Sicuramente molti ricorderanno le immagini di Peter il Coniglio e le sue storie ambientate in luoghi incantati con animali che parlano e vestono abiti umani.


Sono invece meno quelli che conoscono il nome dell’autrice:

Helen Beatrix Potter.

 

La sua è una storia decisamente affascinante:

una donna che nella società vittoriana dell’Ottocento insegue e realizza un sogno scontrandosi con la famiglia, le convenzioni e il fato, spinta da un inesauribile trasporto per la natura, gli animali, la scrittura e la pittura.

Le sue favole hanno venduto più di ottanta milioni di copie e sono state tradotte in trentacinque lingue.

Rimango sempre colpita dalle persone che agiscono motivate non dalla brama di raggiungere la notorietà ma dall’autentica passione, assorbite dal gesto effettuato per puro diletto… l’intensità che traspongono nell’azione fa sì che le loro opere arrivino al pubblico trasmettendo un’energia che è la causa del loro successo.


Beatrix Potter è nata nel 1866 in una ricchissima famiglia che viveva di rendita,

trascorre l’infanzia in compagnia di numerosi animali domestici tra cui gatti, cani, salamandre, rane, furetti e soprattutto conigli, che osserva e disegna.

Trascorreva le vacanze estive in Scozia e in Inghilterra nel Distretto dei Laghi, una regione incantevole già luogo preferito dei poeti romantici Wordsworth e Coleridge.


Beatrix amava dipingere ad acquerello:

ritraeva anche insetti, fossili, reperti archeologici e funghi.

La ragazzina accompagnava le illustrazioni di animali con testi di favole che regalava ai figli della governante Noel Moore. Le piaceva far sorridere i bambini, soprattutto quelli che avevano ragioni per essere tristi:

la malattia di uno di loro fu l’occasione per inventare le prime storie di Peter Rabbit.

Noel svolse un ruolo importante perché fu proprio lei a suggerire che le lettere che le contenevano sarebbero potute diventare libri per bambini.

Beatrix Potter  libro Peter Rabbit

Beatrix Potter: libro di disegni 

Beautrix Potter,  disegni dei funghi

Gli interessi della ragazza si concentrano sulla natura e in particolare sui funghi.

Durante le vacanze in Scozia fece amicizia con il postino, Charlie McIntosh, con cui condivideva l’interesse per i miceti. Lei possedeva un microscopio e talento per disegno e osservazione, lui l’abilità per sapere dove nascevano i funghi.

Così l’uomo li raccoglieva e li spediva a Londra e lei li disegnava in doppia copia, una per sé e una per l’amico.


Questi dipinti, assai dettagliati e scientificamente corretti, sono ancora usati per l’identificazione di molti funghi.

Per far trascorrere un inverno straordinariamente lungo Beatrix fece germinare le spore di una particolare specie (impresa riuscita solo a un paio di scienziati in laboratorio) e ideò una teoria sui licheni, definendoli una simbiosi tra alga e fungo.

Ci azzeccò in pieno: in quel periodo erano pochi i naturalisti ad averlo scoperto.


Beatrix provò inutilmente, per decine di anni, a interessare la Royal Society e la Linnean Society con le sue teorie.

Analogamente a Mary Anning, paleontologa britannica dei primi dell’Ottocento, la condizione di donna costituì un impedimento insuperabile per gli altezzosi e rigidi uomini al vertice di quegli esclusivi enti.

La Royal Society rifiuterà di pubblicare la raccolta di 270 acquerelli sui funghi, così come è rigettata la richiesta sostenuta da uno zio d’inserirla come studentessa presso i rinomati Royal Botanic Gardens di Kew.

Delusa da questo atteggiamento, come pure dalla famiglia che riconosceva solo il ruolo femminile di moglie e madre scoraggiandone il desiderio di proseguire gli studi, decise nel 1901 di pubblicare a proprie speseThe Tale of Peter Rabbit” in 250 copie per conseguire indipendenza economica ed emotiva dai genitori.

Uno di questi volumi raggiunse la scrivania di Norman Warne, proprietario di una Casa Editrice, che diede alle stampe il racconto:

nel 1902 ne vengono vendute 28.000 copie e Beatrix aggiunge altre storie, conquistando ben presto l’autonomia agognata.

