Samuele Gamba: il mondo visto attraverso la dislessia

Alle medie mi dissero che non ce l’avrei mai fatta a frequentare il liceo artistico. Mi lasciai convincere e mi iscrissi a un corso per diventare aiuto cuoco. Mi dicevano che non ero dislessico ma ritardato. Me lo ricordo ancora.

Samuele Gamba, 20 anni.

Quando Samuele si presentava, lo faceva con queste parole: «Sono dislessico e sono scemo». Lo diceva convinto perché lo pensava davvero, forse perché glielo avevano fatto credere.

Può essere che, se avesse frequentato il liceo artistico, non sarebbe riuscito a diplomarsi. O può essere il contrario.

Comunque sia andata, Samuele Gamba ha seguito un percorso che gli ha permesso di riscattarsi e diventare quello di oggi, mostrando che vale la pena guardare il futuro con ottimismo perché, in ogni momento, può accadere un evento capace di modificare le situazioni, migliorandole.

Ma cos’è diventato oggi Samuele Gamba?

Samuele Gamba, mostra personale 2018
Samuele Gamba

A sei anni gli viene riconosciuta una grave forma di dislessia, un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che rende difficoltoso leggere, scrivere e calcolare in modo corretto. Per lui era complicato anche parlare.

Il ragazzo ha sempre percepito attrazione per l’arte ma gli insegnanti lo indirizzarono verso una scuola professionale. Doveva imparare un mestiere e non poteva perdere tempo in attività che, secondo loro, gli erano precluse in partenza.

Samuele, da solo, ha studiato storia dell’arte e molti artisti del passato e del presente. Ha dato ascolto alla propria voce interiore e l’ha seguita, esprimendo i sentimenti attraverso un linguaggio che gli veniva più naturale e fluente, quello della pittura e della fotografia.

L’arte gli ha offerto uno strumento diverso per dialogare, raccontando la dislessia e le sue difficoltà di apprendimento: diverso ma molto più efficace delle parole, con immagini e colori che trasmettono quei dolori e quelle sensazioni percepiti durante la sua esistenza.

I suoi quadri sono molto potenti e consentono di aprire una porta verso il mondo della neurodiversità.

La mostra dei dipinti di Samuele Gamba ha un titolo affascinante, Contengo moltitudini, e fa riflettere: il ragazzo sostiene che ognuno di noi contiene qualcosa di importante che va cercato e tirato fuori.

Le persone sono come delle scatole piene di emozioni che aspettano solo di esplodere.

L’immagine può offrire molto più di mille parole. Samuele ha iniziato a dipingere quello che sentiva, trasferendo sulla tela il vissuto e lasciando parlare il sé autentico, fino a quel momento imprigionato da soffocanti abiti in cui non si riconosceva.

Chi sa leggere e scrivere senza problemi non comprende la visione dei dislessici: le lettere stampate su un foglio sembrano disordinate e confuse ai loro occhi e, spesso, insegnanti e genitori scambiano le loro difficoltà per svogliatezza, mancanza di impegno e volontà.

I quadri di Samuele Gamba cercano di far vedere con i suoi occhi, colpendo l’animo con emozioni intense. Quelli che seguono sono alcuni titoli e spiegazioni.

Samuele Gamba © Cercare ordine nel caos
Samuele Gamba © Cercare ordine nel caos

Cercare ordine nel caos. Samuele ha dipinto un codice a barre che implode e i numeri saltano in aria. Una critica al sistema scolastico in cui è considerato bravo chi prende 10, al contrario di chi ottiene 5.

Un sistema in cui sono ancora pochi i docenti preparati a riconoscere gli studenti DSA e aiutarli a imparare come gli altri.

La scuola non deve essere una competizione ma una opportunità di crescita per tutti, un confronto e una condivisione con strumenti adatti per ciascun alunno.

