La calta palustre, l’erba gialla felicità di maggio

C’è un’erba insolita, che raramente compare sui libri di erboristeria: la calta palustre, ne avete mai udito parlare?

C’è un’erba che in Irlanda, sin dalla notte dei tempi, i contadini chiamano Lus buí Bealtaine.

Non stupitevi di questo nome gaelico, che persino nel suono evoca un’immagine di luce: significa “erba gialla di maggio” e meglio s’addice alla calta palustre di tante altre espressioni inglesi, quali kingcup, marsh marigold, golden knobs o water goggles.

Perché in Irlanda rappresenta l’esplosione, il trionfo della primavera e richiama alla memoria Bealtaine, una delle feste più amate dagli antichi celti, in cui si accendevano i fuochi sacri e si celebrava la fertilità della terra.

 

Calta Palustre

Articolo La calta palustre, l’erba gialla felicità di maggio di Maura Maffei su CaffèBook (caffebook .it) 

La Calta palustre

Caltha palustris L. è una pianta perenne,appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae e può raggiungere i 50 centimetri. Si presenta glabra, dai fiori colorati di giallo e le foglie sono grandi e rotondeggianti. Fiorisce a maggio-giugno.

Il genere Caltha comprende poche specie (una decina o più circa, di cui una spontanea dell’Italia) quasi tutte dell’emisfero boreale e con qualche rara presenza in quello australe.

La Calta palustre è considerata una pianta igrofila, amante degli ambienti umidi e inondati.

Riverita dagli irlandesi come forse poche altre specie vegetali lo sono state nella storia, la calta palustre è segno di salute e prosperità.

Nel giorno di Bealtaine persino le stalle vengono decorate con i boccioli d’oro e ghirlande infiorano i secchi per mungere il latte.

Con il suo succo, in passato, si frizionavano i vitellini appena partoriti affinché crescessero sani e forti e, una volta divenuti mucche, dessero un latte abbondante e saporito.Le sue corolle, che sbocciano e s’aprono in cinque petali, sono di lucida seta dorata.

Il giallo intenso che le sfuma assume spesso una vivace tonalità arancione.

Le larghe foglie cordate, d’un verde intenso e brillante, ombreggiano i fossi e vestono l’umido rigoglio di prati e paludi.

Non c’è che dire: questa pianta ha i colori dell’Isola di Smeraldo, il verde e l’arancione, appunto, e nella sua spontanea abbondanza è di una bellezza che incanta, che ingemma le campagne.

I cavalli erano incoronati di serti di calta e festoni sgargianti di fiori ne ingioiellavano i colli nervosi. Porte e finestre traboccavano di corolle appena raccolte (anche perché, staccate che siano dalla pianta, appassiscono in fretta…) e auguravano la buona sorte ai visitatori.

Si tramanda che camminare sopra un tappeto di fiori di calta nel giorno di Bealtaine, ossia nel primo giorno di maggio, doni fortuna e felicità per un anno intero come per trifoglio. Sarà vero?

In ogni caso, non possiamo dimenticare che questa Lus buí Bealtaine, il cui nome latino è in realtà Caltha palustris L., sebbene sia un’erba simpatica e piuttosto gradevole a vedersi, appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee.

Principi attivi della calta palustre:

E come le altre Ranuncolacee, contiene alcaloidi (ad esempio nelle radici, come alcaloide, troviamo la magnoflorina) e saponine che ne rendono pericolosa l’ingestione come la saponaria.

Un tempo stimata in tutta Europa quale medicina popolare, va attentamente controllata nella somministrazione.

A consigliare la prudenza ci sono gli effetti del suo consumo: un’insalata di tenere foglie di calta, infatti, può mandare all’ospedale in preda a dolori di stomaco, conati di vomito ed eruzioni cutanee.

Eppure nelle Isole Britanniche e in Germania ancora oggi i boccioli si conservano e si mangiano come se fossero capperi. Anche se quest’usanza pare molto agreste e primaverile, è nostro dovere sconsigliarvela.

A che cosa giova, dunque, la calta palustre?

Se in fitoterapia ne è rischioso l’utilizzo, è invece una specie assai preziosa in omeopatia.

Nella giusta diluizione, prescritta da un bravo medico omeopata, è indicata in uso esterno, come pomata, per tutti coloro che soffrono di disturbi di pelle e procura al paziente un netto miglioramento in caso di foruncolosi e pustole varie, soprattutto se localizzate sugli arti.

In conclusione, non è una pianta da demonizzare ma da conoscere e da rispettare secondo i pregi e i difetti che le appartengono. Come ogni altra pianta in natura.

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