Quando un cavallo conduce dalle stelle alle stalle

È possibile arrivare alla soglia dei cinquant’anni e cambiare radicalmente vita?
Lasciare un’attività ben remunerata quale consulente per importanti aziende italiane, lavorando dal lunedì alla domenica, sempre in viaggio a bordo di vetture di cilindrata 4000 serie unica, con lato passeggero attrezzato a ufficio dotato di notebook e internet, stampante bluetooth e due cellulari, per ritrovarsi catapultato in una stalla a pulire box?

È possibile, ma occorrono alcuni ingredienti speciali:

prima di tutto un cavallo, abile a creare magie, e poi un manager in grado di sintonizzarsi con la fatata energia equina, ascoltandone il richiamo silenzioso per riflettere sul proprio presente.

Il cavallo si chiama Isa, il manager Lorenzo Costa.

Chi conosce i cavalli sa che per loro è normale evocare magie e quindi Isa non ha compiuto nulla di particolare, se non essere sé stessa.

Per gli umani invece è più difficile ma Lorenzo, abituato a fare il consulente per gli altri, ha ascoltato chi gli ha permesso di leggere nel proprio animo, riconnettendosi all’autentico sé e alla terra di origine, per riassaporare sapori apparentemente semplici ma dotati di maggiore sostanza rispetto alle stelle luminose cui era abituato.

Ho incontrato Lorenzo a Fieracavalli di Verona e ho conosciuto l’uomo di oggi, quello che, oltre a pulire le stalle, addestra cavalli e accompagna turisti per le campagne venete unendo le passeggiate naturalistiche alla riscoperta del territorio e dei suoi valori.

Lorenzo risiede a Monteforte d’Alpone, in provincia di Verona: nella sua associazione sportiva Country House Horse, l’amore per i cavalli si intreccia con la volontà di rivitalizzare le tradizioni e l’economia che, per anni, hanno mantenuto unite le popolazioni delle zone.

Offre al viaggiatore, a piedi, in bicicletta o a cavallo, dei percorsi lenti a misura d’uomo che consentono di osservare la natura in maniera rispettosa, soffermando l’attenzione su quegli aspetti che la frenetica vita moderna non permette di notare o che vengono considerati poco importanti.

Per valorizzare e tutelare l’ambiente occorre essere consapevoli del legame con l’uomo: muoversi nel territorio con lentezza permette di osservare il mutare del tempo e dei colori, di venire a contatto con agricoltori, allevatori e artigiani, di assaggiare i sapori tipici della zona nel rispetto delle stagioni.
Nelle parole di Lorenzo ho percepito forte passione e grande serenità.

Quando un cavallo conduce dalle stelle alle stalle: turisti e cavalliLorenzo ha iniziato a lavorare giovanissimo per diventare agente di commercio a diciannove anni, dando il via a un’escalation professionale nel settore delle vendite e del marketing commerciale che l’ha portato a lavorare per circa ottanta aziende a livello europeo nella grande distribuzione.

La sua peculiarità era la ricerca di mercati nuovi e di prodotti particolari, lanciandone alcuni, ora molto conosciuti.

Era un professionista free-lance, sempre in giro per il mondo a macinare chilometri, a partecipare a seminari, che non conosceva domeniche e festività perché, per lavorare con grandi aziende, bisogna sempre essere un passo avanti agli altri.

Di lui dicevano scherzando che “era Costa di nome e di fatto” perchè seguiva i prodotti di qualità superiore e, quindi, i più costosi.

Fino a sette anni fa questa era la sua vita, con una società di rappresentanza e una di comunicazione e marketing per promuovere i prodotti delle aziende.

Un giorno Lorenzo torna da un incontro di lavoro molto pesante e difficile con una catena di distribuzione, in una giornata uggiosa e piovosa: si imbatte in un amico manager di una grande azienda a Verona che lo invita a fare un salto dal figlio che lavora con i cavalli. La pioggia aveva lasciato spazio a un timido sole e Lorenzo acconsentì.

«Non sapevo nulla dell’attività equestre del figlio del mio amico. Chiacchierando, il ragazzo mi invita a salire in sella.

Risposi di no: ero vestito da lavoro, avevo cinquant’anni e non ero mai andato a cavallo. Poi, non so cosa sia successo: la follia di un momento o la volontà di uscire da una situazione di stress mi hanno fatto decidere di accettare la proposta.

In sella il mio cervello continuava a frullare le idee: in quel periodo ero consulente di una azienda di cui non riuscivo a trovare la chiave di volta per poterle aprire il mercato, ma sentivo che sotto di me qualcosa stava accadendo, anche se non sapevo cosa.

Nel giro di otto giorni trovai la soluzione per l’azienda. Ma, tutti i giorni, il mio chiodo fisso era diventato il cavallo: non riuscivo a non pensare a lui, che si stava insinuando in un modo che non comprendevo ma che si rivelava sempre più penetrante. Arrivai a chiedermi se non fosse stato proprio quel cavallo a farmi risolvere con successo il problema lavorativo».

