La grafia di Maurizio Costanzo, una vita e una firma eclettiche

Analisi grafologica della grafia di Maurizio Costanzo:

oltre ad una breve biografia l’analisi della firma del noto giornalista e conduttore televisivo.

Giornalista, conduttore televisivo e radiofonico, autore televisivo, regista e sceneggiatore nasce il 28 agosto del 1938 a Pescara.

Figlio di un impiegato al Ministero dei Trasporti e di una casalinga, fin da ragazzino ha le idee chiare in testa:

vuole occuparsi della carta stampata nelle sue molteplici sfaccettature…

A soli diciotto anni mette piede per la prima volta nella redazione del giornale Paese Sera e l’anno dopo è redattore al Corriere Mercantile.

Bruciando poi letteralmente le tappe diventa a soli 22 anni responsabile della redazione romana del settimanale Grazia.

Maurizio Costanzo da giovane

Maurizio Costanzo da giovane
Maurizio Costanzo da giovane

Un personaggio eclettico che durante la sua longeva carriera si è contraddistinto anche nel mondo dello spettacolo come autore di brani musicali (Se telefonando, interpretato da Mina è suo), paroliere, sceneggiatore di film e scrittore.

Oggi a 81 anni è ancora senza alcun dubbio uno dei più importanti e influenti personaggi della storia della televisione italiana.

Una vita ricca di soddisfazioni professionali, oggi conosciuto per essere il marito di Maria De Filippi, è stato in passato anche protagonista di diverse storie d’amore.

Convola a nozze a 25 anni con Lori Sammartino che ha 14 anni più di lui ma subito dopo si innamora della segretaria della Mondadori facendo naufragare il matrimonio.

In seguito, conosce Flaminia Morandi, una giornalista, la quale, lascia il coniuge Alberto Michelini per intraprendere una relazione con Maurizio. I due si sposano nel 1973 in Comune e hanno due figli insieme: Camilla e Saverio.

Nel 1983, inizia una storia d’amore che dura tre anni con l’attrice Simona Izzo.

Arriva poi il terzo matrimonio lampo con Marta Flavi che dura solo un anno Dopo tutto questo trambusto sentimentale, Maurizio incontra Maria De Filippi, alla quale propone di diventare la sua assistente: i due si sposano nel 1995 al Comune di Roma e da allora non si sono più lasciati.

La grafia di Maurizio Costanzo: la firma

Abbiamo sottolineato più volte come una sola firma non sia sufficiente per fare un ritratto grafologico di personalità.

La grafia di Maurizio Costanzo la firma

Vogliamo in questa sede fare però alcune considerazioni in merito al significato che assume l’atto di tracciare il nostro autografo e a quali e quanti siano gli aspetti emotivi che si scatenano sia a livello conscio, ma soprattutto inconscio nel momento in cui la traccia grafica prende corpo sul foglio.

Firmare è insieme l’espressione dell’io nella sua identificazione più profonda, e nello stesso tempo rappresentativa dell’io sociale, dell’immagine di sé che più o meno consciamente il soggetto scrivente desidera trasmettere agli altri.

Dalla firma all’analisi grafologica della grafia di Maurizio Costanzo

Dalla firma all'analisi grafologica della grafia di Maurizio Costanzo
Dalla firma all’analisi grafologica della grafia di Maurizio Costanzo

Apporla significa inoltre assumersi delle responsabilità, convalidare un documento, lasciare una propria impronta. La firma è espressione del sentimento che ognuno ha del proprio valore, di un’immagine sociale e professionale, della quantità di energia di cui lo scrivente dispone.

Il grafologo osserva e analizza diversi aspetti. Innanzitutto la leggibilità o meno, poi come vengono trattati il nome e il cognome, a seguire la posizione, la dimensione e l’omogeneità rispetto al testo, e infine se vi sono dei supplementi, come per esempio delle sottolineature o dei paraffi o comunque degli elementi aggiuntivi.

Nell’autografo di Maurizio Costanzo, dalle forme aperte e allargate, che ci parlano di curiosità e di capacità di riflessione, salta subito all’occhio come esso sia semplice, piuttosto sobrio, illeggibile e incompiuto. Il nome risulta decisamente più valorizzato del cognome, che possiamo definire, usando un termine tecnico, “gettato via”.

Questo modo di trattare la propria firma rivela come sia più importante e presente la parte relativa alla propria infanzia, alla figura materna, mentre esprime una presa di distanza dalla propria discendenza, dal proprio casato, dalla figura paterna, quasi a voler sottolineare che nella vita tutto ciò che ha raggiunto lo deve soprattutto solo a se stesso.

Leggi anche: 11 scrittori visti attraverso la grafologia. Foto della grafia diBarbara Taglioni.

Elaborazioni immagini CaffèBook. Fotografia di Maurizio Costanzo da Wikipedia.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.