Samuele Gamba Perdere la parola 1
Samuele Gamba Perdere la parola

Perdere la parola. Quando Samuele era piccolo gli consigliavano di seguire con il dito la lettura ma, a volte, perdeva parole e righe: il filo condotto dal dito si aggrovigliava con le lettere, dando vita a un ghirigoro difficile da dipanare.

Spesso gli veniva indicato cosa doveva raggiungere ma non come arrivare a farlo. Le modalità le ha cercate da solo, sperimentando per trovare metodi adatti, come circondare la riga con fogli bianchi per evidenziare solo alcune parole.

Samuele Gamba versare le proprie emozioni 1
Samuele Gamba versare le proprie emozioni

Versare le proprie emozioni. Un’opera in cui il colore esce, libero, da un contenitore e dai suoi confini al pari delle emozioni, bloccate dalla ricerca di soluzioni alle difficoltà espressive.

Samuele Gamba rompete le righe 1
Samuele Gamba rompete le righe

Rompete le righe. Si tratta di un’esortazione a frantumare schemi e pregiudizi con cui la società inquadra gli individui, senza considerare le loro peculiarità.

Costruire con le parole. Ciò che si realizza dovrebbe portare a un progresso equilibrato. Certe volte manca un tassello nella strada.

Samuele sostiene che ognuno di noi, con la sua unicità, può costituire l’incastro mancante per far avanzare il percorso.

Samuele Gamba © Con fermo viso
Samuele Gamba © Con fermo viso

Con fermo viso. Sono rappresentate tre emozioni: felicità, quando al ragazzo avevano diagnosticato la dislessia, perchè finalmente il suo problema aveva un nome.

Tristezza, perché gli insegnanti non avevano capito esigenze e necessità legate alla dislessia. Rabbia, in cui si è trasformata la tristezza nel momento in cui Samuele non viene compreso e amato per quello che è.

Samuele Gamba © Segnacci rossi
Samuele Gamba © Segnacci rossi

Segnacci rossi. Il ragazzo ha radunato i fogli dei compiti scolastici evidenziando i segni rossi che sottolineavano gli errori come elementi molto marcati e aggressivi, mentre ciò che era corretto passava in secondo piano, segnalando solo la mancanza di impegno dell’alunno.

Samuele Gamba Ri-mani
Samuele Gamba © Ri-mani

Ri-Mani. Mani legate per i polsi da un filo rosso cercano di afferrare lettere sospese per aria, a simboleggiare la voglia di conoscenza che l’impedimento costituito dalla dislessia non blocca.

Un quadro che trasmette l’impotenza e la frustrazione di chi non riesce a cogliere le parole per usarle.

Samuele Gamba Colare le lettere 1
Samuele Gamba Colare le lettere

Colare le lettere. Quando Samuele Gamba doveva leggere, gli sembrava che i caratteri del testo colassero e lo spazio indecifrato lo gettava nello sconforto: la sua speranza era che la maestra dimenticasse di chiamarlo.

Samuele Gamba Colmare le lacune 1
Samuele Gamba Colmare le lacune

Colmare le lacune. Terminato il percorso scolastico, Samuele ha potuto voltare pagina da un cammino frammentario in cui non era stato accompagnato, mettendo ordine e colmando da solo le lacune.

Samuele Gamba tra il normale e l'anormale 1
Samuele Gamba tra il normale e l’anormale

Tra il normale & l’anormale. Samuele ricorda che, se fossimo tutti uguali, il mondo sarebbe monotono.
Spesso chi è dislessico dispone di un’intelligenza superiore alla media ma non riesce a mostrarla.

La dislessia è una caratteristica che, sebbene non accettata da tutti, consente di vedere e descrivere la realtà in maniera diversa e originale.

Sono molte le personalità dislessiche considerate geniali: Leonardo da Vinci, Einstein, Galilei, Darwin, Newton, Marconi, Pasteur, Andersen, Verne, Twain, Hugo, Van Gogh, Disney, Warhol, Raffaello, Michelangelo, Picasso, Mozart, Beethoven, Lennon, Churchill, Napoleone, J.F. Kennedy sono alcuni tra i più noti.

