<< Unguento unguento, mandami alla noce di Benevento supra acqua e supra vento et supre ad omne maltempo >>

 

 

Quella parola, unguento, fu per molto tempo sottovalutata nei moltissimi processi che al banco degli imputati videro streghe e Sabba, eppure era proprio quel balsamo ha decretare il Volo, almeno nella mente di chi credeva di viverlo realmente.

Sono giunte fino ai nostri giorni ricette leggendarie di questo magico unguento, per lo più però divulgati dalla chiesa, quindi diffamatori e di pura fantasia, tra gli ingredienti assurdi troviamo il grasso di bambini non battezzati, sangue di vari animali, ossa di morti ed erbe non definite specificatamente.

Oggi però sappiamo con precisione che in quell’unguento erano contenuti potenti erbe allucinogene che le donne assumevano non oralmente ma strofinandolo sfregando la pelle, questo dettaglio conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, il loro alto grado di conoscenza delle piante e radici, l’ingestione infatti ne avrebbero decretato la morte!

Le erbe dell’unguento

Tre sono le erbe che di certo erano contenute in queste preparazioni: Mandragora, Belladonna e Stramonio.

La peculiarità della Mandragola, il cui nome par esserle stato assegnato da Ippocrate che la utilizzava ai suoi tempi per le guarigioni dalla sterilità, è la sua radice che ricorda una figura umana, tanto da esser considerata dagli antichi a metà tra il regno animale e quello vegetale, questo favoleggiare unitamente alle sue proprietà ne hanno fatto la pianta magica per eccellenza e l’hanno resa indispensabile nelle più leggendarie pozioni magiche.

Il suo nome inglese ” Nightshades ” (Ombre della Notte) fece associare questa pianta sia alle Streghe, che si pensava operassero nelle tenebre o agli amanti poiché erroneamente si pensava fosse afrodisiaca, in realtà è un potente allucinogeno ed ogni sua parte è velenosa

Nei libri alchemici viene raffigurata con sembianze umane, probabilmente nasce da qui la leggenda del pianto che la Mandragola emetterebbe durante lo sradicamento, tale lamento sarebbe così potente da uccidere l’uomo che la ode, così vari espedienti vennero escogitati e se ne hanno testimonianze in miniature medievali. La più originale, riportata persino da Macchiavelli nell’omonima commedia, prevedeva venisse legata la Mandragola al guinzaglio di un cane che questo si lasciasse poi correre libero, mentre il padrone si copriva le orecchie, il cane moriva all’istante, estraendo la radice.

Secondo credenze popolari questa magica pianta si generava dallo sperma emesso dagli impiccati in punto di morte.

Il nome della Belladonna è da attribuire dall’impegno cosmetico che le dame del Rinascimento facevano del collirio ricavato da tali bacche che ne dilatava la pupilla, donando allo sguardo lucentezza. L’ingestione di tali bacche causerebbe la morte.

   Lo Stramonio risulta esser conosciuto sin dagli Aztechi che lo impiegavano per la divinazione e predizione del futuro.

In alcune popolazioni indiane invece era impiegato come afrodisiaco femminile.

In Europa era il simbolo della depravazione e dell’inganno tanto da esser ribattezzata “erba del Diavolo o delle Streghe“.

 

Tutte queste erbe velenose e mortali erano presenti nelle conoscenze delle esperte erboriste che la chiesa etichettava come Streghe.

Si presuppone inoltre che il volare con la scopa fosse in realtà da ricondurre al modo che queste donne usavano per assimilare in modo efficace l’unguento tramite le mucose, cospargendo un asta che poi inserivano nella vagina.

Certo è che il Volo era frutto di allucinazioni dovute a questo unguento che era sempre presente nei loro confusi racconti.

 

 

 Libri sulle streghe

 

Le streghe

di Roald Dahl (Llandaff, 13 settembre 1916 – Oxford, 23 novembre 1990) scrittore e aviatore britannico

“Un racconto inquietante che vi farà sapere chi sono le vere streghe. Non quelle delle fiabe, sempre scarmigliate e a cavallo di una scopa, ma quelle elegantissime, somiglianti a certe signore che probabilmente già conoscete.”

Le streghe

di Wolfgang Behringer è docente di Storia presso l’Università del Saarland, a Saarbrücken in Germania, dove dirige il Centro per gli Studi Storici Europei.

“Un viaggio nella stregoneria attraverso il tempo e le culture. Perché si crede alle streghe? A quali paure e speranze danno corpo?”