Hubert de Givenchy Una leggenda della Moda

In questa analisi grafologica andiamo tra le righe della scrittura di Hubert de Givenchy, una leggenda della Moda.

Ci ha da poco lasciato una delle figure più significative del campo della moda: il Conte Hubert James Marcel Taffin de Givenchy, ricordato da tutti per essere colui che ha trasformato l’indimenticabile attrice Audrey Hepburn nella dolce e affascinante Sabrina rendendola un’icona di stile.

Biografia breve di Hubert de Givenchy

Nasce a Beauvais nel 1927 e sin da adolescente vuole impegnarsi nel mondo della moda anche contro il parere della Famiglia.

Si trasferisce a Parigi a soli 17 anni, in un clima frizzante, intellettuale, ricco e chic, il luogo ideale in cui studiare e farsi notare.

Le sue intuizioni brillanti e innovative lo portano rapidamente sotto i riflettori.

La fama non si fa attendere e ben presto Givenchy balza alla ribalta internazionale con un successo durato oltre 40 anni.

Il suo stile viene descritto come preciso e puro, ricco di grazia e semplicità. Una delle sue tante frasi famose recita: Il mio lavoro è stata la mia vita.

Analisi grafologica di Hubert de Givenchy

La grafia
Hubert de Givenchy firmaLa sua moda viene riconosciuta come discreta e elegante, rigorosa e sobria e osservando la sua grafia non si possono che usare gli stessi aggettivi. Siamo di fronte a un Gesto Grafico che scorre come un onda sul rigo di base.

Esso è elegantemente contenuto, vivace e leggero e occupa lo spazio in modo ordinato, dove il bianco prevale lasciando ampi spazi tra righe e parole.

La firma risulta rapida, centrale, omogenea e seguita da un punto.

Cosa ci dice la grafologia di Hubert de Givenchy

Hubert de Givenchy la grafiaGrafologicamente sono segni che si riferiscono a un carattere indipendente, coerente, rispettoso del prossimo, con una spontaneità controllata, che ama l’ordine e ha il senso della disciplina e della misura (spaziata, orizzontale, ordinata, sobria, margine sinistro rigido).

Un uomo dotato di spiccata intuizione (buchi e canali, filiformità), che convive con un’ansia e con un’inquietudine che lo accompagnano in ogni sua azione, che a volte ama isolarsi e lasciarsi andare alla malinconia (punto a trattino, spaziata).

I suoi rapporti con il mondo esterno non sono agevoli e sono permeati da timidezza, riservatezza e prudenza innate (rovesciamenti, ovali appiattiti).

È un uomo che vuole portare avanti la sua idea di semplicità, di coerenza e raffinatezza con orgoglio e fierezza (firma centrale, trattino delle “t” svettante) evitando il più possibile gli attriti (onde).

Al manifestarsi di eventuali contrasti ha la capacità di chiudere in modo deciso ogni tipo di rapporto (punto a trattino e finali recise o a tuffo).

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Foto della grafia di Barbara Taglioni