Dopo dieci giorni Lorenzo chiama l’amico, comunicandogli l’intenzione di rimontare la cavalla del figlio. Stavolta l’abbigliamento è adatto e con spirito più tranquillo risale in sella, lasciando fare al quadrupede.

Lorenzo Costa a cavalloLa sensazione percepita lo porta a riflettere, rendendosi conto che qualcosa di molto importante stava accadendo.

Sceso dal destriero torna a casa in auto ma, a un certo punto, accosta e si ferma a pensare. Il contatto col cavallo lo ha illuminato, dissolvendo un velo che gli impediva di vedere dentro di sé.

«Quell’animale mi fece capire come poteva essere la vita fuori dal mio mondo: ho cominciato a guardarmi intorno, valutando casa, amici e affetti… in quel momento ero davvero cambiato.

Osservai la mia professione da una prospettiva differente, considerando di avere cinquant’anni e domandandomi cosa volessi fare da grande…».

Dalle stelle alle stalle, con cavalloLorenzo decide di comprare un cavallo e di godersi il sabato e la domenica con lui, perché percepisce di stare bene in sua compagnia.

Il figlio dell’amico commenta che è matto: prima bisogna imparare a montare e solo dopo si può decidere di acquistarlo. Ma Lorenzo è irremovibile e, dopo un mese, entra nelle scuderie di un commerciante di equini.

Con voce ancora vibrante di emozione, nonostante siano trascorsi sette anni, racconta che, come il portone si aprì, incontrò lo sguardo di una cavalla.

«Vedo una cavallina con la testa verso il muro che, quando mi sentì entrare, si girò verso me per scrutarmi, come fanno loro, dal basso verso l’alto. Era un’appaloosa incrociata con un arabo e aveva un segno sotto gli occhi che pareva la riga del rimmel e dava grande intensità allo sguardo, che sembrava dirmi: Mi piaci! Finalmente sei arrivato! Sei la persona che volevo e che aspettavo.

Si trattava di una cavalla con sangue e temperamento, non adatta a un principiante ma dotata di grande testa. Me ne innamorai perdutamente anche se la mia inesperienza mi rese difficile starle in sella e il proprietario, per questo, si rifiutò di vendermela. Non ascoltai ragioni e, dopo una lunga trattativa, lsa venne a casa con me.
Ero un bambino di cinquant’anni, felice come non mai in vita mia. Lo considero tuttora il più bel regalo che mi sia mai fatto».

Lorenzo impara a montare a cavallo e la sua insegnante è proprio Isa. Tutti i giorni, finito il lavoro, non vede l’ora di andare da lei. Ormai, con i clienti parla solo di cavalli, dimenticando prodotti e strategie commerciali.

I suoi interlocutori rimanevano sbigottiti e, di fronte alle sue considerazioni relative al fatto che la vita fosse altro, gli rispondevano che doveva cambiare mestiere. E così fece.
Preso atto della volontà di non voler proseguire il percorso lavorativo, di cui era comunque soddisfatto, Lorenzo vende le società che possedeva per iniziare un nuovo capitolo della vita.

Dietro casa, aveva un terreno coltivato a vigna che faceva lavorare ai cugini e che gli costava più di quanto ne ricavava ma che teneva per ragioni di affezione, dato che apparteveva ai genitori: ogni tanto prendeva il padre dalla casa di riposo per farglielo vedere. Dopo aver smantellato le vigne e recintato il terreno, porta Isa a casa.

«Tutti i giorno uscivo con lei a visitare i territori limitrofi. Questa nuova esperienza col cavallo mi stava segnando profondamente, connettendomi alle origini che mi legavano al luogo in cui ero nato e vissuto, facendomi stare incredibilmente bene».

Isa era però sola e soffriva la lontananza da altri cavalli. Lorenzo inizia a documentarsi sull’aspetto comportamentale degli equini piuttosto che su quello fisico: studia e legge tantissimo per sapere chi sono, come si comportano in natura, cosa fanno, come sia la loro mente, per cercare di avvicinarsi il più possibile alla “naturalità equina”.

«Da quella che chiamo “la mia follia” ho cominciato a capire l’importanza del territorio e ho coniato il termine “marketing territoriale” per riferirmi alla necessità di far conoscere l’ambiente e quello che contiene, utilizzando la mia esperienza di marketing commerciale.

Mi domandavo cosa potevo fare per lasciare, a chi sarebbe venuto dopo di me, una traccia del mio operato e dei cavalli, soprattutto in una zona in cui si era perso completamente l’amore e la conoscenza del cavallo…».

