Goldeneye e la spia Ian Fleming che inventò la CIA

Ian Fleming, secondo di quattro fratelli nacque a Londra nel 1908, nel cuore di una famiglia colta e milionaria legata al mondo bancario e politico.

Suo padre morì nel 1917, in un atto di guerra, e nientemeno che Winston Churchill ne scrisse il suo necrologio sul Times.

Come Ian Fleming divenne una spia

Il giovane e un po’ irrequieto Ian fece i suoi studi nel prestigioso Eton College, seguendo anche un veloce addestramento militare presso la Royal Academy, ma proseguì poi gli studi universitari in Austria e la Germania.

Certamente fu anche giornalista Reuters, abbastanza apprezzato, e agente di borsa, ma il destino dell’autore di James Bond sarebbe presto cambiato avvicinandolo a quello del suo personaggio.

Nel 1939 Ian Fleming fu reclutato per il servizio di intelligence della Royal Navy.

La sua attività come spia lo portarono in ogni parte del mondo e, in seguito, a collaborare varie agenzie.

Seguiva la progettazione e la partecipazione a operazioni segrete, le più importanti erano quelle rivolte a decifrare il famoso codice Enigma in collaborazione con i servizi segreti americani.

Ian Fleming e Goldeneye

La Royal Navy lo inviò in Spagna, quando era poco più che trentenne, con il compito di organizzare un’attività di sabotaggio nel caso in cui Madrid si fosse alleata al regime nazista. Il nome in codice dell’operazione era Goldeneye

Goldeneye e la spia Ian Fleming che inventò la CIA 1Goldeneye sarebbe poi diventato anche il nome della residenza di Ian Fleming in Giamaica, che sorgeva su una tenuta di sei ettari e, naturalmente anche i titolo del diciassettesimo film su James Bond, diretto da Martin Campbell e interpretato da Pierce Brosnan.

Ian Fleming e la CIA

Fleming lavorò anche con il colonnello “Wild Bill” Donovan.

William Joseph Donovan era un diplomatico e soprattutto era l’ufficiale dell’intelligence americana che durante la guerra dirigeva l’Office of Strategic Services (OSS ).

L’OSS svolgeva diverse azioni durante la guerra fra le quali l’acquisizione di informazioni per mezzo di spie. Preparava anche il terreno per l’esecuzione di atti di sabotaggio, per missioni di guerra e di appoggio alla resistenza antinazista.

Ian Fleming collaborò in alcune azioni con gli americani e per la fiducia nata in questo sodalizio gli sarebbe poi giunta la richiesta di aiutare alla creazione di un nuovo servizio segreto americano.

Così se William Joseph Donovan è anche conosciuto come padre dell’intelligence americana a Ian Fleming, che fornì alcuni suggerimenti, si potrebbe aggiungere, dopo la creazione di James Bond, anche il merito (se di merito si tratta) di essere uno degli architetti della CIA.

Ian Fleming, quando diventerà scrittore, trasporterà le sue esperienze e i suoi vizi in James Bond e questo lo farà apprezzare anche da autori come Raymond Chandler.

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