Le poesie di Federico García Lorca nascono in Andalusia, lì dove nacque il poeta e dove 38 anni dopo sarebbe stato fucilato.

Federico García Lorca nacque il 5 giugno 1898.

Nella provincia di Granada vicino a un villaggio chiamato Soto de Roma ce n’è uno chiamato Fuente Vaqueros e un altro Asquerosa.

Federico García Lorca nacque Fuente Vaqueros e poco dopo la sua famiglia si trasferì nella città più vicina, cioè ad Asquerosa.

Qui visse la sua infanzia e la sua adolescenza nella quale il paesaggio influenzò i suoi primi versi.

Inizia così la storia di un poeta puro e pulito, con un cuore ampio che ha reso la sua poesia e la sua vita grandiosa, profonda e piena di umanesimo.

Forse era consapevole o forse veggente (non inteso come Rimbaud) del proprio futuro come sa esserlo un poeta.

Così che scrisse:

“Tengo una poesía de abrirse las venas, una poesía evadida ya de la realidad como una emoción donde se refleja todo mi amor por las cosas y mi guasa por las cosas. Amor de morir y burlar de morir.”

(Ho una poesia per aprire le mie vene, una poesia che evade dalla realtà come un’emozione dove si riflette tutto il mio amore per le cose e il mio scherzare per le cose. Amare di morire e burlarmi della morte).

Suo padre, Federico García Rodríguez era un uomo semplice, benestante e intelligente e aveva sposato Vicenta Lorca, un’insegnante tranquilla, discreta, gentile così visse l’infanzia in una casa piena di comprensione e armonia.

Dove nascono le poesie di Federico García Lorca

Nel 1915 la poesia inizia a nascere in García Lorca.

È una poesia intima, da adolescente spinta dal desiderio di creare. I primi scritti che pubblica sono opere in prosa.

Anni dopo si trasferì a Madrid e soggiornò nella famosa Residencia de Estudiantes.

Nella residenza poté incontrare altri giovani intellettuali nelle famose tertulias al caffè del Al Rinconcillo dove, dal 1919 cominciò a frequentare e diventare amico dei più importanti intellettuali del tempo, come Salvador Dalí (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989) e Luis Buñuel.

Si dice che Lorca abbia incoraggiato Dalí a scrivere e che il famoso pittore surrealista abbia fatto lo stesso invitando Lorca a dipingere.

Frequentò anche Juan Ramón Jiménez e quella figliata di scrittori che diede il nome alla Generazione del ’27, come Dámaso Alonso, Gerardo Diego, Luis Cernuda, Vicente Aleixandre e Rafael Alberti, tra gli altri.

Aveva appena compiuto 38 anni quando scoppiò la rivolta di Franco Franco il 17 luglio 1936, in Marocco.

A quel tempo aveva già scritto le sue opere più emblematiche:

le opere teatrali Nozze di sangue (Bodas de Sangre),Yerma e La Casa di Bernarda Alba.

E molte poesie di Federico García Lorca erano già state pubblicate nel:

Poema del Cante jondo, Canciones e Poeta en Nueva York.

Federico García Lorca si definiva “cattolico, comunista, anarchico, libertario, tradizionalista e monarchico”, ma, se credeva in qualcosa, era nella libertà:

“Sulla bandiera della libertà, ho ricamato il più grande amore della mia vita”.

Il 10 giugno 1936 Lorca che aveva manifestato l’intenzione di recarsi in Messico, decise prima del viaggio di andare a Granada, non si sa per quale motivo.

Fece il giro del mondo la notizia dell’arresto di Federico García Lorca.

Secondo le notizie, il poeta era stato scoperto a casa di un amico ed era in prigione.

Non si seppe mai, se per errore, per vendetta personale o per ragioni politiche, e nonostante le molti voci che si alzarono in suo aiuto perché fu fucilato né dove si trovasse il suo corpo.

Tornò a camminare, nelle prime ore di quel mattino, attraverso quei campi che decenni prima gli avevano regalato tanti momenti felici con gli amici e i fratelli.

Lì, tra la terra e la polvere, il suo corpo cadde senza vita dopo l’esecuzione il 18 agosto del 1936 (il 19 agosto secondo altre fonti).

