Il baobab è il simbolo verde più iconico della savana africana, è un albero dalle proporzioni enormi di fiori effimeri e frutti carnosi di diverse forme.

Ma non solo per tutto questo, i baobab sono diversi da qualsiasi altro albero.

I mille nomi del Baobab

A differenza di quanto credeva Il piccolo principe (Le Petit Prince) di Antoine de Saint-Exupéry, i baobab non sono giganti titanici che crescono veloci capaci di distruggere un piccolo pianeta.

Al contrario, i baobab, il cui nome scientifico è Adansonia digitata L. (in omaggio a Michael Adanson, il botanico che per primo lo descrisse), crescono molto lentamente, fra i più lenti nel mondo vegetale.

È la pianta simbolo dell’Africa, ma cresce anche in Australia, Arabia, India.

Un Baobab, Africa
Baobab

È un albero che può vivere centinaia di anni e raggiungere altezze e circonferenze fino a oltre 30 metri, un autentico gigante buono.

Nel continente africano è conosciuto anche come l’albero della vita, perché i frutti, il tronco e la corteccia si prestano a molteplici usi, ma ha molti nomi…

Così lo possiamo sentir chiamare “albero farmacista” come “albero della vita”, “albero magico” e “albero dai mille anni” per la sua longevità.

Il nome Baobab sembra avere origini arabe e significare “frutto dai molti grani” o “frutto dai molteplici semi”.

Le leggende sul Baobab

Quelle strane sculture che si stagliavano negli orizzonti della savana africana devono aver incantato la fantasia degli uomini di molte tribù…

Per questo, forse, è diventato il tema di molte leggende tradizionali.

Una di queste racconta che i baobab protestarono con Dio perché la stagione delle piogge, attesa da tutti gli esseri viventi per sopravvivere, scompigliava la loro bellissima chioma.

Dio decise di punire il loro egoismo e li rese privi delle foglie, così che non potessero più vedere la bellezza attorno a loro.

In un’altra leggenda, sempre Dio (non è certo se della tradizione locale o… più recente) per punire la sua superbia lo capovolse con le radici in su.

Sebbene altre versioni parlino anche di una distrazione divina che fece piantare la pianta capovolta, in tutti i racconti i rami scarni della pianta nella stagione secca sono le sue radici rivolte verso la parte sbagliata, rivolte verso il cielo.

In altre leggende l’albero diventa uno dei protagonisti, come in un racconto di Esopo, con altri animali.

Però queste più che leggende assumono i contorni delle favole con protagonisti lupi, più spesso jene, conigli o forse dovremmo dire lepri e certe volte leoni ed elefanti.

Del resto come non restare perplessi di fronte ad un baobab.

Lo stesso David Livingstone, l’esploratore, uno dei primi europei a contemplarli, disse che erano come carote giganti rivolte verso l’alto.

I molti usi del Baobab

Il frutto è estremamente duro, come il cocco, ma la polpa è morbida e nutriente e può pesare più di un chilo.

Il frutto del baobab si disidrata direttamente sul ramo dell’albero e all’interno del guscio.

Aprendolo troviamo una polvere che fornisce una moltitudine di vitamine (vitamina C), minerali (ferro ma anche: calcio, rame, ferro, magnesio, potassio e zinco) e antiossidanti.

Le foglie del baobab

Anche le foglie possiedono molte proprietà.

Ricche di emollienti, minerali e agendo come antibatterico naturale sono molto apprezzate nella cura della pelle.

Nell’uso tradizionale in molti villaggi africani, bambini e adulti si immergevano in un’infusione di foglie di baobab per alleviare punture di insetti, piaghe e altre infiammazioni della pelle.

Il semi del baobab

I semi sono una parte importante nella composizione del frutto (circa il 40%) e contengono alfa e beta-carotene, acidi grassi (palmitico, stearico e oleico), amminoacidi, tannini, tiamina e riboflavina.

