Banksy, tutto quello che non sappiamo

Chi è Banksy? Sono state dette molte cose su di lui.

a Banksy Kissing PolicemenKissing Policemen
Banksy Kissing Policemen

Il suo nome più probabile è Robin Gunningham, ma potrebbe essere anche il cantante dei Massive Attack, Robert Del Naja, oppure un collettivo (crew) o ancora una lei, cosa vagamente suggerita anche nel recente documentario Saving Banksy.

Si, nei secoli passati ci sono stati artisti il cui nome (e volto) era sconosciuto, ma le loro opere note ed apprezzate (per esempio Trophime Bigot, più noto come il Maestro della candela), ne abbiamo parlato anche in queste “pagine” e magari dei lettori potrebbero suggerirne ancora di più noti o eclatanti, ma Bansky è un caso unico nell’arte contemporanea, anche per un artista di strada, anche nella street art.

Chi è dunque Banksy?

Banksy è un pittore, una pittrice o un collettivo di artisti. È un pazzo, un genio, un ribelle o un calcolatore.

Qualcuno che sa interpretare il potente mondo dell’arte, un artista che cerca solo fama e denaro.

È tutto o niente di tutto ciò, dipende a chi lo chiedi.

La storia su Banksy racconta:

tutto iniziò a Bristol una delle città mito del mondo dei graffiti…

Erano gli anni ‘90 e, probabilmente, faceva parte di un collettivo di artisti che passavano le loro giornate cercando di realizzare le loro opere senza essere arrestati per vandalismo.

La leggenda prosegue che fu allora, cercando di trovare un modo di lavorare più velocemente, che Banksy adottò la sua classica tecnica a stencil.

Oggi dicono che ciò che lo distingue da tutti gli altri è il suo stile unico, che combina umorismo, sarcasmo, immagini di successo e messaggi politici di grande impatto, ma spesso ci si dimentica che i luoghi non fossero così casuali…

Percorrendo un po’ la storia nota di Banksy partiamo dalla già citata Bristol.

di Banksy a Bristol
Banksy a Bristol

Una mattina del 1994 gli abitanti di questa città portuale si svegliarono con un grande murales in cui un orsacchiotto stava lanciando una bomba molotov a tre poliziotti in tenuta antisommossa e sotto la sua firma: la sua fama da allora crebbe senza fermarsi.

Banksy in Cisgiordania
Banksy in Cisgiordania

Nell’agosto 2005, Banksy realizzò dei murales sul muro della Cisgiordania, costruito da Israele nei territori occupati.

Di recente (marzo 2017) ha fatto notizia anche l’apertura di un hotel con molti suoi interventi il Walled Off Hotel con la vista peggiore del mondo: quella sul muro appunto.

A Londra, nel weekend 3-5 maggio 2008, Banksy ospitò una mostra dal titolo The Cans Festival. Era situata su Leake Street, un tunnel stradale precedentemente utilizzato dall’Eurostar sotto la stazione di London Waterloo.

Artisti di graffiti furono invitati a unirsi e dipingere le proprie opere d’arte, purché non coprissero quelle di qualcun altro fra questi c’erano Sten Lex, Bsas Stencil, Prism, Roadsworth, Dolk, Ben Eine, Blek, C215, Mr. Brainwash, Logan Hicks, Btoy, Vhils, Vexta e David Walker tra gli altri.

Banksy Girl with a pierced eardum
Banksy Girl with a pierced eardum

Nell’ottobre 2014 viene “trovato” un nuovo murales di Banksy chiamato “Girl with a pierced eardum” ovvero “La ragazza con un piercing nel timpano”, una parodia del famoso dipinto di Johannes Vermeer chiamato La Ragazza col turbante o Ragazza con l’orecchino di perla.

Il 22 agosto 2015 Banksy inaugura Dismaland, un’installazione temporanea come parco tematico eretta in collaborazione con 58 artisti scelti personalmente dall’autore.

Nel dicembre dello stesso anno apparve anche un murales in cui il defunto co-fondatore e CEO di Apple, Steve Jobs, veniva raffigurato come un profugo.

Le sue opere parlano dei mali che colpiscono questo lato del pianeta.

Banksy 6 in Palestina
Banksy in Palestina

Sono antimilitariste, contro l’establishment, ridicolizzano il consumismo e l’ipocrisia nello stile di vita egoistico della nostra moderna società.

