Santa Cruz del Islote

Santa Cruz del Islote è l’isola più piccola e più abitata del mondo (come numero di abitanti per metro quadrato), ma se questo la rende interessante per un qualche libro dei record (come alcune isole altrettanto uniche come l’Isola dei Fagiani o Baljenac, a forma di impronta digitale) non ci fa neppure immaginare minimamente quello che hanno fatto gli abitanti di questo incredibile posto.

In uno spazio di circa 125 metri di lunghezza per 80 di larghezza (come un campo di calcio) sono state costruite centodieci case, quattro negozi, una scuola, un Gallera (il luogo dove avvengono le lotte fra galli) un centro benessere, una discoteca e un acquario con uno squalo.

Santa Cruz del Islote, l’isola più abitata del mondo

In tutto su Santa Cruz del Islote vivono approssimativamente 1.200 persone, ufficialmente solo 497, forse per evitare che le autorità mandino via qualcuno…

Ma la situazione diventa ancora più curiosa e singolare se si pensa che tutto ciò non è frutto della sovrappopolazione di una realtà con milioni di abitanti come la Cina o l’India ad esempio ma di un isola caraibica.

Sì, Santa Cruz del Islote, questa isola piccola, affollata e atipica isola del Caribe si trova nel dipartimento di Bolivar, in Colombia e non ha né spiaggia, né palme né zanzare.

Con poco più di un ettaro di estensione e i 500 abitanti dichiarati, il posto contrasta in modo affascinante con le isole vicine dell’Arcipelago di San Bernardo, di cui fa parte, sette isole selvagge di mangrovie, spiagge bianche e pochi abitanti.

Per arrivarci bisogna fare una gita in barca di un’ora dalla piccola città di Tolú o di due ore dalla famosa Cartagena.

Santa Cruz del Islote: bambini, squali, tante barche e nessuna zanzara

Santa Cruz del Islote è completamente urbanizzata e oltre agli isolani ospita centocinquanta galli da combattimento, quaranta cani, due acquari dove ci sono uno squalo nutrice femminile, otto tartarughe gigante carey (tartarughe che qui sono ben protette, e sappiamo quanto ne hanno bisogno) e varie mantarraya (o manta gigante).

L'isola di Santa Cruz del Islote 3 a
L’isola di Santa Cruz del Islote

Ci sono quattro stradine, dove giocano i tantissimi bambini e dove non circolano auto o motociclette, e poi, naturalmente, ci sono barche dappertutto, ormeggiate galleggianti sul mare davanti alle case.

E c’è ancora qualcos’altro: Santa Cruz del Islote è stata costruita dall’uomo.

Partendo da una piccola lingua di terra in mezzo al corallo l’isola è letteralmente stata fatta a mano dai nativi che sono venuti qui e l’hanno costruita, con pietre, macerie e spazzatura, cosa che le persone, ancora oggi, continuano a fare, rubando terra dal mare.

Santa Cruz del Islote, vista
Santa Cruz del Islote

E siccome l’isola non ha né mangrovie né spiagge, non ha neanche le zanzare, fatto che secondo gli indigeni fu un fattore determinante per quei pionieri che decisero di vivervi dall’anno 1870 quando dopo una notte di pesca si fermarono a dormirvi.

Stettero cosi bene, senza zanzare, che la decisione fu presto presa, così almeno raccontano…

Oggi lo stesso argomento è spesso usato dagli isolani quando gli chiedono se vogliono trasferirsi in un’isola più grande.

Nella logica dell’espansione di “una casa alla volta“, oggi l’isola ha più di cento case in cui risiedono circa 150 famiglie che convivono fra loro scambiandosi quanto hanno e quanto possono.

Santa Cruz del Islote è priva di servizi di base come acqua, elettricità o fognature. Anche se, dopo diverse richieste al governo hanno ottenuto un generatore più potente e, grazie ad una donazione del Giappone hanno potuto l’installare dei pannelli solari.

La Marina nazionale di Cartagena rifornisce di acqua che però deve essere razionata e tenuta sotto controllo attento dalle famiglie dell’isola perché le consegne non sono né rapide né frequenti. Il problema è meno sentito in inverno perché piove molto e riescono a farne scorta mentre d’estate l’acqua è come oro per gli abitanti.

La principale attività economica è sempre stata la pesca, che però sta diminuendo a causa del deterioramento subito dalla zona e dell’elevato traffico di navi.

Per questo molti abitanti vivono del turismo che raggiunge l’isola ed altri vanno a lavorare nelle isole vicine.

Certamente ci sono molte mancanze strutturali però si riesce a capire l’amore che gli abitanti hanno per quest’isola.

A Santa Cruz del Islote non esistono né crimine né violenza e, come dicono gli isolani, sono circondati da un paradiso, e oltre a questo, nella loro convivenza non esiste alcuna figura autoritaria, come la polizia o l’esercito, dettano da soli le proprie leggi, in cui la prima è imparare a rispettarsi.

La libertà è un bene che a volte costa caro, pagarlo con un po di scomodità è sicuramente un prezzo accettabile.

Foto da Youtube

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