Laura Bassi Università di Bologna

Può capitare di doversi recare in un paese che non si frequenta e di parcheggiare in una piazzetta di cui si legge il nome che si memorizza come punto di riferimento.

Al ritorno, si cerca quel nome e, rinfrancati dall’averlo ritrovato, magari, ci si chiede a chi appartenga.

Laura Bassi, letterata, 1711-1778.

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Laura Bassi

Il Settecento sembra un periodo molto lontano da noi, caratterizzato da abiti, mentalità e costumi completamente sorpassati. Quella donna sarà autrice di opere che oggi non interessano nessuno.

Ma è davvero così?
Cambiano gli usi, le abitudini, gli strumenti utilizzati ma le persone? Sentimenti, passioni e sogni sono elementi universali, e scoprire cosa ha realizzato Laura Bassi può insegnare e trasmettere qualcosa anche oggi.

Il 17 aprile del 1732, nel Palazzo Pubblico di Bologna, una ragazza di vent’anni sostenne la disputa “de universa re philosophica” davanti a un pubblico di letterati, professori e religiosi, rispondendo alle domande di cinque esperti e mostrando una competenza talmente elevata da conferirle, il 12 maggio, la laurea in Filosofia.

Un avvenimento straordinario che portò la città a festeggiare, per diversi giorni, la neo-dottoressa Laura Bassi, seconda donna laureata in Italia. Lo stupore prodotto dalla sua eloquenza e dall’acutezza dell’ingegno condusse l’Accademia delle Scienze ad accoglierla, per acclamazione, in un consesso fino ad allora riservato solo agli uomini.

Pochi mesi dopo la Bassi discusse anche una tesi in Fisica e il Senato Accademico le conferì, prima donna in Europa, la relativa cattedra presso l’Università di Bologna mentre, nel 1776, ottenne quella di fisica sperimentale.

Il 29 ottobre 1732, giorno del suo ventunesimo compleanno, Laura cominciò a tenere lezioni che, purtroppo, dovettero diradarsi perché il Senato, nonostante l’attribuzione di uno stipendio, sottolineò di averle conferito un riconoscimento e non un vero mandato d’insegnamento: il fatto di essere donna la autorizzava a insegnare all’Università solo se legittimata dai superiori.

Per questo Laura Bassi cominciò a svolgere le lezioni a casa, dove allestì anche un laboratorio in cui effettuava esperimenti pionieristici, come quelli sull’elettricità e sull’ottica.

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Laura Bassi

Nel 1738 la Bassi sposò Giuseppe Veratti, medico e collega all’università, da cui avrà otto figli e con cui collaborerà nella gestione del laboratorio.

L’Università di Bologna era tra le più antiche e prestigiose: vi avevano studiato, o si erano recati in visita, grandi personalità come Thomas Becket, Pico della Mirandola, Leon Battista Alberti, Erasmo da Rotterdam, Nicolò Copernico, Paracelso, Abrecht Dürer, Torquato Tasso, Carlo Goldoni, Marcello Malpighi. La città emiliana costituiva un centro culturale e scientifico all’avanguardia che attirava i maggiori intellettuali del periodo, tra cui Voltaire.

Oltre che scienzata poliedrica, Laura Bassi fu grande divulgatrice di idee: tenne carteggi con studiosi che riconoscevano e ammiravano il suo brillante ingegno.

Lo stesso Voltaire le scriveva per sollecitare la propria iscrizione allo Studio bolognese, sostenendo che la presenza della donna lo rendeva più ambito rispetto all’Università londinese, nonostante quest’ultima avesse prodotto un genio come Newton.

Laura possedeva fluente eloquenza da permetterle di conversare in latino e francese, fungendo da intermediaria tra il mondo culturale e scientifico. Il suo acume era caratterizzato da una sensibilità femminile che le consentiva d’instaurare rapporti confidenziali, basati su stima sincera, con interlocutori con cui scambiava idee e intuizioni.

Ebbe rapporti epistolari anche con altre scienziate tra cui Maria Gaetana Agnesi, una delle maggiori matematiche che insegnerà all’Università bolognese nel 1750, Anna Morandi Manzolini, anatomista e scultrice, anch’essa titolare di una cattedra nell’ateneo di Bologna ed Emilie du Châtelet, matematica, fisica e letterata dotata di notevole ingegno.

Laura Bassi contribuì alla diffusione della fisica newtoniana anticipando concetti che verranno formulati successivamente e da lei intuiti nel corso di esperimenti che toccarono diverse materie: fisica, idraulica, meccanica, tecnologia, chimica e matematica.

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Laura Bassi

La donna fu in corrispondenza anche con il biologo Lazzaro Spallanzani, originario di Scandiano dove era nato il padre, con cui scambiò dati e informazioni su esperienze relative alla rigenerazione dei tessuti di anfibi urodeli come la salamandra e gasteropodi come la lumaca.

I carteggi della Bassi, nonchè le preziose informazioni contenute nei numerosi scritti, hanno attirato l’attenzione di Stanford University Libraries, il sistema dell’Università californiana specializzato nella storia della scienza che comprende più di venti biblioteche: in collaborazione con l’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna e con l’Università di Bologna, hanno dato vita a un progetto con cui si sono digitalizzati 672 pezzi e 6000 immagini appartenenti al fondo Bassi-Veratti, che conserva il materiale ereditato dai discendenti della scienziata.

In questo modo, un patrimonio importante viene mantenuto in risorse digitali e destinato agli studiosi di varie nazioni.

Laura Bassi ha dialogato alla pari con i maggiori ricercatori e intellettuali del periodo: il suo laboratorio venne visitato da viaggiatori, studiosi e letterati italiani e stranieri, nobili o borghesi, per assistere alle sue spiegazioni e condividere le proprie conoscenze.

Le opere digitalizzate sono state scelte perché permettono di assistere all’evoluzione della scienza moderna e dell’emancipazione femminile, cogliendone le affascinanti sfumature.

In un momento storico in cui le donne erano escluse dagli studi e dalle professioni intellettuali, Laura Bassi costituisce un esempio innovativo che la vede percorrere una carriera in cui lotta per superare pregiudizi e ottenere pari condizioni, nel mondo universitario, dove le donne erano del tutto assenti.

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