Forum e social network nel mondo della ricerca e della filosofia

La diffusione della filosofia non si limita semplicemente ai blog, ai siti, ai podcast o a youtube, esistono altri mezzi per la sua diffusione che possono rivelarsi alquanto interessanti: uno di questi mezzi è il forum e l’altro è il social network.

Nel caso dei forum abbiamo a che fare con dei sistemi che permettono di generare dialogo a seguito di domande che vengono poste da parte di un utente.

L’utente fa una domanda e gli altri iscritti al forum rispondono alla domanda, ognuno esponendo il proprio pensiero. Come spiegherò più avanti, esistono dei siti sulla ricerca e la filosofia che danno spazio a dei forum.

Nel caso dei social network abbiamo a che fare con metodi piuttosto diversi.

Esistono attualmente diversi tipi di social network: Google plus, Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e Flickr.

Nei gruppi di Facebook c’è chi posta aforismi, articoli di blog, testi, belle immagini, ecc.

Oltre a questa prima forma di social network ne esiste una seconda: dei social network specifici su temi.

Un caso noto è Academia.edu.

Il Fondatore di academia Richard Price
Richard Price fondatore di academia.edu

Il sito è stato fondato da Richard Price nel 2008 e adesso conta milioni di iscritti. Come social network è indirizzato principalmente ai ricercatori e agli accademici, ma in realtà, potenzialmente potrebbe iscriversi chiunque.

Infatti un social di questo genere potrebbe essere molto utile a chiunque stia scrivendo una tesi o stia facendo un dottorato, ma potrebbe essere semplicemente usato da chi vuole leggere scritti di determinati ricercatori o professori, perché qui può scaricarseli facilmente.

La cosa sensazionale di questo strumento consiste nel trovarsi direttamente in contatto con i filosofi più famosi del mondo, mi riferisco a filosofi come Dan Zahavi o Galen Strawson.

In fondo, molti di loro hanno un profilo su Academia.edu.

In ambito filosofico questo social è particolarmente frequentato dai filosofi analitici, perché si tratta di un social americano, ma, a dire il vero, qui si trova davvero di tutto.

Di solito si usa questo strumento per pubblicare propri articoli (papers) o per pubblicizzare i propri libri, dunque segnalare le proprie pubblicazioni scientifiche. Inoltre esso permette di poter pubblicare il proprio curriculum online, di modo che, andando su internet chiunque possa vederlo.

C’è anche la possibilità di creare un proprio sito web, pagando, all’interno del sistema.

Academia.edu avvisa, mandando mail, non appena qualcuno si fa vivo e legge uno dei nostri scritti.

Quando si scarica uno dei testi (papers) è possibile lasciare un commento, spiegando per quale motivo lo si sta scaricando. Andando sul proprio profilo troviamo la possibilità di inserire una foto, delle pubblicazioni, il proprio cv. Esattamente come in Twitter ci sono sono followers e following.

È possibile, appunto, diventare follower dei maggiori studiosi del mondo con un semplice click e anche se non si è uno studioso, comunque pubblicare dei testi sul portale, cercando di ottenere una certa visibilità. Il programma dà anche delle metriche sulle pubblicazioni, ma bisogna passare alla versione premium per avere delle funzioni avanzate.

Il programma ti informa della quantità delle visualizzazioni sulle nostre pubblicazioni, da che paese vengono, attraverso quale motore di ricerca e così via. Possiamo scegliere se vedere le metriche degli ultimi 30 giorni o degli ultimi 60. Inoltre è possibile sapere quanti e quali pubblicazioni menzionano il tuo nome, ossia ti stanno citando. Questo ovviamente solo con la versione premium.

La nascita di questo social ha certamente cambiato completamente il mondo accademico perché ha reso più facile la condivisione delle pubblicazioni scientifiche, ha accorciato le distanze tra il mondo accademico con i suoi attori e il suo pubblico di fan che stanno fuori all’ambiente accademico, ma ha anche reso possibile l’interazione con gli studiosi più famosi al mondo, studiosi del calibro di Steven Pinker.

Oggi questo social network si è diffuso anche in Italia ed è utilizzato da molti professori, ricercatori e qualche studente.

È facile trovare qui, per esempio, i materiali per la lezione.

