Sappiamo che sulla Terra i vari luoghi hanno preso i nomi d circostanze che potremmo definire casuali e molto diverse fra loro, ma la nomenclatura lunare fu opera invece del lavoro sistematico di una donna:

Mary Adela Blagg.

Guardando il nostro satellite con attenzione, magari durante una luna piena, possiamo osservare che non è liscio ma ha molte zone con le medesime caratteristiche geografiche che riconosciamo sul nostro pianeta.

Quindi pensiamo ai nomi dei diversi angoli della Luna, dai crateri alle montagne poi le catene montuose, i mari…

chi ha posto loro un nome?

Cos’è la selenografia

C’è un’intera scienza ausiliaria della geologia, chiamata selenografia, dedicata allo studio del nostro satellite e che determina i criteri da seguire per il dizionario geografico..

È una scienza che ha radici molto antiche e il suo nome proviene dalle parole greche Selene (dea della luna), e grafia (scrittura).

Mary Adela Blagg fu la donna che compilò scientificamente il dizionario geografico lunare all’inizio del XX secolo.

La selenografia, la storia

La selenografia ha le sue radici già nell’antichità, quando Democrito enunciò la sua teoria che la superficie della Luna non era piatta, ma era costellata di valli e montagne.

Era nel V secolo a. C. e fu necessario attenderne altri venti, fino al XV d.C., perché con il telescopio gli astronomi potessero controllare con gli occhi ciò che era stato ipotizzato dai loro colleghi dell’antichità.

Il medico e filosofo inglese William Gilbert realizzò il primo disegno nel 1603 e i successivi miglioramenti negli strumenti facilitarono il lavoro degli osservatori.

Nel 1750, Tobias Mayer realizzò il primo sistema di coordinate lunari che permetteva agli astronomi di localizzare le caratteristiche sulla superficie della Luna.

La mappatura sistematica della geografia lunare iniziò ufficialmente nel 1779 grazie alle meticolose osservazioni e misurazioni di Johann Scröter.

La prima grande mappa della Luna fu pubblicata nel 1834 da Johann Heinrich von Mädler, mentre nel 1840, John William Draper produsse un dagherrotipo della Luna, introducendo così la fotografia nel campo della selenografia..

È proprio in quella seconda metà del diciannovesimo secolo che compare Mary Adela Blagg a dare il suo importante contributo a questa scienza.

Naturalmente è nel ventesimo secolo che abbiamo avuto i più rapidi progressi nello studio della geografia lunare.

Ad esempio nel 1959, la sonda sovietica “Luna 3” inviò le prime fotografie della faccia nascosta della Luna.

Gli Stati Uniti tra il 1966 e il 1967 lanciarono la sonda “Lunar Orbiter“, che rimandò le immagini della Luna orbitandole attorno.

Mary Adela Blagg (17 maggio 1858 – 14 aprile 1944)

L'astronoma Mary Adela Blagg, la donna che ha nominato la geografia della Luna
L’astronoma Mary Adela Blagg

Mary Adela Blagg, nata nella città inglese di Cheadle, nello Staffordshire, era figlia di un avvocato e aveva cinque sorelle e quattro fratelli.

Sin da bambina dimostrò interesse nello studio dell’algebra così che fu mandata a studiare in una prestigiosa scuola di Kensington.

Lì divenne anche insegnante, lavorando nei fine settimana, e segretaria di una società femminile.

Anni dopo Mary Adela Blagg si interessò all’astronomia dopo aver frequentato un corso di estensione universitario.

Il suo insegnante le suggerì di lavorare nell’area della selenografia, in particolare nel problema dello sviluppo di un sistema uniforme della nomenclatura lunare.

La nomenclatura lunare, ovvero come nominare la geografia della Luna

Come abbiamo visto c’erano già stati degli sviluppi ed esistevano diverse mappe lunari importanti a quel tempo, ma vi erano molte discordanze di tipo geografico.

Quello che serviva era lo sviluppo di una nomenclatura che unificasse le diverse denominazioni date da ciascuna mappa.

La confusione nella nomenclatura lunare era il risultato di una serie di circostanze.

Nelle nomenclature contavano, ad esempio la religione professata cartografo quelli cattolici usavano per mettere i nomi di santi, ma i protestanti ovviamente no.

C’erano anche problemi “tecnici”, non sempre era possibile verificare facilmente da chi una scoperta fosse stata fatta per primo. Questo portava che due astronomi potevano dare nomi diversi a una scoperta avvenuta più o meno contemporaneamente.

Un altro problema era il linguaggio da utilizzare: a volte latino, ma altre la lingua nazionale o semplicemente il desiderio di un editore di fare qualcosa di originale.

