Cosa nasconde il corno del rinoceronte

Il corno di rinoceronte, formato da calcio, melanina e cheratina, secondo la medicina tradizionale cinese costituirebbe un rimedio contro febbre e convulsioni senza possedere le virtù afrodisiache che gli vengono attribuite.

Dopo che, in Cina, il Ministero della Salute lo ha tolto dall’elenco dei farmaci approvati a seguito del divieto di vendita stabilito nel 1993, il commercio del corno di questo animale si è ridotto per aumentare, vertiginosamente, in Vietnam.

Questo paese ha le percentuali di decessi per tumore più alte al mondo, causate da uno sconsiderato sviluppo industriale che ha portato le grandi aziende a smaltire i rifiuti chimici in discariche alla periferia delle città, provocando un forte inquinamento di suolo, aria ed acqua.

Il corno del rinoceronte

Il corno del rinoceronte 1
Il corno del rinoceronte 1

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Verso il 2008 si diffuse la voce, mai verificata, secondo cui un famoso politico vietnamita fosse guarito dal cancro assumendo corno di rinoceronte macinato.

La conseguenza fu una caccia spietata ai rinoceronti di Giava e l’aumento del prezzo del corno fino a raggiungere 100.000 dollari al chilo, quando l’oro costava circa 40.000.

Nel 2010, i rinoceronti di Giava sono stati dichiarati estinti in Vietnam. A fine novembre 2019, invece, è morto l’ultimo rinoceronte di Sumatra che viveva in una riserva faunistica della Malesia.

In Europa, la ricerca di corni ha portato al furto di teste e animali impagliati in diversi musei fino ad arrivare, nel 2017, all’uccisione di un rinoceronte bianco nello zoo di Thoiry, alle porte di Parigi, a cui è stata tagliata la protuberanza cornea con una motosega.

Il corno del rinoceronte: il bracconaggio

Il corno del rinoceronte: il bracconaggio
Il corno del rinoceronte: il bracconaggio

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Ormai si ritiene che le due specie di rinoceronte rimaste, quello bianco e quello nero, presenti in Africa, siano destinate a scomparire già dal 2026.
Gli ultimi branchi di rinoceronte bianco si trovano in Sudafrica, nel Kruger National Park, dove i bracconieri agiscono spesso indisturbati negli immensi territori al confine col Mozambico perché la polizia fatica a controllarli, avendo a disposizione un numero insufficiente di uomini e mezzi.

Chi dà una mano ai rangers è una speciale unità antibracconaggio costituita da cani addestrati: i cani molecolari seguono le tracce dei cacciatori di frodo mentre quelli specializzati nella detention sono capaci di individuare i corni di rinoceronte e l’avorio degli elefanti nascosti dai trafficanti. Questi cani fanno parte di un progetto, nato in Africa, denominato “Dogs saving rhinos“.

Tra loro vi è una femmina di pastore belga priva di una zampa posteriore, amputata a seguito di un incidente avvenuto quando aveva tre mesi, che dimostra una speciale abilità nonostante l’handicap, aiutando i guardia parco che, ogni giorno, mettono a rischio la loro vita finendo, talvolta, vittime dei bracconieri al pari degli animali che proteggono.

Rinoceronte, animale in via di estinzione

Rinoceronte, animale in via di estinzione
Rinoceronte, animale in via di estinzione

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La vendita di corna di rinoceronte era stata vietata già nel 1977 dai paesi aderenti al Cities, un accordo internazionale per la salvaguardia delle specie in via d’estinzione, senza peraltro scalfirne il traffico illegale. Cina, Sudafrica, Mozambico e Vietnam ne fanno parte.

La Cina è intervenuta, alla fine del 2017, con alcune misure per combattere il fenomeno del bracconaggio annunciando la chiusura del mercato nazionale dell’avorio per cercare di ridurne la domanda e salvaguardare gli elefanti africani.

L’anno successivo, però, un nuovo comunicato ne ha contraddetto lo spirito poiché legalizzava l’utilizzo del corno di rinoceronte nella ricerca medica e nella medicina tradizionale purché proveniente da animali allevati in cattività, circostanza di cui possono approfittare commercianti disonesti.

Una decisione incoerente con la scelta della World Federation of Chinese Medicine Societies di eliminare il corno di rinoceronte dalla lista dei prodotti approvati per l’uso sui pazienti.

Il corno del rinoceronte: un status symbol

Il corno del rinoceronte: un status symbol
Il corno del rinoceronte: un status symbol

La preoccupazione delle associazioni ambientaliste è che questa disposizione possa fornire una copertura ai trafficanti stimolando una domanda che in Cina pareva in diminuzione, con la triste conseguenza di accelerare l’estinzione di una specie gravemente minacciata.

La classe media asiatica acquista il corno di rinoceronte, al pari di altri trofei, non soltanto per le sue presunte virtù curative ma anche per ostentare ricchezza: esibirlo nel salotto di casa costituisce uno status symbol molto ambito dai nuovi ceti benestanti.

Non bisogna dimenticare che il commercio illegale di animali protetti è un fenomeno pericoloso non solo per l’ecosistema ma anche per la società umana, poiché i proventi della vendita sostengono gruppi terroristici, guerre e corruzione.

Con i guadagni derivanti dal poaching (l’uccisione di pachidermi per prelevare corna e zanne), le organizzazioni criminali acquistano armi, finanziano l’addestramento degli uomini e l’esecuzione di attentati all’estero, favorendo violenze e instabilità all’interno di nazioni africane dove i gruppi armati compiono abusi di ogni tipo sui civili, minacciando la legalità e rafforzando la corruzione dei funzionari governativi.

Il WWF accusa la classe dirigente e politica di alcuni paesi, come la Tanzania, perché protegge i bracconieri.

Nella Repubblica Democratica del Congo, al confine con il Sudan, il parco di Garamba è nelle mani del Lord’s Resistence Army, il movimento terroristico di Joseph Kony responsabile di stragi, stupri e saccheggi che si finanzia proprio con l’avorio.

L’instabilità interna di molte nazioni africane lascia, purtroppo, campo libero a questi gruppi criminali mentre la presenza cinese, interessata a risorse come cobalto, grafite e litio, oltre ad avorio, corna di rinoceronte e altre sostanze derivate da animali, facilita la loro esportazione illegale verso i mercati asiatici.

Un quadro drammatico che pare senza soluzione, in cui la sofferenza di animali e uomini è alimentata sia da un’insaziabile e sconsiderata sete di denaro che da vacue credenze.

Il corno del rinoceronte 6
Il corno del rinoceronte 6

Il WWF ha comunicato, agli inizi di questo 2020, che in Sudafrica è diminuito il numero di rinoceronti uccisi dai bracconieri, grazie agli sforzi congiunti di governo, privati, comunità e Ong.

Il Fondo Mondiale per la Natura sottolinea che, oggi, i bracconieri non agiscono più isolati ma in gruppi organizzati in collaborazione con i paesi consumatori di corno di rinoceronte come Cina, Malesia, Vietnam, Singapore e Giappone.

Soltanto un’azione coordinata tra governi, dogane, autorità di tutela dell’ambiente, parchi nazionali e aree protette potrà contrastare l’azione criminale in soccorso degli ultimi rinoceronti.

Foto: Pixabay, Kruger National Park.

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