 

Beatrix Potter disegno con animali

Beatrix Potter: disegno

Per noi è normale vedere nelle librerie per bambini immagini di animali vestiti che svolgono attività umane ma in epoca vittoriana antropomorfizzare le bestie non era visto di buon occhio:

è sufficiente pensare a come venne accolta la teoria di Charles Darwin e alle spietate vignette che gli vennero rivolte.


Beatrix all’inizio fece molta fatica a pubblicare i suoi personaggi e tale modernità deve essere colta e apprezzata.

Scelse anche un “piccolo” formato per i volumi destinati ai giovani lettori, dimostrando di essere innovativa e di sapersi mettere nei panni del pubblico a cui voleva arrivare.

Oggi lo chiameremmo marketing in the book.

Inoltre creò numerosi gadget come pupazzi dei personaggi, giochi da tavolo, coperte e oggetti vari.


Nelle sue opere testo e disegno si completano a vicenda e dove non arrivano le parole ci pensa l’elemento grafico. Le narrazioni sono semplici e includono filastrocche, indovinelli e canzoncine che rallegrano l’atmosfera.

 

A differenza dei favolisti greci e romani Beatrix non vuole dare a ogni costo una morale ma racconta semplici storie di famiglie ed è spesso ironica: si posiziona dalla parte del più debole, rifiutando molti dei valori vittoriani che lei stessa non condivideva.

Le trame risultano affascinanti per le piccole ma grandi avventure che spezzano la monotonia della vita quotidiana. In realtà un messaggio esiste anche qui: l’obbedienza verso gli adulti, la solidarietà tra amici e familiari, il rispetto per le leggi della natura.

Proprio la passione per la natura si è rivelato un filo conduttore fino al termine dell’esistenza dell’autrice, costituendo una ragione per superare le sofferenze personali.

 

Beatrix Potter e Peter Rabbit

Dopo aver raggiunto l’indipendenza economica la Potter cominciò a frequentare il suo editore nel 1905, incontrando la ferma opposizione della famiglia che non tollerava una persona che si manteneva con i proventi del lavoro personale.

Beatrix si fidanzò ugualmente con lui ma, nonostante la rottura con i genitori, non riesce a sposarsi perché Norman si ammala di leucemia fulminante e muore nel giro di poche settimane.

La Potter decide di comprare una tenuta nel Lake District dove andava in vacanza, Hill Top Farm a Near Sawrey, e s’immerge nell’energia rasserenante del posto, dando respiro alle ferite dell’anima.


Le fattorie dei terreni limitrofi subivano il fenomeno dell’abbandono e lei, per preservare l’ambiente, le tradizioni e la cultura rurale dalle trasformazioni dell’era moderna, s’impegnò nella salvaguardia del territorio acquistando, nel corso del tempo, diverse proprietà adiacenti e il relativo bestiame, permettendo ai contadini di proseguire l’abituale gestione agricola e allevatoriale.

Si dedicò anche alla varietà autoctona di pecora chiamata Herdwich.

Quando il National Trust for Places of Historic Interest and Natural Beauty iniziò a interessarsi alla zona si rivolse alla Potter perché considerata tra i maggiori esperti delle questioni locali.


Si sposò nel 1913 con l’avvocato William Heelis con cui condivise la battaglia per la tutela del Lake District.

Negli ultimi scritti manifesta paura per la minaccia della seconda guerra mondiale alle porte, sottolineando il pericolo della modernità che può annientare la natura. Alla sua morte, nel 1943, lascerà tutte le terre al National Trust:

oggi costituiscono gran parte dell’area naturale protetta del Lake District National Park e la sua abitazione è diventata un museo.

Le storie e i disegni di Beatrix Potter insegnano molto:

il piacere di una lettura semplice creata per grandi e piccini, la bellezza di un mondo nascosto e naturale a cui l’uomo non sempre presta attenzione, l’importanza della fantasia e dell’innocenza, non solo quando si è bambini ma anche da adulti, e infine l’amore per gli animali che meglio degli uomini incarnano valori e sentimenti autentici.


Vorrei ricordare una sua frase da cui si può cogliere la profondità con cui si distinguono i personaggi autorevoli che lasciano un segno nel mondo: “Credi in un grande potere che lavora in silenzio per il bene di tutte le cose, comportati bene e non ti curare del resto.