Un altro caso di cui secondo me vale la pena assolutamente di parlare, in questo contesto, è il sito americano di filosofia: Philosophy papers.

Gli editori ufficiali del sito sono David Bourget e David Chalmers. Per chi non lo conoscesse, David Chalmers è forse il più famoso studioso al mondo in filosofia sulla coscienza.

Vi guiderò all’interno di questo sito mostrandovi tutte le sue potenzialità e le sue funzionalità.

Prima di tutto troviamo una casella di ricerca che ci rimanda al motivo per il quale il sito è stato costruito: la ricerca di articoli (papers) all’interno del portale. Qua dentro ci sono moltissimi articoli di filosofia sui temi più svariati. Non tutti gli articoli sono scaricabili, ma alcuni sì.

Per una ricerca su qualsiasi argomento di filosofia è ottimo per via della vastità del materiale presente in esso. È possibile trovare tantissimi titoli di articoli di giornali, libri e manoscritti.

Anche qui, in teoria il sito è stato ideato principalmente per accademici di filosofia. Ognuno ha un profilo ed è possibile pubblicare articoli, i quali potranno essere letti da altri.

Anche qui è possibile fare ricerche dei vari dipartimenti di filosofia da molte parti del mondo e allo tempo cercare singoli profili di filosofi, filosofi del calibro di Dan Zahavi o Amie Thomasson.

Esiste anche una sezione dedicata ai forum dove ognuno può seguire gli argomenti di suo interesse, scegliendo la categoria, ad esempio: filosofia della mente.

Quello del forum è un metodo piuttosto interessante, se intende produrre dialogo.

Di solito le persone commentano quando sono spinte a commentare, questo accade, ad esempio, quando qualcuno pone delle domande direttamente rivolte a possibili utenti.

Un utente fa una domanda, per esempio: come mai ultimamente nella filosofia della mente la maggior parte dei filosofi sono realisti, quando le neuroscienze sembrano confermare che il mondo più una simulazione cerebrale che una realtà?, a quel punto qualcuno può rispondere e da questo può partire una discussione.

In Philosophypapers ci sono tutt’ora moltissime discussioni aperte su moltissimi argomenti.

Sezione alta del sito troviamo diverse pagine: Philpapers, Philpeople, Philarchive, Philevents e Philjobs. Philjobs è una sezione del sito che è dedicata interamente alla ricerca del lavoro.

Essa contiene numerosissimi annunci su posizioni nelle varie università americane, soprattutto, per professore o ricercare in molti ambiti della filosofia.

Philevents contiene molti eventi e seminari programmati su moltissimi argomenti.

Philarchive contiene, invece, moltissime pubblicazioni.

Ma la parte più interessante è quella più nuova: Philpeople. Philpeople costituisce il primo social network esclusivamente sulla filosofia, ossia il primo social network per i veri filosofi.

Ovviamente si tratta di un social network che è accessibile solamente a chi è iscritto al sito in generale ed è rivolto principalmente agli accademici. Tuttavia, la cosa interessante è l’idea.

Questo sito rimane ancora un sito chiuso e principalmente sfruttato dagli accademici, ma cosa succederebbe se invece si creasse un altro social, molto più aperto?

I social network hanno negli ultimi anni permesso a persone molto lontane di entrare in contatto, hanno trasformato internet in una piazza dove le persone interagiscono e condividono contenuti di ogni genere. Un social, in breve, aumenta l’interazione su internet.

Al termine di queste ricerche sullo stato della filosofia del web posso affermare che siamo in un’epoca di innovazione e la tendenza è quella a creare nuovi spazi per argomenti come questo che sono accessibili ad un numero sempre maggiore di persone, ma molti di questi spazi sono ancora troppo legati all’università e al suo mondo.

Tuttavia le cose sembrano mutare, infatti, ad esempio, molti libri di filosofia, non sono più semplicemente scritti per altri filosofi, ma potenzialmente per tutti.

Il divulgatore di filosofia, attualmente, ha molti mezzi per diffondere questa materia, resta solo a lui cosa scegliere: blog, youtube, siti web, social network, forum, ecc.

Leggi anche: Riccardo dal Ferro: il primo youtuber di filosofia

Foto Wikipedia e Youtube

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