Il pioniere nella realizzazione di una nomenclatura razionale e sistematico è stato l’olandese Michel Florent van Langren nel 1645.

Noto anche con il nome di Michele Florentius Langrenus, (Amsterdam, 27 aprile 1598 – Bruxelles, maggio 1675) il astronomo, cartografo si era posto al servizio di Filippo IV di Spagna.

Non possedeva una formazione universitaria ineccepibile, ma aveva vissuto tutta la sua vita in quell’ambiente scientifico e alla sua famiglia era stato concesso il monopolio dell’elaborazione di globi terrestri.

Un gesuita italiano, Giovanni Battista Riccioli (Ferrara, 17 aprile 1598 – Bologna, 25 giugno 1671), e i nomi della geografia lunare.

La mappa Almagestum Novum di Giovanni Battista Riccioli
Almagestum Novum di Giovanni Battista Riccioli

Nel 1651, il gesuita italiano Giovanni Riccioli pubblicò Almagestum novum, astronomiam veterem novamque complectens attaccando le teorie eliocentriche difese da Galileo, Keplero e Copérnico.

Produsse una sua nomenclatura basata sulla suddivisione della faccia visibile del satellite in otto settori numerati con numeri romani.

Il gesuita assegnò dei nomi latini classici per gli oceani (Serenitatis, Imbrium …) e la terra (Sterilitatis, vitae, ecc) e battezzò i crateri battezzato con i nomi di studiosi antichi e medievali

Nella sua nomenclatura della geografia lunare Giovanni Riccioli mise nomi di santi e, curiosamente, persino degli astronomi del suo tempo anche quelli da lui criticati.

Gran parte del sistema applicato da Riccioli è sopravvissuto fino ad oggi perché considerato elegante, poetico e non esclusivo, ma, soprattutto, perché poteva espandersi con le nuove scoperte.

Mary Adela Blagg la nomenclatura lunare

Tornando a Mary Adela Blagg l’astronoma ricevette l’incarico di portare elaborare una nomenclatura unificata.

L’International Association of Academies (L’Associazione Internazionale delle Accademie), un’organizzazione fondata nel 1899 con lo scopo di collegare le scuole in tutto il mondo, le diede il compito, nel 1905, di redigere un elenco di tutti gli elementi lunari.

Era un compito arduo dal momento che la cartografia, la bibliografia e l’osservazione erano opere quasi artigianali: le furono necessari otto anni per completarlo.

Quando alla fine i risultati furono pubblicati, nel 1913, il suo lavoro produsse una lunga lista di discrepanze che l’associazione dovette risolvere.

Mary Adela Blagg non aveva una formazione specifica, una cosa comune allora in questa scienza, ma colmava la lacuna accademica collaborando con esperti di fama.

Lavorava in vari campi dell’astronomia dando, ad esempio, un importante contributo al tema delle stelle variabili, in collaborazione con il professor H. H. Turner.

I suoi articoli sull’argomento venivano pubblicati nel Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (Avvisi mensili della Royal Astronomical Society).

Il professore H. H. Turner sosteneva che la maggior parte del lavoro era stata fatta da Mary Blagg.

Dopo aver pubblicato vari articoli di ricerca entrò nella Royal Astronomical Society (RAS) nel 1916, nominata dal Professor Turner insieme ad altre quattro donne.

Mary Adela Blagg la timidezza e il cuore di un’astronoma

Tuttavia, Mary Adela Blagg non fu mai molto conosciuta, la sua natura timida le faceva rifugiare anche nel lavoro i riconoscimenti che certamente meritava.

Praticava gli scacchi, un hobby che si adattava perfettamente a quella personalità riflessiva.

Questo non impedì a Mary Adela Blagg, durante la Prima guerra mondiale, di impegnarsi nel volontariato per i bambini rifugiati belgi.

Il riconoscimento definitivo sarebbe arrivato dalla l’Unione Astronomica Internazionale (International Astronomical Union IAU) che nel 1935 standardizzò il sistema di nomenclatura di Riccioli.

Ora dobbiamo sottolineare che Mary Adela ne fu una delle responsabili, perché nel 1920 faceva parte della Commissione Lunare creata dall’associazione.

Mary Adela Blagg lavorò in stretta collaborazione con l’astronomo viennese dilettante Karl Müller e pubblicarono i loro risultati nel 1935.

La pubblicazione era in due volumi sotto la denominazione Named Lunar Formations: il libro della nomenclatura lunare standard da allora in selenografia.

E come tributo, alla sua morte nel 1944, l’Unione Astronomica Internazionale diede il suo cognome a un cratere lunare, il Blagg (come per altre donne: Sofja Kovalevskaja e Mary Somerville, ma naturalmente anche Müller ricevette questa assegnazione).

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