Psicologa. La sua attività di psicologa è affiancata anche da quella di consulente in sessuologia e da quella di grafologa. Il mio sito è: notedipsiche.wordpress.com

 

Barbara fa l’educatrice in un asilo e alle 8 del mattino accoglie in classe i bimbi accompagnati dai genitori.

Non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo all’allontanamento della mamma o del papà.

 

Claudio resta calmo e tranquillo, sorride alla maestra e fa ‘ciao ciao’ con la manina alla mamma che corre via, mentre Sara piange e si dispera, si rifiuta di avvicinarsi alla maestra e segue la mamma che sta uscendo

Claudio, durante la giornata, gioca sereno sia in gruppo che da solo, non cerca la maestra e gli piace sperimentare cose nuove (giochi, cibo, maestre supplenti); è gioviale e socievole con tutti. Quando la mamma torna a prenderlo lui saluta compagni e maestra e si avvia raccontando quello che ha fatto.

Sara, durante la giornata, non è mai rilassata; cerca sempre con lo sguardo l’approvazione della maestra e la vicinanza con gli altri bimbi, si guarda spesso intorno, ha timore di fare nuove esperienze (giochi, pasti, maestre supplenti). Quando finalmente torna a prenderla la madre lascia tutto quello che sta facendo, si rasserena, le corre incontro e le si attacca alle gambe cercando con apprensione il suo sguardo.

 

Sara e Claudio si differenziano per il loro stile di attaccamento.

Claudio ha sviluppato uno stile di attaccamento sicuro.

Sara ha sviluppato uno stile di attaccamento insicuro.

 

L’attaccamento è un forte legame affettivo verso un’altra persona.

Esso ha una funzione adattiva in quanto garantisce la sopravvivenza attraverso il mantenimento della vicinanza ed è capace di fornire aiuto, conforto e protezione nel caso in cui si presenti un pericolo. Esso, però, può talvolta comportare dipendenza emotiva.

Nella sua teoria dell’attaccamento, Bowlby sottolinea come questo comportamento si manifesti in una persona quando essa consegue o mantiene una prossimità con un’altra persona considerata in grado di affrontare il mondo in modo adeguato. La funzione biologico-psicologica sarebbe quella di fornire protezione, e tale comportamento si manifesterebbe durante tutto l’arco di vita del soggetto.

Il ruolo fondamentale dei genitori è quello di fornire una base sicura ai propri figli, permettendogli una progressiva autonomizzazione, tenendo sempre ben presente che necessitano costantemente del sostegno parentale.

Due sono le ipotesi centrali nella costruzione teorica di Bowlby:

in primo luogo che lo stile di attaccamento che il bambino sviluppa dipenda strettamente dalla qualità delle cure materne ricevute;

in secondo luogo che lo stile dei primi rapporti di attaccamento influenzi in modo considerevole l’organizzazione precoce della personalità e soprattutto il concetto che in futuro il bambino si costruirà di sé e degli altri.

Già dalla seconda metà del primo anno di vita il bambino sviluppa la capacità di rappresentazione e di attaccamento che diverranno stabili, anche se progressivamente più sofisticate, nel corso della vita.

E’ indubbio che lo stile di attaccamento si formi in base al comportamento assunto dal genitore nei confronti del figlio;

pertanto un genitore con un atteggiamento sicuro e flessibile, che sappia adattarsi ai cambiamenti del bambino, produce nel figlio autostima, efficacia, abilità e competenze costruttive;

crea in lui un comportamento equilibrato che gli rende padroneggiabile la realtà, i suoi imprevisti e attiva la sua capacità di problem solving di fronte alle difficoltà.

Al contrario i genitori insicuri e preoccupati attuano sui figli un costante controllo, inibendo la loro autosufficienza e danneggiando il loro desiderio di esplorazione. L’insicurezza fa da padrona e il bambino teme gli imprevisti, è passivo davanti alle difficoltà e svilupperà scarsa autostima e scarsa efficacia, diventando titubante di se stesso e percependo il mondo come minaccioso. Un genitore di questo tipo non accetta e non comprende i cambiamenti. 

L’ansia e la preoccupazione costante rendono incostanti le prestazioni ed i risultati non saranno mai ottimali; questo tipo di genitore trasmetterà al bambino solamente insicurezza, ansia e frustrazione; lo stesso accade con un genitore insicuro, evasivo e svalutante poiché non sarà disponibile ad assecondare le esigenze e necessità del figlio, in quanto poco emotivo e sensibile alla comprensione altrui, non sa dare attenzioni né sostegno;

genitori di questo tipo rifiutano il contatto fisico, ignorano i bisogni del bambino e non provvedono alle sue richieste, abituandolo ad un ritiro affettivo e spingendolo ad autoproteggersi e autosostenersi per sopravvivere in un mondo percepito come ostile.

 

   Lo stile di attaccamento sicuro, quindi, si sviluppa quando la relazione del bambino con la madre (o altra figura di accudimento) è stabile, accudente e rispecchia i desideri e bisogni del bambino.

Il bambino ha fiducia nella disponibilità e nella comprensione da parte del genitore; non teme di fare nuove esperienze, poiché ha una madre affidabile in grado di riconoscere e rispondere adeguatamente alle sue richieste e necessità.

Lo stile di attaccamento insicuro, invece, si verifica quando la relazione del bambino con la madre (o la sua figura principale di accudimento) è instabile, ambigua, dipendente.

 

Lo stile di attaccamento insicuro si suddivide in 3 tipi:

–             insicuro-ambivalente: il bambino è fortemente angosciato dalla separazione e difficilmente tranquillizzato dal ritorno della madre, cerca il contatto con lei in modo aggressivo e speso la respinge (rabbia e passività); è inibito nel gioco esplorativo. Mostra disagio ancor prima della separazione, in ambienti estranei e alla presenza di sconosciuti.

–             La causa è un genitore che risponde in modo imprevedibile alle sue richieste e che risulta inaffidabile nei momenti di difficoltà.

–             insicuro-evitante: manifesta poca angoscia per la separazione e ignora la madre al momento del ritorno (autosufficienza emotiva causata da ripetuti rifiuti da parte del genitore); il bambino preferisce rivolgersi agli oggetti più che agli esseri umani, nascondendo così il suo disagio ed evitando la vicinanza, tenendo sotto controllo il sentimento di bisogno che sa, non potrà essere soddisfatto adeguatamente.

–             insicuro-disorganizzato: reagisce alla separazione con comportamenti molto confusi e disorganizzati (spesso causato da genitori abusanti, trascuranti o maltrattanti)

 

 

 

 

Bibliografia articolo Personalità sicura ed insicura: Stili di attaccamento:

 

Ainsworth M. (2006), Modelli di attaccamento e sviluppo della personalità, Ed. Raffaello Cortina

Bowlby J. (1982), Attaccamento e perdita, vol. 1, l’attaccamento alla madre, Ed. Bollati Boringhieri

Bowlby J. (1982), Attaccamento e perdita, vol. 2, la separazione dalla madre, Ed. Bollati Boringhieri

Bowlby J. (1983), Attaccamento e perdita, vol. 3, la perdita della madre, Ed. Bollati Boringhieri

Bowlby J. (1988), Una base sicura, Ed. R. Cortina

 

(foto quadro di Charles W. Bartlett – Madre Hawaiana con figlio da alizahausman.com, pixabay)