Durante la prima metà del I secolo d.C. fu costruito l’acquedotto di Nimes, il cui sviluppo lungo circa 50 chilometri include anche il Pont du Gard, per trasportare l’acqua dalle sorgenti Fontaine d’Eure (Fontes Urae) presso Uzès alla colonia romana di Nemausus (Nimes).

Sebbene la distanza in linea retta sia di soli 20 chilometri, l’acquedotto segue un percorso tortuoso con alcuni lunghi tratti costruiti sottoterra in cui un fossato si alterna tunnel scavati nella roccia.

L' acquedotto interno
L’ acquedotto interno

È anche questo parte dell’ingegneria romana:

l’utilizzo di un canale di pietra ricoperto da un soffitto ad arco sempre in pietra e poi coperto di terra.

Pont du Gard, il più alto acquedotto romano 3
Pont du Gard, il più alto acquedotto romano 3

Ma è vicino a Vers-Pont-du-Gard che l’acquedotto, dovendo superare il corso del fiume Gard (o Gardon) e diventando anche un ponte, troviamo la parte più sorprendente e complessa di questa struttura.

L’acquedotto diventa un ponte di tre livelli di archi con un’altezza totale di 48,8 metri che lo rende il più alto degli acquedotti romani realizzati.

Pont du Gard, il più alto acquedotto romano 4
Pont du Gard, il più alto acquedotto romano 4

Nell’antichità l’acquedotto trasportava giornalmente circa dai 20 ai 40 mila metri cubi di acqua per rendere più belle ed efficienti le fontane e le terme della colonia romana di Nemausus, oggi Nimes.

Era una maestosa opera realizzata (da alcuni resti ritrovati pare nella prima metà del I secolo d.C.) principalmente per mostrare quindi la grandezza di Roma.

Naturalmente riforniva anche i bagni e le case dei cittadini, ma pare che questi, avessero già a disposizione sufficienti risorse idriche.

L’intero acquedotto è una realizzazione di alta ingegneria che dimostra l’estrema precisione raggiunta dagli antichi Romani in queste opere.

Una dislivello di poco più di 12 metri tra l’inizio della canalizzazione e la fine che spinse i costruttori a compiere un’incredibile impresa tecnica calcolando una pendenza che permettesse la costante caduta dell’acqua per gravità.

Il Pont du Gard è una vera opera d’arte all’interno del già complesso acquedotto romano.

Oltre ad essere uno dei più alti costruiti dai Romani (49 metri), è ancora incredibilmente ben conservato.

Le sue dimensioni sono imponenti come l’apertura delle sue arcate (il più grande raggiunge i 24,52 metri).
La stessa sovrapposizione delle arcate lo rende spettacolare come il pensare al numero di archi che sono stati necessari per l’attraversamento: 6 nel primo livello, 11 nel secondo e 47 nel terzo.

Pont du Gard, il più alto acquedotto romano 5
Pont du Gard, il più alto acquedotto romano 5

Il Pont du Gard, simbolo della civiltà romana, è sopravvissuto a guerre e ai problemi climatici nel tempo per 2000 anni.

L’acquedotto romano funzionò certamente durante il II e il III secolo d.C, ma alcune fonti ne garantiscono l’uso per oltre 400 anni.

Nîmes era una città molto importante e l’acqua, come detto, e l’opera costituiva una dimostrazione della contante presenza dell’Impero. La decadenza portò ad un abbandono della manutenzione necessaria e ad una lenta diminuzione del flusso. Verso l’inizio del VI secolo, con le dominazioni dei Visigoti e dei Franchi l’utilizzo dell’acquedotto fu abbandonato.

Il Pont du Gard nel 1985 è stato classificato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e dal 2000 ci sono ottime strutture di accoglienza per i numerosi turisti che vengono da tutto il mondo per visitarlo. Oggi è fra i monumenti francesi più visitati.

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