Beau Brummell, il più famoso dandy della storia

Fu il più famoso dandy della storia, George Beau Brummell, ma morì povero, sporco e folle in un umile pensione a Caen dopo aver insegnato un nuovo modo di vestirsi, e una nuova idea di eleganza, agli uomini della sua epoca.

Beau Brummell, il dandy
Beau Brummell

Brummell nacque a Londra nel 1778 in una famiglia borghese in cui il padre, William Brummell, lavorava come segretario del conte di Guilford (Lord Frederick North, che era stato primo ministro) prima di diventare governatore della contea di Berkshire.

Pertanto, godette di una buona situazione economica che gli permise di essere educato a Eton, una delle scuole inglesi più prestigiose che ebbe fra i suoi banchi allievi come: il Duca di Wellington, i politici William Pitt, Robert Walpole e Arthur Ponsonby, gli scrittori Horace Walpole, George Orwell e Ian Fleming e i poeti Percy Bysshe Shelley e Heathcote Williams.

Proseguì i propri studi all’Università di Oxford, dove divenne famoso tanto per le sue opinioni sulla moda come per il suo senso dello humor.

George Beau Brummell iniziò la carriera militare nel Decimo degli Ussari congedandosi come tenente nel 1795, quasi nello stesso periodo in cui suo padre morì lasciandogli un terzo della proprietà (il resto finì ai parenti).

George Beau Brummell e il Principe di Galles

Quel denaro disponibile gli fece rapidamente comprendere quanto fosse incompatibile con il servizio militare, così lasciò il reggimento non prima di essere entrato nelle grazie di Giorgio Augusto Federico, figlio primogenito di re Giorgio III e quindi Principe di Galles.

Se fu certo che il futuro Giorgio IV di Hannover agì come protettore dei successi di Beau Brummell, fu altrettanto vero l’opposto, innegabile risultò l’influenza di Brummell sul regnante.

Il risultato fu che l’erede al trono ebbe una vita piuttosto stravagante che gli fece guadagnare l’appellativo di First Gentleman insieme alle molte amanti e ai molti debiti che giunsero ad irritare il padre.

Il fatto è che Brummell decise di dimettersi dalla sua posizione nel Decimo degli Ussari dopo aver appreso che sarebbe stato trasferito da Londra a Manchester, una città industriale che considerava priva di cultura ed eleganza.

Voleva continuare a vivere nella capitale e le trentamila sterline che aveva ricevuto dal suo defunto padre lo resero possibile.

Contava anche sull’amicizia del principe di Galles, grazie al quale il suo nome divenne ben presto noto in circoli sociali benestanti per essere considerato l’arbitro dell’eleganza in Inghilterra.

Egli, infatti, aveva già adottato uno stile molto preciso che rompeva con il modo di vestirsi in vigore fino ad allora.

Beau Brummell, lo stile

Beau Brummell, il più famoso dandy della storia, lo stileL’eleganza per Beau Brummell era la cravatta o il foulard e i pantaloni lunghi e le giacche da frac e tutto con colori sobri, il blu spesso, al posto delle policromie che si utilizzavano allora anche nel vestiario maschile.

Il cambiamento non era solo nei colori o nel vestiario, ma anche nelle abitudini: non usava le parrucche e si lavava spesso (al contrario dell’abitudine dell’epoca) bandendo così i profumi per coprire gli odori.

L’igiene personale divenne importante in tutti i suoi aspetti: dalla rasatura perfetta alla pulizia dei denti rimaneva un po’ di eccentricità nel bagno (tutti i giorni) nel quale preferiva usare il latte al posto dell’acqua in modo… cleopatriano potremmo dire.

Una leggenda vuole che Beau Brummell abbia passato un’intera mattinata a curare il proprio aspetto raggiungendo la “raffinatezza” di usare lo champagne per lustrarsi le scarpe.

Nel frattempo, risiedeva nel quartiere distinto di Mayfair, evitando, almeno all’inizio, le feste notturne di cui il Principe di Galles, invece, era così dipendente.

Per questo motivo era solito richiamare l’attenzione di Giorgio Augusto Federico, perché la reciproca relazione era talmente fiduciosa da dispensare il formalismo e Brummell non solo lo chiamava Prinny, ma lo considerava vittima preferita di crudeli dardi verbali per la sua incontinenza.

Beau Brummell non aveva una professione; nemmeno qualcosa che gli avrebbe dato un reddito minimo come avrebbero fatto altri famosi dandy come di Lord Byron, Baudelaire o Wilde (che diresse il giornale The Woman’s World), così che il suo conto corrente cominciò ad esaurirsi senza controllo.

Spendeva molti soldi per i vestiti dichiarando che un uomo con certi mezzi dovrebbe dedicare circa ottocento sterline all’anno al suo guardaroba, una cifra astronomica per l’epoca che oggi corrisponderebbe a circa sessanta mila euro.

A questo si era presto aggiunto il suo interesse al gioco, un’attività che rientrava nel suo canone estetico e che finì per rovinarlo.

Beau Brummell, la fine di un dandy

Beau Brummell dandy 2Resisteva grazie al credito di cui godeva ma un incidente nell’estate del 1813 con il Principe di Galles lo fece precipitare in disgrazia.

Una sua battuta sull’erede al trono spinse il futuro Giorgio IV a rompere definitivamente il rapporto con il suo vecchio compagno e tutta l’alta società lo seguì.

Beau Brummell fu condannato a un ostracismo sociale che era la cosa peggiore che potesse capitare a qualcuno che dipendesse proprio dalla popolarità per poter vivere.

Fu aiutato dagli amici, ma considerava che i debiti di gioco dovessero sempre pagati come un obbligo di etichetta e questo portò decine di creditori a circondargli la casa: usciva solo di notte, quando andavano a dormire.

Nel 1816 la situazione toccò il fondo e dovette fuggire a Calais per evitare di andare in prigione.

Dovette essere umiliante rimanere in Francia per dieci anni, privo di passaporto e di quasi tutti i mezzi di sostegno fino a quando Giorgio IV morì (regnò dal 1820 al 1830) e suo figlio Guillermo gli succedette.

l suo vecchio amico Alvenley mediò con il Ministero degli Esteri per procurargli la nomina di console.

Lo stipendio gli portò un certo sollievo che però durò solo due anni. Il consolato di Caen (Francia) fu soppresso su sua stessa richiesta, credendo che così sarebbe stato trasferito in una destinazione migliore, ma non avvenne.

Di nuovo non gli rimase nulla e stavolta non poté sfuggire al carcere per le lamentele dei creditori francesi.

Tornò libero perché i suoi amici inglesi pagarono di nuovo, ma ormai non era altro che un’ombra, stava affondando nella pigrizia e nella follia,

Balzac, che dedicò un trattato dettagliato al dandismo, affermò che “per essere eleganti, è necessario divertirsi senza dover passare attraverso il lavoro”, senza dubbio Beau Brummell anche nella sua più triste situazione seppe mantener fede a questa considerazione.

Beau Brummell morì il 30 marzo 1840. Il manicomio Le Bon Sauveur, situato alla periferia di Caen, registrava la morte di un uomo di sessantun anni, sofferente di sifilide, senza risorse finanziarie e con un aspetto deplorevole, sporco e spettinato, adeguato a quel triste luogo.

Nessuno avrebbe riconosciuto in lui il dandy inglese sagace, elegante e brillante che per decenni era stato il referente della moda londinese ed europea.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here