Due quadri di Gustave Caillebotte, impressioni guardando le strade di Parigi

Gustave Caillebotte (Parigi, 19 agosto 1848 – Gennevilliers, 21 febbraio 1894) visse a pieno l’esperienza pittorica degli impressionisti che erano apparsi alla fine degli anni ’70 per far esplodere l’arte stabilita.

Parigi non era più il noioso e oscuro territorio medievale dei suoi genitori. Ora era tinto di luce e pieno di novità sorprendenti ed eccitanti, come la fotografia o l’illuminazione stradale (la Ville Lumière). E i suoi viali erano pieni di vita anche quando pioveva, anche se, a volte, frettolosa e solitaria.

Certo Gustave Caillebotte, benestante di famiglia, rimaneva un po’ fuori dagli schemi degli altri pittori impressionisti spesso interpreti, a modo loro, della ribellione nell’arte.

Non pareva aleggiare attorno a lui quello spirito maledetto lasciato in eredità da Charles Baudelaire e Paul Marie Verlaine né tanto meno quella consapevolezza del fin de siècle che si sarebbe respirato poi a Parigi.

Certo Gustave Caillebotte era un po’ stanco dei vecchi schemi e, complice la sua passione per la fotografia, iniziò a trasformare i suoi dipinti in audaci fotogrammi, istantanee dalle innovative inquadrature della vita reale.

Magari era rimasto incantato anche da quelle strane stampe giapponesi che circolavano nei luoghi più underground e che vennero distribuite anche da Charles Baudelaire, ancora lui…

Questo sacrilegio lo portò a essere respinto dalla vecchia arte ufficiale (come succede sempre con ogni nuovo movimento minaccioso) e a cercare intese con gli artisti rinnegati per eccellenza del momento, come Renoir o Monet, quegli impressionisti di cui sarebbe diventato anche collezionista e sostenitore.

Partecipò, nel 1874, alla prima mostra del movimento tenutasi in quell’anno nello studio del fotografo Nadar.

Due quadri di Gustave Caillebotte: Strada di Parigi in un giorno di pioggia

Due quadri di Gustave Caillebotte: Strada di Parigi in un giorno di pioggia
Strada di Parigi in un giorno di pioggia

Anche così, senza la stessa passione artistica, si può vedere nell’artista nel dipinto Strada di Parigi in un giorno di pioggia il suo talento e originalità.

Conservando il suo realismo iniziale, che cattura perfettamente la prospettiva profonda, gli atteggiamenti dei parigini del tempo e l’effetto dell’acqua nella place de Dublin.

Due quadri di Gustave Caillebotte: Giovane alla finestra

René Caillebotte, il fratello del pittore, è il Giovane alla finestra affacciato nella casa di famiglia al numero 77 in rue de Miromesnil.

Due quadri di Gustave Caillebotte: Giovane alla finestra
Giovane alla finestra

Gustave convinse il fratello a posare. Era ancora uno studente giovane e pieno di speranza nella pittura e questo diventa un esercizio (eccezionale) di prospettiva e realismo urbano.

Sentiamo echi del Il Viandante sul mare di nebbia (Der Wanderer über dem Nebelmeer) di Friedrich, ma qui il protagonista non guarda la natura. Guarda la Parigi di fine Ottocento, che era in piena ebollizione artistica.

Lo stesso Emile Zola rimase impressionato dalla tecnica di questo dipinto in cui il contrasto luminoso tra interno ed esterno e il realismo dei dettagli, come il riflesso del vetro o i dettagli del tappeto, sorprende chiunque.

Gustave Caillebotte era indubbiamente un ragazzo con un grande talento, un mecenate dell’arte e non sorprende che all’indomani della sua morte, avvenuta il 21 febbraio 1894, Camille Pisarro avrebbe scritto: “… ecco una persona che possiamo rimpiangere, è stato buono e generoso e, ciò che non guasta, un pittore di talento” mentre Claude Monet avrebbe ricordato che: “… aveva tanti doni naturali quanto buoni sentimenti e, quando l’abbiamo perso, era appena all’inizio della sua carriera”.

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