Banksy Falling Shopper
Banksy Falling Shopper

Così appare ad esempio una ragazza che cade dal cielo mentre cerca di aggrapparsi a un carrello del supermercato. Conosciuto come “compra fino a morire” (o Falling Shopper), il murales non è casualmente posizionato sul muro di uno dei quartieri più privilegiati di Londra.

Ancora meno casuali sono, naturalmente, le opere realizzate in Palestina.

Mentre in alcune incerte interviste, e con i suoi lavori, “confessava” di apprezzare particolarmente Blek le rat e Jean-Michel Basquiat, è certo che lui stesso con le sue scelte (non solo coi murales), con i documentari, con le peculiari provocazioni nei luoghi in cui portava le sue opere sia diventato un’icona e un riferimento fondamentale dell’arte contemporanea.

Banksy, Monet
Banksy

Di Banksy divennero note le incursioni sotto mentite spoglie, in famosi musei di tutto il mondo, per appendere clandestinamente alcune delle sue opere.

La Tate Modern Gallery di Londra, il MOMA (Museum of Modern Art), l’American Museum of Natural History di New York e il British Museum di Londra e persino il Louvre ebbero il piacere di esporre, loro insaputa e a volte anche per qualche giorno, delle sue realizzazioni.

Un esempio è il quadro che appese al Brooklyn Museum che rappresenta un generale dei primi anni del 1800 con in mano una bomboletta spray e un muro appena imbrattato di scritte provocatorie alle spalle

Banksy è soprattutto l’artista senza volto che riesce far guardare tutti dove nessuno vuole si guardi. Così efficace nelle sue provocazioni che la rivista Time lo incluse nella lista delle 100 persone più influenti al mondo e quando gli chiesero di inviare una foto, lui mandò quella di un uomo con un sacchetto di carta in testa.

Però con Banksy abbiamo un problema:

tutto ciò che viene detto su di lui è impossibile da confermare.

Banksy Brexit
Banksy Brexit

E mentre le sue opere le possiamo vedere in tutte le principali città del mondo, lui, con la sua natura elusiva, è quasi impossibile da trovare.

E questo è il problema, come sapere con certezza se le opere che gli si attribuiscono sono, in effetti le sue?

Banksy dreams
Banksy

Torniamo alla sua unicità nel mondo dell’arte contemporanea: così famoso eppure così anonimo.

Gli artisti della street art non compaiono certo come divi sulla carta patinata, ma fuggono neppure un po’ di notorietà e anzi hanno spesso anche galleristi e agenzie che ne curano gli interessi e la divulgazione delle opere.

Tutto questo per l’artista britannico (probabilmente) non avviene, anche se, invece, accade che le sue opere vengano strappate dal luogo in cui le aveva lasciate e poi vendute ad aste molto lucrose.

Il destino di un disegno su un muro in realtà dovrebbe percorrere due sole possibili strade: o è un vandalismo e venir cancellato, o è un opera d’arte (magari addirittura commissionata da associazioni o enti come ha raccontato Borondo ad esempio) e deve essere magari preservata.

Spesso gli street artist raccontano di studiare l’ambiente e per certe motivazioni realizzano in quel luogo la loro opera: questo è ancora più vero in Banksy, pensiamo al gattino e ai disegni sui muri in Palestina.

Ma nonostante questo molto spesso le sue opere vengono rimosse per finire addirittura in un museo visitabili a pagamento (senza la sua autorizzazione), proprio quei luoghi che con le sue incursioni voleva dissacrare.

E anche se quelli che l’hanno visto possono essere contati sulle dita di una mano, il suo soprannome scatena i racconti di molti aneddoto che lo coinvolgono.

C’è chi ha visto l’artista dipingere un murales a Bristol, chi l’ha anche intervistato o chi ha partecipato ad una sua azione di guerrilla art, ma in risposta alle domande, le certezze si dissolvono (naturalmente se qualche lettore ha delle informazioni aggiornate su Bansky…).

Molti artisti darebbero parte del loro talento per il privilegio di essere riconosciuti, l’anonimato protetto del graffitaro è anche per questo difficile da capire.

Forse quanto dichiarò in un’intervista spiega il suo mistero:

“Penso che il successo commerciale sia un fallimento per un artista di graffiti. Ovviamente le persone hanno bisogno di guadagnare soldi.

Ma è complicato perché sente che ogni volta che guadagna da un lavoro che mette per strada, lo trasforma magicamente in una forma di pubblicità”.

Certo questo chiarirebbe tutto su di lui, o lei, o loro, ammesso che sia vera…

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