidevran aggredì Hürrem tentando di sfregiarla. Questo gesto provocò l’ira del sultano e la sua conseguente rapida caduta in disgrazia.

Approfittando della tradizione, questa volta per usarla per i suoi fini, Solimano I inviò a fare esperienza come governatore il principe ereditario Mustafa nella città di Manisa, fatto questo che comportava per Mahidevran il dovere di accompagnare il figlio.

Roxelana, la preferita di Solimano I

Hürrem, non solo da quel momento controllò completamente l’harem, e le scelte riguardanti, ma vide crescere la sua influenza anche sulle decisioni dello stato al punto che la sua figura fu analizzata in profondità da tutti gli emissari e gli ambasciatori stranieri, contribuendo così a diffonderne la fama.

RoxelanaNel 1534 gli innamorati avrebbero di nuovo sfidato la tradizione con il matrimonio tra una concubina, che era stata anche schiava, e un Sultano.

Solimano I, che i turchi avrebbero poi soprannominato Kanuni (cioè il Legislatore), non solo stava cambiando molte leggi del sultanato, ma amava così tanto Hürrem che l’avrebbe resa la sua consorte con il titolo di “Hakesi Sultana” ed anche sua consigliera principale.

Hürrem e il Sultano avevano sfidatola tradizione ottomana anche in un altro senso. Non era permesso alle concubine di tenere più di un figlio con sé.

Lo scopo dell’editto era di proteggere gli interessi dell’Impero da un’influenza accentuata di una concubina sul Re ed evitare i terribili fratricidi per la successione.

Roxelana, ebbe cinque figli maschi da Solimano I (Mehmed, Abdullah, Selim, Bayezid, Cihangir) e una figlia (Mihrimah) ma nonostante l’amore incondizionato del Sultano, nessuno sarebbe potuto salire al trono mentre Mustafa era ancora vivo.

Solimano I il Magnifico, il Legislatore, e lo splendore dell’Impero Ottomano negli anni con Roxelana

L’impero ottomano era né molto meno inferiore in territori e né in eserciti a quello ispanico e i due erano in conflitto fra loro per mantenere o espandere i propri possedimenti lungo il Mediterraneo.

Quando Solimano I il Magnifico salì al trono nel 1520, da suo padre aveva ereditato un regno potente che lui provvide con molte campagne vincenti ad ampliare sia in Europa sia in Asia.

L’impero ottomano sotto il suo sultanato si estendeva su: Aleppo, Amasia, Anatolia, Algeria, Baghdad, Damasco, Egitto, parte dell’odierna Ungheria, Rodi, Mosul, Rumelia, Yemen.

Anche altri Stati fedeli all’Impero completarono la sua forza, sebbene in modo autonomo: Moldavia, Valacchia, Crimea, Georgia e Transilvania. Tutti erano tenuti a pagare il tributo annuale e appoggiare con i loro eserciti in caso di conflitti.

Il tempo del governo di questo Sultano è stato considerato quello di più grande splendore dell’Impero ottomano e, certamente a livello militare lo fu.

L’esercito turco contava su più di 12.000 giannizzeri, il temutissimo corpo d’élite dell’Impero ottomano.

Ma non dobbiamo dimenticare che agivano, come corsari e pirati, molti capitani di navi nel Mediterraneo. Con le proprie navi colpivano quelle cristiane l’Impero, alcuni dei quali ben noti come Ariadeno Barbarossa o Dragut (o Darghout Rais).

Tuttavia, anche se venne accusato di essere brutale e feroce sul campo di battaglia, era un convinto sostenitore della giustizia in tempo di pace.

Solimano I il Magnifico volle ripulire le città dai banditi, ma con pene in cui i prigionieri non pagavano i propri atti con la vita, motivo per cui meritò fra i Turchi il soprannome di “il Legislatore”.

Abbassò le tasse anche per i cristiani che vivevano nei territori dell’Impero ottomano, cosa che pare produsse un notevole benessere economico, e introdusse il consumo caffè che era stato portato dal governatore ottomano dello Yemen Özdemir Paşa, fatto questo che diede inizio ad una delle tradizioni più amate e apprezzate ancor oggi della Turchia.

Se fra gli europei ci fu chi definì “Il Magnifico” il sultano questo non fu per la forte rivalità militare e politica che rappresentava, ma per la giustizia che trasmetteva nei confronti del proprio popolo e che permise all’impero ottomano di prosperare.

Roxelana come consigliera del Sultano promosse molte iniziative di beneficenza. Furono create mense per i poveri alle quali si recavano più di 500 persone al giorno, e poi bagni pubblici, moschee e madrasa (scuole di formazione universitaria).
Diventò anche una dei principali mecenati culturali dell’Impero.

Hurrem dovette impressionare molto i Turchi, soprattutto gli storici, se nonostante le critiche che sollevavano sulla sua provenienza un storico ottomano come Taliki-zade-el-Fenari ne presentò un ritratto molto lusinghiero come donna conosciuta per “Le sue numerose doti caritatevoli, il suo patrocinio dell’apprendimento e del rispetto per gli uomini di religione…”.

La leggenda nera di Roxelana (Hürrem)

Nella lotta per la successione al trono ebbero origine i più oscuri avvenimenti della vita di Roxelana.

La sua astuzia e conoscenza politica era andata crescendo con gli anni e con la pratica senza dubbio, ma poté contare anche su Rustem Pasha, Gran Visir del Sultano, amico e marito di sua figlia Mihrimah.

I loro intrighi portarono lo stesso Solimano a far uccidere Mustafa, il figlio avuto con Mahidevran, facendolo accusare di prepararsi ad un tentativo di detronizzare il padre. Per alcuni studiosi questo in realtà non stava avvenendo e di certo questo non fu accettato all’epoca.

La morte di Mustafa nel 1553 scatenò alcune rivolte in Anatolia e all’interno dell’esercito, che posero fine all’influenza di Rustem Pasha, ma non a quella di Hürrem, che agli occhi del sultano non era coinvolta e ne stava solo traendo indirettamente un grande vantaggio per i suoi figli.

Questo comunque comportò l’esilio definitivo di Mahidevran.

Roxelana, madre del futuro Sultano

Dopo la morte di Mustafa, Selim, terzo figlio di Hürrem, divenne il principale candidato nella linea di successione al trono dell’Impero Ottomano, dal momento che i suoi fratelli maggiori Mehmed (il prediletto da Solimano) e Abdullah, erano morti.

Dopo la morte di Solimano nel 1566, Selim avrebbe occupano il rango di Sultano dell’Impero ottomano, realizzando così il desiderio di Roxelana di vedere uno dei suoi figli a capo dell’impero.

Un desiderio che lei però non poté veder realizzato in vita, lei era morta a Costantinopoli il 18 aprile 1558 fra le braccia del suo amato consorte.

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