Tra questi anche Jacques Dubochet, premio Nobel per la Chimica 2017 assieme a Frank ed Henderson che, nel proprio curriculum vitae, ha inserito con orgoglio la dislessia al pari dei titoli accademici, con lo scopo di evidenziare una caratteristica empatica che gli consente di comprendere le persone in difficoltà.

Philip Schultz, vincitore del premio Pulitzer nel 2008, ha invece scoperto la dislessia a 58 anni e, nonostate a scuola subisse le azioni dei bulli e la valutazione negativa degli insegnanti, ha perseverato nel sogno di diventare scrittore espresso quando aveva nove anni, dimostrando una notevole forza d’animo.

Ma, quando si è dislessici, non si è consapevoli di vedere il mondo con occhi diversi, e nemmeno importa sapere di avere geniali predecessori: ci si demoralizza e si soffre perché non si è capaci di adeguarsi agli standard considerati “normali”.

Una sofferenza dipinta da Samuele Gamba in un’opera.

Samuele Gamba Perdersi d'animo 1
Samuele Gamba Perdersi d’animo

Perdersi d’animo. Lui ricorda che, a volte, a tutti capita di arrendersi ma, se a farlo è un ragazzo, è un evento grave. Ci si sente isolati, cristallizzati come una goccia che non cade e non vivifica il terreno con la sua linfa preziosa.

Sentirsi soli e credere di non farcela rischia di inaridire i campi fertili senza motivo, smarrendo sementi che non germoglieranno.

Samuele Gamba invita a porre l’attenzione su queste giovani anime affinché non si perdano per strada.

Quando ci si sente diversi e, soprattutto, sbagliati, si è in grado di cambiare ciò che si è?

Una persona può cercare di migliorarsi, continuando a credere in sé stessa anche se gli altri non la sostengono.

Questo è quello che ha fatto Samuele. Ma, con i suoi quadri, lancia anche una richiesta di aiuto diretta non solo agli insegnanti bensì a tutti.

Un invito a mostrare un atteggiamento empatico e gentile. La gentilezza può essere una risposta alle difficoltà dell’interlocutore: tutti, nel corso della vita, hanno attraversato momenti bui in cui l’approccio comprensivo di qualcuno ha addolcito il disagio.

Una parola di rassicurazione e comprensione aiuta, talvolta, a trasformare una difficoltà in potenzialità.

Samuele Gamba ha dimostrato a sé stesso e agli altri che non bisogna fermarsi davanti alle apparenze ma che occorre andare avanti, per ricercare la dimensione in cui realizzarsi, in cui sentirsi “giusto” e non più “diverso”. Ricorda che solo i professori che hanno cercato di capirlo gli hanno trasmesso l’amore e l’interesse per conoscenza e cultura, stimolandolo a imparare.

Non bisogna dimenticare che l’intelligenza è una capacità che non si misura solo con test scolastici: esistono abilità che si esprimono in maniera diversa, per le quali lo psicologo Howard Gardner ha coniato il termine “intelligenze multiple“.

«Occorre far amare scuola e cultura a tutti, anche attraverso gli strumenti opportuni e adeguati. La dislessia, per me, è stata in alcuni casi amica e in altri nemica, spronandomi a tirare fuori il meglio.
Con le mie opere voglio sensibilizzare la gente su cosa sia questo disturbo dell’apprendimento.

L’ho percepita come qualcosa che mi imprigionava, una sorta di non liberazione, e la mia intenzione è studiarla: più la studio e più la conosco, comprendendo che non ha potere su di me. È questo il motivo per cui voglio farla conoscere».

Samuele Gamba, 20 anni.
Artista.

Ecco cosa è diventato oggi.

Una persona consapevole delle proprie capacità e di come esprimerle.

Foto quadri e copertina Samuele Gamba, foto della mostra Paola Iotti