Una cosa è tentare di volare perché costretti con la forza o dalle necessità e un’altra cosa farlo di propria iniziativa, come parte di un’indagine come fece ad esempio Abbas Ibn Firnas.

Fra i due modi di tentare il volo c’è di mezzo la passione per la conoscenza e anche per la sfida.

Un esempio ci viene dall’Imperatore cinese Gao Yang che costringeva i prigionieri a saltare da una torre.

Sembra che all’intento almeno uno, Yuan Huangtou, figlio del precedente mandatario, fosse riuscito a sopravvivere a uno di questi tentativi (anche se in seguito fu giustiziato).

Però per trovare nella storia qualcuno che abbia cercato il volo dopo uno studio attento dobbiamo giungere al Medioevo.

Nell’emirato di Cordova, in Al Andalus del IX secolo d.C., apparve la straordinaria figura di Abu l-Qāsim Abbās ibn Firnās;

meglio conosciuto con il suo nome semplificato di Abbas Ibn Firnas.

Abbas Ibn Firnas avrebbe evocato Icaro e suo padre Dedalo in tutta la sua estensione, dal modo in cui cercò di volare fino quasi al suo risultato finale (ebbe più fortuna di lui come vedremo).

Abbas Ibn Firnas (Abbās ibn Firnās, anche Armen Firman, nato a Cordova, 810/809 – morto a Cordova, 888)

Immagine di Abbas Ibn Firnas
Immagine di Abbas Ibn Firnas

Ibn Firnás nacque nella città che allora si chiamava Izn-Rand Onda (l’attuale città spagnola di Ronda, provincia di Malaga) tra l’809 e l’810 d.C..

Era discendente di una delle famiglie berbere giunte, probabilmente, nella penisola iberica nel secolo precedente, approfittando del crollo del Regno visigoto.

L’etimologia del suo cognome risale ad Afernas, abbastanza comune nell’odierna Algeria.

Abbas Ibn Firnas, come era solito fra gli studiosi del suo tempo, padroneggiava in diverse discipline quali:

l’astronomia, la medicina, passando per la chimica, l’alchimia o l’astrologia (queste due considerate scienze all’epoca).

Come molti altri uomini di cultura del suo tempo, Abbas Ibn Firnas, conosceva bene anche la filosofia, la musica e la poesia.

Abbas Ibn Firnas uno scienziato del medioevo

L’altro aspetto della sua conoscenza, quello che più ci interessa qui, sono le conoscenze di ingegneria che portarono Abbas Ibn Firnas a realizzare alcune invenzioni curiose.

Abbas Ibn Firnas e l'invenzione delle pietre di lettura (o lenti correttive)
Abbas Ibn Firnas e l’invenzione delle pietre di lettura (o lenti correttive)

Il sapiente ideò:

un sistema per il taglio per il quarzo,

una sfera armillare (o astrolabio sferico per rappresentare il movimento degli astri),

sviluppò un metodo di fabbricazione del vetro incolore con il quale realizzava anche delle pietre di lettura (o lenti correttive).

una sfera armillare
una sfera armillare

Si ritiene che introdusse nella penisola iberica anche il Zīj al-Sindhind (o Tavole astronomiche del Sindhind), un manuale astronomico usato per calcolare le posizioni dei corpi celesti originale dell’India che era stato tradotto in arabo dal celebre astronomo e traduttore Muhammad ibn Ibrahim al-Fazari.

Con questo lavoro si potevano calcolare i movimenti di tutti i corpi celesti allora conosciuti (sole, luna, pianeti).

Questa poliedrica attività fece di Ibn Firnás un autentico precursore di Leonardo da Vinci tanto che fu soprannominato il Saggio di Al Andalus.

La sua fama lo condusse ad insegnare anche la poesia al ritmo di un liuto alla corte di Abderramán II, L’emiro dell’ Al Andalus che, oltre ad essere molto abile in guerra, era un protettore delle arti e della cultura ed aveva fatto dell’emirato un riferimento culturale e tecnologico.

Attraverso l’emirato giunsero in Europa la conoscenza di nuove colture (come riso, zucchero, limone, anguria…), dell’uso dell’ago magnetico ad un nuovo sistema di Numerazione che avrebbe sostituito quello romano e che è in uso tutt’ora.

Abbas Ibn Firnas e il primo volo con il paracadute

All’età di 42 anni Abbas Ibn Firnas fece il suo primo esperimento che riguardava il volo.

Nell’852 saltò da un minareto della moschea di Cordoba con una grande tela inchiodata a un telaio di legno che in tutto e per tutto poteva essere paragonato ad un paracadute.

Subì alcuni lividi durante la caduta, senza grande importanza, e probabilmente quello può essere considerato come la prima esperienza di paracadutismo con il successo documentato della Storia.

Abbas Ibn Firnas e il primo volo dell’uomo

Abbas Ibn Firnas, per tentare il suo vero e proprio primo volo attese ventitré anni.

Nell’875, all’età di sessantadue anni, costruì delle ali di legno coperte con un panno di seta a cui aggiunse delle piume di uccelli rapaci.

La forma che dobbiamo immaginarci è quella di una specie di deltaplano e potrebbe assomigliare a quelle disegnate secoli dopo da Leonardo da Vinci.

Abbas Ibn Firnas salì in cima al palazzo oggi scomparso di Arruzafa e davanti a una grande folla invitata da lui stesso, saltò nell’abisso,.

Le testimonianze raccontano che riuscì a restare in aria abbastanza per passare alla Storia come l’uomo che compì il primo volo.

Però, dopo quelli che sembra siano stati dieci minuti di esaltante volo, l’atterraggio non lo fu altrettanto.

La manovra fu più violenta di quanto avesse previsto.

Fra le conseguenze del complicato atterraggio vi furono, oltre ad un forte mal di schiena, la rottura di entrambe le gambe.

In seguito, Abbas Ibn Firnas, scrisse di aver compreso che al suo marchingegno mancasse una coda come quella degli uccelli per ridurre la velocità.

Abbas Ibn Firnas morte, lascito e ricordo.

Abbas Ibn Firnas morì nell’887, dodici anni dopo, in un’età molto avanzata.

Altri inventori avrebbero seguito i suoi passi primo fra questi, secondo alcuni autori, l’inglese benedettino Elmer de Malmesbury, che nel primo decennio del secondo millennio sarebbe riuscito a percorrere circa duecento metri con un aggeggio simile a quello del sapiente andaluso.

Nella Istanbul del sultano dell’impero ottomano Murad IV, nell’anno 1632, sarebbe, invece diventato celebre il volo di Hezarfen sopra il Bosforo e, un anno dopo quello del fratello Lagâri Hasan Çelebi, primo uomo a volare su un razzo.

Non deve, quindi, sorprendere, che uno degli aeroporti della capitale irachena sia stato battezzato con il nome di Abbas Ibn Firnas.

Ma, fra i giusti riconoscimenti postumi c’è anche un cratere della Luna che porta il suo nome e uno dei ponti che attraversano il fiume Guadalquivir sulla strada che da Cordova (Córdoba in spagnolo) conduce al Centro Astronomico e Meteorologico di Ronda.

Foto da Wikipedia e Youtube, elaborazione Roberto Roverselli per CaffèBook

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