Terra alla Pioggia di Libero Alearno: poesie, parole e cambiamento.

Catturarla, farne fotografia, é la vana pretesa d’ucciderne l’emozione che vive nell’evoluzione e nel perpetuo mutamento. In un vuoto colmato, si rimane colpiti senza possibilità d’opporsi e resistere, niente d’afferrabile o visibile, ma con violenza scava un varco tra le budella, lasciando un’ elevazione che non é propria dell’uomo, ma che diviene “eco” di un’ informazione che non ha “ragione”, neppure scavando tra le righe o tra le note. Poesia e Musica sono il cambiamento, sono l’indipendenza che é la base della libertà dell’individuo. E’ tra le righe bianche, nell’incontro e scontro tra le parole che si trova la musica, così come negli intervalli o negli accenti, si svelano le parole. Poesia e Musica, sono identico respiro, il movimento continuo ch’è rivelazione dell’Anima universale.

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Terra alla Pioggia di Libero Alearno

Terra alla Pioggia di Libero Alearno

Le mie parole, sono semplicemente i “miei scritti”, quello che vivo e che sono. Credo però, che le parole migliori per descrivermi, siano quelle che aprono “Terra alla Pioggia”, che hanno tra le righe il mio passato, il presente ed il futuro.Terra alla Pioggia di Libero Alearno L’espressione è movimento, istinto che prende vita nell’attimo, e non ha fine. È il “se fosse”, nucleo del cambiamento. Non siamo in grado di darle forma, tantomeno di reprimerla. 

 

Le parole negli articoli di Libero Alearno su CaffèBook

Sulla libertà
La libertà è anche e forse soprattutto, l’impegnativo e pericoloso compito di scegliere.
Due sembrano essere le strade ed il tempo non è mai generoso verso le decisioni. La guerra, è dei potenti e per il potere, nasce con le armi e con esse muore. La rivoluzione è del popolo, per il popolo, nasce da una presa di coscienza, dall’emancipazione culturale, dalla volontà d’affermazione di un principio collettivo che è la libertà di essere, e con queste terminano…se si è timorati del Tempo. L’articolo su CaffèBook

 

Sulla poesia
…nulla si aggiunge alla grandezza poetica di Pablo Neruda attribuendo storicità alla frase che sembra abbia rivolto ai militari durante una perquisizione nella sua casa: “Signori, l’unico pericolo qui, è la poesia” . L’articolo su CaffèBook

Contro la mafia (artcolo su Peppino Impastato)
La mafia non cambia, poco conta se tra le dita tiene denaro e non più la lupara, é nel pensiero che si muove palesandosi nell’abuso, nel sovrastare l’altrui dignità e diritto, ma come nella scorciatoia, nell’assenza di meritocrazia, nell’interesse proprio quando questo si scontra con l’interesse comune… Il letame rimane tale e la mafia era e rimane “una montagna di merda”. L’articolo su CaffèBook