Un bentornato a tutti! Nell’articolo precedente avevo introdotto le basi per comprendere come il nostro corpo comunica con noi.

Con un semplice schema siamo riusciti a sintetizzare le sensazioni che esso ci emana associandole a ogni organo presente nel nostro corpo. Chi non conoscesse lo schema può tranquillamente andarlo a ricercare sul sito e proseguire poi con la lettura.

 

Quest’oggi introdurrò l’argomento dei chakra, oramai conosciutissimi ma ancora incomprensibili per molti. Accanto al termine chakra si possono trovare tante definizioni, come: “le ruote che sanano”, “i vortici di energia”, “le sette porte dell’energia”, “i vortici di luce” ecc… tutte quante aiutano a capire in maniera sintetica cosa sono e soprattutto che cosa sono in grado di fare.

Il chakra non è un’entità fisica come i sentimenti, le idee e le sensazioni che non sono considerati oggetti, tuttavia esplicano una importante influenza sul nostro corpo. Anche i chakra come le emozioni possono condizionare il nostro respiro, il battito cardiaco e il metabolismo incidendo anche sulla forma del nostro corpo, sul pensiero e sul comportamento.

Ciascun chakra svolge funzioni ben definite e possiede qualità che gli sono proprie.

Attraverso l’analisi dei singoli vortici si ottengono informazioni sulle aree psichiche, caratteriali e comportamentali del soggetto.

  

 

 

 

I chakra più bassi quelli fisicamente più vicini alla terra rappresentano il rapporto con gli aspetti più pratici della nostra vita: sopravvivenza, movimento, azione. Essi sono regolati da leggi fisiche e sociali.

I chakra superiori rappresentano aree mentali e aiutano lo sviluppo di immagini, concetti e parole. Il quarto chakra, quello del cuore è singolare perché ha la caratteristica di fungere da ponte cioè esso è elemento di congiunzione fra i tre chakra superiori e inferiori.

 

Qui di seguito troverete una tabella che cerca di essere il più riassuntiva possibile riguardo i sette chakra principali.

 

 

 

Teniamo presente che la tabella cerca di raggruppare tutte le caratteristiche che ogni singolo chakra può avere. 

Sarebbe raro trovare un soggetto con, ponendo l’esempio, il terzo chakra in disequilibrio e anche tutto quello che ho appena elencato sopra in disarmonia. Ci saranno invece alcune caratteristiche che ci faranno capire che può avere il terzo chakra disarmonico. Per esempio: una persona molto spesso arrabbiata con il “mondo” che non riesce ad ottenere quello che vuole. Cosa ne consegue? Eccessiva rabbia senza motivo e scarsa volontà nell’ottenere ciò che si vuole conseguentemente una scarsa autostima di base.

Trovo sia molto divertente analizzarsi e questa tabella dei chakra può risolvere certi punti interrogativi che nascono e a volte muoiono con noi.

Collegandoci con le sensazioni che le emozioni ci emanano se prendiamo spunto dalla tristezza che provandola stimola i polmoni, andremo a cercare a quale chakra corrisponde l’organo del polmone. In questo caso è il quarto chakra e provando a farci delle domande cercheremo di capire cosa ne consegue. “Mi sento tanto solo, nonostante accanto a me ci siano molte persone che mi amano?”  Forse questa solitudine non è da attribuirsi a una situazione attuale ma a una mancanza di affetto o paure che sono molto più remote.

Qui entra in gioco l’analisi e ognuno di noi sceglie che strada prendere, anche l’auto guarigione è assolutamente da prendere in considerazione perché il nostro corpo sa cosa vuole e basta solo ascoltarlo.

Prossimamente vedremo in specifico quale cristallo associare a ogni singolo chakra.

Oggi però, prima di lasciarvi vorrei poter dare la possibilità di cominciare per chi ancora non conosce l’uso delle pietre, introducendo l’ametista. E’ un cristallo eccezionale, esso funge da spugna ed è capace di assorbire energie che risiedono da tempo dentro di noi.

L’ametista riesce a dissipare quella nebbia, foschia che non ci dà modo di capire cosa dobbiamo fare, rilassa la mente ansiosa e aiuta molto quando si hanno forti mali alla testa calmandone il dolore. Quindi oltre a purificarci riesce anche ad indirizzarci sulla retta via. Preciso che l’uso dei cristalli è molto soggettivo e ognuno di noi può interpretare ciò che emana il cristallo senza per forza seguire testi scritti da cristallo terapeuti o altri del mestiere. 

Se si vuole capire l’effetto dell’ametista basta comprarla e prima di indossarla lavare accuratamente sotto l’acqua corrente fresca per qualche minuto oppure sotterrarla in una ciotola colma di argilla per almeno un giorno.

 

 

 

 

( foto da minyassa.deviantart.com)