L’impiastro che si ottiene schiacciando il seme viene spesso applicato per alleviare il dolore di ustioni, abrasioni o contusioni.

Il futuro incerto del Baobab

Come abbiamo visto i frutti e molte parti di questa pianta sono molto utilizzati dalle popolazioni locali a scopi medicinali ed alimentari.

Le molteplici proprietà del Baobab sono ormai riconosciute anche in Europa.

Si è dimostrato che la polpa del frutto possa essere una parte importante nella dose giornaliera necessaria di ferro e calcio per bambini e per le donne in gravidanza.

Il consumo, anche di radici è tipico delle tradizioni alimentari in molte aree dell’Africa e sarebbe importante aiutare le popolazioni a conservare questa disponibilità.

C’è stato il timore che l’eccessivo interesse per le sue virtù potesse sottrarre questa disponibilità per soddisfare richieste economiche più sostanziose, ma di recente le preoccupazioni sono cambiate.

Un anziano con frutti di Baobab
Un anziano con frutti di Baobab

Questi alberi magnifici e straordinari stanno morendo in massa.

Nell’ultimo decennio sono morti molti baobab africani, specialmente fra quelli più vecchi.

Questo è stato notato da un gruppo di ricercatori che hanno pubblicato su uno studio su  Nature Plants considerando il cambiamento climatico come la ragione principale.

Alcuni scienziati di Sud Africa, Romania e Stati Uniti hanno scoperto che gli esemplari più grandi e più vecchi di questa specie, alcuni tra i 1.000 e i 2.500 anni, sono morti negli ultimi 12 anni.

“È molto sorprendente visitare baobab monumentali, più vecchi di mille o duemila anni, che sembrano essere in buona salute, e trovarli dopo diversi anni caduti a terra e morti”,

spiega il coautore dello studio Adrian Patrut, del Università Babes-Bolyai in Romania.

“Statisticamente parlando, è praticamente impossibile che un numero simile di grossi e vecchi baobab muoia in così poco tempo per cause naturali” ha aggiunto.

La morte dei vecchi baobab africani

Ci sono molti esemplari grandi e longevi cui han dato addirittura un nome, così come è successo ad altre piante nel mondo.

Il Glencoe, con quasi 50 metri di circonferenza, aveva il record di essere il più grande, ma nel novembre 2009 si ruppe in due parti.

Era in una fattoria privata appena fuori dalla città di Hoedspruit.

Un altro famoso era il Sunland, a Modjajiskloof, così grande e vecchio che nel suo tronco cavo vi era stato installato un bar (il Baobar, famoso in tutta la regione).

All’improvviso, nell’aprile 2017, si spezzò.

Nel 2005, un team internazionale di ricercatori aveva iniziato uno studio per calcolare con precisione l’età di questi alberi, il cui tronco manca degli anelli normalmente utilizzati in molte specie vegetali per questo scopo.

Durante la fase di lavoro sul campo, il gruppo di scienziati ha scoperto (e prima del 2018) che erano morti nove o tredici dei 13 baobab considerati da loro fra i più anziani dell’Africa.

Tra gli alberi che abbiamo perso, c’è anche il Panke, un baobab situato nello Zimbabwe la cui età stimata era di oltre 2.500 anni.

Crollò tra il 2010 e il 2011 e secondo gli autori dello studio era il più antico del continente.

David Baum, biologo e botanico statunitense, non è sorpreso dal fatto che i baobab stiano morendo, perché crede che stiamo modificando molti ecosistemi.

Il biologo non ritiene che sia un fenomeno “specifico degli alberi di grandi dimensioni” ma pensa sia un problema più articolato.

Secondo il parere dello scienziato americano, il cambiamento climatico sarebbe uno dei fattori assieme ad altre azioni umane come la deforestazione e l’irrigazione.

Vedremo ancora quella sagoma proveniente dal passato nella savana? Vedremo ancora i Baobab?

Foto baobab Wikipedia

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