Sebbene sia chiamato commercialmente grano, non è dal punto di vista scientifico un cereale e non contiene glutine. L’aggettivo “saraceno” indica forse l’introduzione in Occidente da parte dei mercanti saraceni.

Evoca piatti prelibati, come le galettes bretoni o i pizzoccheri della Valtellina.

Ingrediente medioevale per eccellenza, dato che in quest’epoca ebbe grande diffusione dall’Europa alla Cina, è un alimento da riscoprire ed è una risorsa per la salute nella stagione fredda.

Indicato con il nome latino di Polygonum fagopyrum L., il grano saraceno appartiene alla famiglia delle Poligonacee.

Fiore grano saraceno
Fiore grano saraceno

Vanta una remota origine nell’Asia centrale (in particolare in Siberia) e si adatta bene ai climi rigidi. Il fusto reca foglioline triangolari e infiorescenze biancastre.

I suoi chicchi poliedrici, ovvero gli acheni trigoni, riprendono l’elemento triangolare che così bene s’adatta alle triadi celtiche, che si ritrova anche nei semi di faggio – per questo il riferimento nella denominazione latina – e che lo ha reso gradito presso le popolazioni con tale ascendenza.

È ricco di amminoacidi e quindi di proteine;

contiene grassi, che ne rendono consigliabile il consumo invernale, e amidi.

È apprezzabile come apportatore di fattori vitaminici P (chiamati anche C2, perché sinergici della vitamina C nel combattere lo scorbuto) ed è un concentrato di sali minerali:

fosforo, magnesio e, soprattutto, calcio.

Infine, ha come costituente la rutina, sostanza che protegge il sistema vascolare e giova in caso di fragilità capillare e per i vasi sanguigni in genere.

Chicchi di grano saraceno
Chicchi di grano saraceno

Si possono macinare i chicchi, per cucinare con la farina così ricavata primi piatti nutrienti o dolci dal sapore antico.

Ciò non toglie che sia ottimo anche mangiato in grani, un po’ come se fossero lenticchie, sebbene richieda una preparazione più elaborata.

Occorre, infatti, lavare accuratamente i chicchi. Essi vanno tenuti in ammollo in acqua fredda per un paio di giorni, cambiandola spesso sino ad ottenerla limpida e priva delle scorie affioranti in superficie.
Volete provarlo così?

Ecco la ricetta di un piatto unico semplice ma salutare, saporito e sostanzioso.

La ricetta del Tortino di Grano Saraceno

La ricetta del Tortino di Grano Saraceno
La ricetta del Tortino di Grano Saraceno

Ingredienti (dosi per 4-6 persone)

  • 300 grammi di grano saraceno in chicchi;
  • 100 grammi di parmigiano grattugiato;
  • 80 grammi di fontina anch’essa grattugiata;
  • 3 uova freschissime;
  • 1 cipolla media;
  • 1 grosso peperone rosso;
  • 1 bella melanzana;
  • 2 spicchi d’aglio;
  • tre quarti di litro di brodo di verdura;
  • un paio di cucchiai d’olio;
  • qualche rametto di serpillo e di maggiorana;
  • sale e, volendo, pepe q. b.

Preparazione Tortino di Grano Saraceno

Dopo averli lavati, pestate nel mortaio i chicchi di grano saraceno, rompendoli senza sminuzzarli eccessivamente. Fateli poi gonfiare per due o tre ore nel brodo vegetale.

Nel frattempo, preparate il peperone e la melanzana. Il primo dovrà essere cotto nel forno per poterlo spellare più facilmente.

Evitate comunque che diventi troppo mollo. La seconda verrà tagliata in senso longitudinale e grigliata sulla piastra.

Mondate e affettate la cipolla. Fatela quindi saltare in pochissimo olio, insieme con l’aglio tritato, affinché colorisca.

Aggiungetela al grano saraceno e fate cuocere il tutto nel brodo di verdura per 20-25 minuti, mantenendo la fiamma dolce.

Mescolate di tanto in tanto e badate che il brodo venga completamente assorbito.

Trasferite il grano saraceno in una ciotola capiente e unitevi i tuorli d’uovo (avrete serbato da parte gli albumi), il peperone privato dei semi, sbucciato e tagliato a dadini, la melanzana grigliata fatta a striscette, sale, pepe, maggiorana e serpillo.

Mescolate con cura. A parte, montate le chiare a neve ben ferma e incorporatele nel composto delicatamente, affinché non smontino.

Scaldate il forno, portandolo alla temperatura di 200° C.

Ungete una pirofila e versatevi l’impasto. Cospargetelo con i due tipi di formaggio grattugiato setacciati insieme e fate cuocere per circa mezz’ora.

Servite il tortino assolutamente caldo.

Una maschera al grano saraceno di bellezza per pelli delicate

Dopo aver apprezzato le virtù del grano saraceno con le papille gustative, è doveroso citarne anche la validità come rimedio cosmetico.

Ha la stessa azione nutriente sia in uso interno sia in applicazione esterna. Ne traggono quindi beneficio le pelli un po’ devitalizzate.

Inoltre, la presenza di rutina giova alle epidermidi delicate, fragili e con tendenza alla couperose.

La maschera che vi consigliamo è facilissima da preparare.

Basta sciogliere un cucchiaio colmo di farina di grano saraceno (possibilmente macinata al momento) in poco infuso concentrato di camomilla.

Ottenuta la consistenza di una pappina, si aggiungeranno ancora un cucchiaino di miele d’acacia e qualche goccia di latte.

La maschera va tenuta in posa per una ventina di minuti e sciacquata via con abbondante acqua fredda.

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