Alice guarda i cavalli

Alice guarda i gatti
E i gatti guardano nel sole
Mentre il mondo sta girando senza fretta
Irene al quarto piano è lì tranquilla
Che si guarda nello specchio
E accende un’altra sigaretta
E Lillì Marlen, bella più che mai
Sorride e non ti dice la sua età
Ma tutto questo Alice non lo sa
Alice guarda i gatti
E i gatti muoiono nel sole
Mentre il sole a poco a poco si avvicina
(…)
ALICE di Francesco De Gregori

Il calpestio degli zoccoli lungo il tratturo che si dipana tra i filari di vite crea un ritmo piacevole che riscalda in una fredda giornata di dicembre.
L’aria è gelida ma pulita ed entra nei polmoni come frizzante energia rivitalizzante.
Le mani sono intirizzite, le dita dei piedi assiderate ma il cuore è caldo perché il panorama è talmente suggestivo da far diventare insignificanti questi particolari: ci si concentra sui profumi e i colori di una natura che ammalia, anche se è quasi inverno.

Avanzando, la visuale si allarga fino a mostrare il castello medioevale.
«Wow!» esclama Alice, in sella a Isa.
«Hai visto Alice? Ecco il castello. È là che andremo» esclama Lorenzo, che guida il gruppo. Oltre ad Alice c’è anche Giada in sella ad April.

Alice è emozionata. Volge lo sguardo a Lorenzo, gli occhi brillanti, talmente sorpresa da rallentare un sorriso che increspa le labbra ma che, alla fine, sboccia solare.
Lorenzo mostra il pollice alzato alla ragazza che risponde, confermando il giudizio positivo per poi aprire la mano: l’amazzone si avvicina a lui per stringergliela, esprimendo uno stato d’animo che le parole non possono tradurre.

«Wow. E’ fantastico!» esterna alla fine.
«Hai visto, Alice, che bello?».
«Ok» risponde la ragazza, allungando di nuovo la mano verso Lorenzo.
«Guarda i colori del cielo, Alice».
«Wowww, che meraviglia!».
Alice si mette a canticchiare una canzoncina che Lorenzo non conosce ma la lascia fare perchè è terribilmente piacevole percepirla così felice, i lineamenti del viso distesi e lo sguardo limpido.

L’istruttore tiene la cavalla della ragazza per la longhina e, ogni tanto, le fornisce dei suggerimenti: «rallenta, tira le redini, così va bene, brava…».
Alice chiama Isa, la cavalla, e le parla, rassicurandola che va tutto bene.

Alice e il castelloLa giornata è stupenda e il sole si trova in compagnia di nuvole rade e allungate che si accendono di mille sfumature diverse che cambiano, di minuto in minuto, rendendo ogni attimo unico.
È difficile scegliere cosa guardare e ascoltare: le orecchie del cavallo, i vigneti che fiancheggiano il percorso, le colline attraversate che cingono il gruppo come in un abbraccio protettivo, il cielo variopinto che accarezza, i suoni della natura ma anche i tanti particolari che l’andatura equina consente di notare come la forma di un sasso, di un bastone o di un ciuffo d’erba che, a volte, offrono geometrie e sensazioni inattese, da respirare intensamente.

La piccola comitiva, dopo un’ora, ritorna al maneggio da cui è partita: Lorenzo e Alice sono felici di aver coronato un sogno.
Quello di Lorenzo è aver portato Alice in passeggiata, anche se il braccio che teneva Isa alla lunghina è indolenzito.
Quello di Alice consiste nell’aver effettuato un viaggio assieme a un compagno che, pur parlando un linguaggio diverso dal suo, l’ascolta disponibile e con cui comunica, provando immense emozioni.
Accarezza Isa, riconoscente per il benessere regalatole.

È il momento di un’altra fase gradevole: ringraziare gli amici pelosi dissellandoli, pulendo gli zoccoli da eventuali residui e distribuendo loro una piccola golosità, come un paio di carote o una mela.
Alice accarezza di nuovo Isa e l’abbraccia, felice per la gioia che le ha permesso di vivere.
Il sole sta scendendo, dipingendo il cielo con colori ancora più suggestivi che incorniciano una giornata colma di forti emozioni.

Lorenzo si avvicina per portare Isa nel box e fa una promessa alla ragazza: «Appena arriva la primavera ti porto in un posto magico dove c’è una finestra che dà sul mondo…».
Alice sgrana gli occhi incuriosita, meravigliata ma sicura che, con Lorenzo e Isa, la magia promessa si realizzerà. Anche se vorrebbe avvenisse subito.

Il giorno seguente Lorenzo riceve una telefonata dalla mamma di Alice.
«Ciao Lorenzo, scusa se ti disturbo ma ho bisogno di sapere una cosa. È da ieri sera che Alice ti nomina assieme a una finestra che dovete andare a vedere. Riesci a dirmi cos’è questa finestra?».
Lorenzo racconta che, a circa due ore dal maneggio, c’è una collina, oggi un antico vulcano spento, sulle cui terre fertili si coltiva vigna Garganega. Dalla sua sommità si ammira un panorama incredibile in direzione della pianura: la vista si perde nell’immensità che spazia dai colli Berici ed Euganei a Verona per giungere fino a Mantova.
«La considero la mia finestra sul mondo. È un luogo che mi emoziona sempre e vorrei portarci Alice. È una passeggiata più lunga e impegnativa rispetto a quella di ieri ma credo che sarà capace di arrivarci».
La mamma è commossa e ringrazia l’istruttore del lavoro che sta svolgendo con la figlia.
«Da quando ti ha conosciuto, l’amore per i cavalli la sta trasfomando. Tu riesci a trasmettere serenità e fiducia. Quando viene da te, anche io e mio marito siamo tranquilli».

Il protagonista della storia è Lorenzo Costa, un manager che ha radicalmente cambiato la propria vita quando ha incontrato Isa, la sua cavalla.
Alice è invece la ragazza autistica di ventun’anni che, nell’articolo concernente la storia di Lorenzo, lui desiderava accompagnare in passeggiata.
I cavalli hanno portato un benessere, nell’esistenza dell’uomo, che vorrebbe condividere e far conoscere anche alle altre persone.

Lorenzo ha realizzato un desiderio, percependo un’indescrivibile sensazione, nel momento in cui Alice gli stringeva la mano e pronunciava parole con cui esternava la propria gioia.

Il prossimo obiettivo è raggiungere la montagna con la finestra sul mondo. Da qui Alice potrà ammirare un panorama che la emozionerà e le permetterà, ci auguriamo, non solo di affacciarsi ma anche di entrare nel mondo che la circonda, ristabilendo un rapporto che si era interrotto.
L’Alice della bellissima canzone di De Gregori guarda i gatti, l’Alice di questa storia, invece, guarda i cavalli e interagisce con loro per riannodare i legami con la realtà. Lorenzo e Isa lo stanno rendendo possibile.