William Morris è una figura storica affascinante quanto poco conosciuta.

Ripercorrere il suo curriculum variegato può dare un’idea approssimativa della portata delle sue azioni e del perché sono interessanti anche oggi.

Designer, poeta, romanziere e attivista politico, fu un uomo del Rinascimento nel momento in cui il capitalismo industriale dell’Inghilterra vittoriana era al suo apice.

William Morris, ritratto
William Morris

William Morris è ricordato per il suo ruolo di spicco nel movimento Arts and Crafts, un movimento, più che altro di artisti e intellettuali, che animò una forte reazione all’industrializzazione galoppante del tardo Ottocento.

Il movimento si sviluppò per tutta la seconda metà del XIX secolo in Inghilterra con lo scopo di recuperare il valore del lavoro artigianale.

L’Arts and Crafts si evolse e sintetizzò più aspetti.

Da un lato i suoi interpreti guardavano al passato e alla tradizione artigianale medioevale e dall’altra intrapresero attività che produssero una notevole influenza in quelle che oggi chiamiamo arti applicate.

Questo avvenne perché gli artisti che aderivano al movimento videro nella progettazione applicata alla produzione di mobili, carte da parati, tappeti e altri oggetti una premessa importante al miglioramento delle forme.

L’Arts and Crafts ispirava principalmente alla realizzazione di oggetti sobri ed eleganti, ma finì con l’influenzare anche l’architettura e la diffusione dell’Art Nouveau.

Tuttavia gli intellettuali che vi aderirono, William Morris più di altri, non trascurarono l’attenzione per gli aspetti economici e sociali che il capitalismo industriale in epoca vittoriana produceva sulla vita della gente.

William Morris biografia di un intellettuale controcorrente in epoca vittoriana

William Morris (Walthamstow, 24 marzo 1834 – Hammersmith, 3 ottobre 1896) figlio di Emma e William Morris, nacque in una famiglia benestante e frequentò prima il Marlborough College e quindi la Università di Oxford.

Durante i suoi studi ebbe modo di conoscere il pensiero di John Ruskin (Londra, 8 febbraio 1819 – Brantwood, 20 gennaio 1900) e di frequentare Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones, Ford Madox Brown e Philip Webb.

Ad Oxford conobbe inoltre Jane Burden la donna che sarebbe diventata sua moglie e che gli avrebbe dato due figlie, Jane detta Jenny e Mary detta May.

The Red House, di William Morris e Philip Webb
The Red House, di William Morris e Philip Webb

Presto rimase affascinato dalle arti applicate, ma con i suoi studi e con l’aiuto dell’amico Philip Webb costruì la Red House a Bexleyheath nel Kent che divenne la casa di famiglia.

La sua vita passò parallelamente all’era vittoriana, un contesto marcato dal consolidamento del grande capitalismo industriale e dal periodo di massimo splendore dell’Impero britannico, nonché dall’emergere e dallo sviluppo del movimento operaio inglese.

Lo stesso Morris avrebbe descritto la sua epoca sottolineando che “le persone intelligenti erano abbastanza soddisfatte della civiltà” perché in fondo quella la mentalità (dei liberali borghesi) era “tipica dei ricchi uomini moderni della classe media che, di fatto, non avevano nulla da rivendicare”.

William Morris dichiarò spesso di essere stato influenzato nel pensiero da Thomas Carlyle (4 December 1795 – 5 February 1881), filosofo e storico convinto che la storia fosse il prodotto delle imprese di grandi uomini tramutati in eroi e dal già citato John Ruskin.

John Ruskin, artista, filosofo e critico d’arte fu particolarmente responsabile del supporto teorico della Fratellanza preraffaellita e del movimento Arts and Crafts.

William Morris un artista con molte sfaccettature

Disegno di William Morris: tessuto stampato
Disegno di William Morris: tessuto stampato

Sebbene di William Morris è nota la sua attività di decoratore che realizzava motivi floreali di ispirazione medievale che tanto appassionavano la borghesia medio-alta del suo tempo, molti altri sono stati i suoi interessi.

Fu un poeta apprezzato con Il paradiso terrestre (The Earthly Paradise 1868-1870) e un traduttore delle saghe nordiche islandesi, ma anche di Omero e Virgilio.

Anche A Dream of John Ball e l’utopico Notizie da nessun luogo (News from Nowhere 1890) sono dei romanzi interessanti.

E se nell’arte pittorica dimostrò di possedere buone doti, pur conoscendo di lui solo una tela, rimane notevole l’effetto del suo impegno nel lavoro grafico e nella conservazione e difesa di vecchi edifici di valore architettonico.

William Morris e la vita politica

Il suo impegno sociale si tradusse in un attivismo politico tenace e instancabile nella causa del socialismo, un ideale politico che, secondo lui, avrebbe reso migliori le condizioni degli individui ridotti a mere macchine.

Una lotta e un ideale che non solo artisticamente si opponeva in William Morris agli effetti del capitalismo industriale nell’era vittoriana.

Vedeva come le persone che lavoravano fossero alienate e brutalizzate dal sistema delle fabbriche che prometteva di perseguire la produzione di beni, ma beneficiava solo i privilegiati.

Tanto Carlyle quanto Ruskin ispirarono Morris nella sua concezione del lavoro.

Il primo parlando della scintilla divina che nobilitava l’opera dell’uomo ed il secondo rimarcando che la soddisfazione del lavoro era nel compimento della capacità creativa.

William Morris trovò poi nella lettura del Capitale di Karl Marx, l’analisi sociale che lo convince che lo sfruttamento capitalista e il degrado dell’arte avevano la stessa radice economica.

L’artista e intellettuale britannico sostenne anche i concetti di alienazione e feticismo che portavano, nella sua analisi, a quelli che chiamò “succedanei” perché inautentici prodotti di bassa qualità venuti per soddisfare dei bisogni artificiali creati dalla pubblicità.

William Morris l’originalità della sua eredità intellettuale

vetrata di Edward Burne-Jones e William Morris
Una vetrata di Edward Burne-Jones e William Morris

Morris è considerato uno dei pionieri del design modernista, la cui influenza lascia una traccia fino al Bauhaus da Walter Gropius e Ludwig Mies van der Rohe.

Fu impegnato nella pittura, nel lavoro grafico, tipografico, nel vetro, nei gioielli, tra i molti mestieri…

La sua vita ci racconta anche la fertilità del poeta di fama nel suo tempo, il “più vivo” fra quelli giunti nel nostro.

E quanti devono essere stati i suoi giorni passati a tradurre l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide e un buon numero di saghe nordiche, quelle stesse saghe che entrarono nel canone del gusto in tutto ciò che va dai suoi tempi a Borges (per alcuni anche Tolkien ne trasse ispirazione).

La varietà delle sfaccettature di William Morris potrebbero aver recitato una parte nella distorsione dell’interpretazione del suo lavoro e quindi della sua conoscenza.

Però non c’è dubbio che William Morris fu una di quelle figure emblema di un’epoca e allo stesso tempo capace di emergere fra i suoi contemporanei, così come si può comprendere dall’originalità della sua eredità intellettuale.

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