Francesco Schettino L’inflazione del narcisismo

Francesco Schettino, oggi 61 anni ex comandante della Costa Concordia, è in carcere per scontare la pena di omicidio plurimo colposo per negligenza per la morte di 32 persone e il ferimento di oltre 150, nel naufragio del 13 gennaio 2012.

Analisi grafologica della grafia di Francesco Schettino.

A dieci anni da quei tragici eventi abbiamo voluto indagare l’uomo, quello che in questi ultimi anni non ha mai reso alcuna intervista né rilasciato alcuna dichiarazione.
Nato in una famiglia di navigatori di Meta di Sorrento, ha sempre avuto una vita legata al mare fino alla tragedia che lo ha visto protagonista.

Nulla trapela dalla fitta riservatezza che lo caratterizza, se non che sembra avere tenuto fino ad oggi una condotta irreprensibile all’interno della prigione e che trascorre il tempo che gli rimane da scontare leggendo molti libri.
Il documento in esame è in copia e datato 2008, prima quindi del disastro.

Addentrandoci tra le righe della sua grafia, rimaniamo immediatamente colpiti dall’esuberante occupazione spaziale, dalle sottolineature, dalle maiuscole grandiose che dilagano, svolazzano e si arrotolano, creando confusione e intrichi tra le righe.

Analisi grafologica della firma di Francesco Schettino

Analisi grafologica della firma di Francesco Schettino
Analisi grafologica della firma di Francesco Schettino

Lo stupore massimo dell’osservatore si concretizza nell’esaminare la Firma, che ricorda gli antichi sigilli notarili, rimarcando il desiderio di stupire, di accentuare e cercare di soddisfare un ego a dir poco smisurato.

L’evidente narcisismo che trasuda da queste poche righe riporta la mente a un particolare disturbo, la sindrome Hubris.
Si tratta di un disordine descritto da Lord David Owen (House of Lords, London) e Jonathan Davidson (Department of psychiatry and behavioural sciences, Duke University
Medical Center, Durham) sulla rivista “Brain a journal of neurology”.

Il quadro clinico è simile a quello di altri tre disturbi della personalità: quello narcisistico, l'istrionico e l'antisociale.

Questa sindrome viene descritta come caratterizzata da comportamenti arroganti e ispirati a presunzione, che si accompagnano ad una preoccupazione maniacale per la propria immagine.

In alcune aziende americane chi ne è affetto è stato ironicamente denominato “serpente in giacca e cravatta”.
Secondo gli psicologi il quadro mentale si presenta il più delle volte nelle persone che gestiscono il potere, specie se ciò si protrae nel tempo e se al potere si aggiunge il successo può dar luogo a una vera e propria intossicazione.

Analisi grafologica della grafia di Francesco Schettino
Analisi grafologica della grafia di Francesco Schettino

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Sempre secondo alcune analisi psicologiche si è evinto che alcune personalità note a livello mediatico si avvicinano molto a tale quadro o sindrome, tra questi: David Lloyd George, Neville Chamberlain, Margaret Thatcher e Tony Blair, Donald Trump, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, e non solo…

I soggetti che ne soffrono perdono il contatto con la realtà, seguono un impulso imprudente e nervoso che alla fine conduce all'incompetenza.

Le corrispondenze caratteriali suggerite dai segni grafici di Schettino, si rispecchiano perfettamente in questo quadro clinico.

Le forme, grandi gonfie, inanellate e il movimento effervescente corrispondono in maniera simmetrica al temperamento dei sanguigni di Ippocrate, qui disturbate inoltre da alcune esagerazioni, dilatazioni, complicazioni e artificiosità.

Siamo di fronte a un soggetto desideroso di produrre effetto, che ama ostentare un io sociale esigente e ambizioso.

Fattori certamente motivanti verso il raggiungimento dei propri obiettivi, che lasciano però intuire un latente senso di inferiorità. Un uomo abile nei rapporti, autoritario, dotato di savoir-faire, caparbio, calcolatore, egocentricamente avido, bisognoso di riconoscimento, capace di dissimulare i propri conflitti interiori.

Francesco Schettino è stato probabilmente accecato da questo suo modo di essere perdendo di vista la responsabilità del ruolo che ricopriva e ha commesso dei gravi errori che lo hanno portato ad essere condannato in tutti i tre gradi di giudizio alla reclusione in carcere.

Viene spontaneo domandarsi se la prigionia ormai quasi giunta al termine abbia in qualche modo influito sulla sua personalità, se in qualche modo, in questi lunghi anni, abbia smussato il suo egocentrismo a favore di una maggiore umiltà e consapevolezza.
Diceva Voltaire che “la scrittura è la pittura della voce”.

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Dunque oltre a raccontare molto di un soggetto scrivente, riflette ogni suo mutamento e allora vogliamo ribadire l’importanza dell’analisi grafologica nella selezione del personale, soprattutto per le figure apicali, per coloro che hanno la responsabilità e il potere di decidere il destino del prossimo.


Chissà se la scrittura dell’ex comandante della Costa Concordia in questi 10 anni ha subito dei cambiamenti...Sarebbe davvero interessante avere un suo campione di grafia attuale per un nuovo viaggio tra le righe alla ricerca ci auguriamo di un nuovo Francesco Schettino.