Lorenzo decide di costruire una scuderia che sia coerente con le dinamiche e le esigenze equine. Partecipa a corsi per diventare operatore con pony e bambini, ottiene il brevetto di guida equestre, segue i corsi necessari sulla sicurezza e il pronto soccorso e, alla fine, il centro sportivo viene riconosciuto dalla Regione e abilitato per lavorare con il turismo.

Comincia a prendere un puledro da addestrare e, poi, altri cavalli; apre un Bed&Breakfast e arrivano i primi turisti, soprattutto dal Nord Europa.

L’esperienza nel marketing commerciale aiuta Lorenzo a offrire proposte adatte ai turisti. Come è entrato nella mente del cavallo per comprenderlo e realizzare un ambiente adatto a lui, così fa con i fruitori della struttura.

«Il cavallo è un animale intelligente che va capito e non costretto, lasciandolo esprimere senza comprimere e rovinare il suo spirito. Per questo tutti i miei cavalli escono senza coercitivi: niente speroni o morsi ma solo capezza.
Mi chiedo sempre cosa vuole il turista, tenendo presente che si tratta di un mondo in continua evoluzione: bisogna essere pronti a rispondere alle sue esigenze, sempre soggette a variazione.».

Quando una grande emittente televisiva italiana deve lavorare in zona con riprese per trasmissioni legate al territorio, si appoggia al centro equestre di Lorenzo. Recentemente un network tedesco ha effettuato riprese con un drone per un programma televisivo.

«Ricordo l’atmosfera di calma e tranquillità durante le riprese: mi piace affermare che i miei cavalli non calpestano il terreno ma “veleggiano”, volando con un fruscio che crea effetti ed emozioni straordinarie. Il drone non sapeva dove inquadrare e ce ne sarebbero voluti almeno quattro per poter rendere la bellezza di quei momenti!».

Lorenzo si definisce una persona istintiva e considera un piacere l’essere passato “dalle stelle alle stalle“.

«Mi sono prefissato l’obiettivo di ridare vitalità ai territori della mia regione ma anche di attribuire nuova dignità al cavallo in una zona in cui è scomparso, fagocitato da troppa civiltà e troppi trattori. In questi sette anni molte cose sono però cambiate.

Un’impresa agricola sta coltivando a impatto zero senza mezzi meccanici utilizzando i cavalli come trazione, aumentano le coltivazioni biologiche, i contadini vengono da me a prendere il letame per concimare riducendo l’uso dei fertilizzanti chimici.

Ho costruito la scuderia orientandola con la giusta ventilazione in modo da non usare prodotti chimici antiparassitari, dato che gli insetti si fermano pochissimo, e nutro i miei animali con fieno biologico».

Lorenzo ha creato un consorzio con cui promuove aggregazioni tra piccoli produttori, artigiani e ristoratori. Alcune delle sue passeggiate fanno tappa nelle cantine che offrono gli ottimi vini della zona come Soave, Durello e Valpolicella.

Lorenzo Costa brindisi cavalloSono itinerari che si sviluppano su anelli brevi, della durata di poche ore fino a un massimo di qualche giorno, facilmente accessibili, che mostrano gli aspetti gastronomici, culturali e storici delle colline venete.

Questi percorsi fanno parte del Consorzio Ippostrade Europeo di cui Costa è presidente e a cui sono associati centri equestri limitrofi: le conoscenze del passato non sono state dimenticate.

Lorenzo ha mappato più di duemila chilometri di percorsi a cavallo suddivisi in cinquanta itinerari.

Nell’aprile 2017, nell’ambito del progetto “Parchi a cavallo” sviluppato in tredici regioni italiane, Legambiente ha scelto proprio Country Horse House per rappresentare la regione Veneto nell’anno internazionale del turismo sostenibile voluto dall’ONU.

Il turismo equestre rappresenta un perfetto esempio di turismo sostenibile perchè a impatto zero: consente la valorizzazione delle eccellenze produttive del territorio, il rispetto dell’ambiente e la tutela della biodiversità.

Lorenzo Costa cavallo e itinerariLa bellezza della vallata in cui vive Lorenzo, unita all’azione rivitalizzante dei cavalli, ha portato anche la candidatura a patrimonio dell’UNESCO.

La presenza degli equini ha però messo in risalto altre qualità dell’ex manager.

Con i cavalli Lorenzo Costa  ha scoperto di stare bene e per questo dedica parte del suo tempo per regalare benessere a persone disabili, come una ragazza autistica di ventuno anni che monta da quando ne aveva sette.

«Vedere questa ragazza in sella a un cavaIlo è una grande emozione: il mio obiettivo è portarla in passeggiata, all’inizio tenendo il cavallo per la lunghina, per farle assaporare l’inenarrabile piacere di compenetrarsi con la natura in groppa a una creatura magica dotata di coda e criniera».

Dalle stelle alle stalle?

Io direi il contrario, perchè il cavallo si rivela spesso una stella che illumina la strada di chi ha la fortuna di incontrarlo.

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