3 poesie di Federico García Lorca

El poeta habla por teléfono con el amor

Tu voz regó la duna de mi pecho
en la dulce cabina de madera.
Por el sur de mis pies fue primavera
y al norte de mi frente flor de helecho.

Pino de luz por el espacio estrecho
cantó sin alborada y sementera
y mi llanto prendió por vez primera
coronas de esperanza por el techo.

Dulce y lejana voz por mí vertida.
Dulce y lejana voz por mí gustada.
Lejana y dulce voz amortecida.

Lejana como oscura corza herida.
Dulce como un sollozo en la nevada.
¡Lejana y dulce en tuétano metida!

Il poeta parla al telefono con il suo amore

La tua voce irrigò la duna del mio petto
nella dolce cabina di legno.
A sud dei miei piedi fu primavera
al nord della mia fronte, fiore di felce.

Pino di luce nello spazio angusto
cantò senza alba e semina,
e il mio pianto catturò per la prima volta
corone di speranza attraverso il tetto.

Dolce e lontana voce per me versata.
Dolce e lontana voce da me gustata.
Lontana e dolce voce attenuata.
Lontana mangia opaca capriola ferita.
Dolce come un singhiozzo nella neve.
Lontana e dolce nel midollo iniettata!

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Poesie di di Federico García Lorca:

testo e immagine di Il poeta parla al telefono con il suo amore

testo e immagine Il poeta parla al telefono con il suo amore
Il poeta parla al telefono con il suo amore, poesie di Federico García Lorca

Llagas de amor

Esta luz, este fuego que devora.
Este paisaje gris que me rodea.
Este dolor por una sola idea.
Esta angustia de cielo, mundo y hora.

Este llanto de sangre que decora
lira sin pulso ya, lúbrica tea.
Este peso del mar que me golpea.
Este alacrán que por mi pecho mora.

Son guirnalda de amor, cama de herido,
donde sin sueño, sueño tu presencia
entre las ruinas de mi pecho hundido.

Y aunque busco la cumbre de prudencia
me da tu corazón valle tendido
con cicuta y pasión de amarga ciencia.

Piaghe d’amore

La luce, questo fuoco che divora.
Questo paesaggio grigio che m’attornia.
Questa pena per una sola idea.
Quest’angoscia di cielo, terra e d’ora.

Questo pianto di sangue che decora
lira senza timbro, torcia senza presa.
Questo peso del mare che mi percuote.
Questo scorpione che nel mio petto attende.

Ghirlanda d’amore, letto di ferito,
dove insonne, sogno la tua presenza
dentro le rovine del mio petto abbattuto;

e se ricerco una vetta di prudenza
il tuo cuore mi dà una valle densa
di cicuta e passione d’aspra scienza.

Alba

Mi corazón oprimido
siente junto a la alborada
el dolor de sus amores
y el sueño de las distancias.

La luz de la aurora lleva
semillero de nostalgias
y la tristeza sin ojos
de la médula del alma.

La gran tumba de la noche
su negro velo levanta
para ocultar con el día
la inmensa cumbre estrellada.

¡Qué haré yo sobre estos campos
cogiendo nidos y ramas,
rodeado de la aurora
y llena de noche el alma!
¡Qué haré si tienes tus ojos
muertos a las luces claras
y no ha de sentir mi carne
el calor de tus miradas!

¿Por qué te perdí por siempre
en aquella tarde clara?
Hoy mi pecho está reseco
como una estrella apagada.

Alba

Il mio cuore oppresso
sente con l’alba
la pena d’amore
e il sogno della distanza.

La luce dell’aurora porta
un vivaio di nostalgie
e la tristezza senza occhi
del midollo dell’anima.

La gran tomba della notte
stende il suo nero velo
per nascondere col giorno
l’immensa volta stellata.

Che farò in questi campi,
cogliendo nidi e rami,
circondato dall’aurora
e pieno di notte l’anima!
Che farò se i tuoi occhi
sono morti a¡nella luce
e la mia carne non può sentire
il calore dei tuoi sguardi!

Perché ti ho perduta per sempre
in quella chiara sera?
Oggi il mio cuore è arido
come una stella spenta.

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