Chi erano quindi le Streghe?

Per rispondere a questa domanda bisognerebbe per prima cosa contestualizzarla in un preciso momento storico.

Ben diversa infatti appare subito la differenza tra la figura di una Circe o di una Morgana di Avalon rispetto alle emarginate e perseguitate streghe del medioevo identificate in quel periodo con il termine Lamia; le lamie dell’antichità greca erano figure in parte umane e in parte animalesche rapitrici di bambini ed è subito evidente l’idea che si aveva di queste donne da parte dell’Inquisizione che le perseguitò.

 

Dal Malleus:

” Tutta la stregoneria deriva dalla lussuria della carne, che nelle donne è insaziabile “

La strega per come oggi la conosciamo fu proprio un’invenzione nata durante il fenomeno identificato come caccia alle streghe essa incarnava l’idea dell’eretico, del male da sconfiggere.

Analizzando i dati giunti fino a noi delle accusate di stregoneria se ne può ricavare una precisa descrizione il 75% degli accusati erano donne, generalmente levatrici o erboriste, di età avanzata, questo perché in genere i processi duravano molti anni, inoltre si riteneva che queste assieme alle vedove ed alle donne libere fossero le prede ideali del principe delle tenebre poiché facili da sedurre, socialmente appartenevano alla parte più povera della popolazione.

– Chi erano le streghe –

  Le streghe erano descritte come donne dalla lingua lunga irascibili e polemiche, insomma delle ribelli scomode, per questo i lunghi sermoni che nelle opulenti chiese echeggiavano non mancavano mai di condannare la stregoneria, chi in essa non credeva e chi non la denunciava!

Dubitare l’esistenza delle streghe era colpa al pari dell’esserlo, oboli per denunce anonime erano affisse all’ingresso delle navate, ma perché accusare queste poverette?

I motivi erano diversi, capitava la delazione fosse legata ad una vendetta, gelosia o addirittura per rivalità, per lo più però era legata ad un bisogno di trovare un colpevole che desse sollievo ad una inquietudine derivante da una vita quotidiana molto dura per la popolazione di allora, spesso denunciando quelle stesse donne che li avevano curati o avevano dato alla luce i loro figli.

Non tutte le donne denunciate erano conoscitrici di erbe o magia, molte erano del tutto estranee a quel mondo eppure sotto tortura tutte raccontavano le stesse cose come ad esempio le notti trascorse ai Sabba a cui giungevano su scope volanti o sul dorso del Diavolo stesso, con cui poi tutte avevano rapporti sessuali, come spiegare questa coincidenza?

Vi sono varie ipotesi le più attendibili a mio avviso sono due, la prima vede l’inquisitore indirizzare le risposte della torturata che avrebbe confessato tutto per sfuggire a quella sofferenza, erano quindi questi a tracciare gli accadimenti di quelle notti che la popolazione dovevano sconvolgere.

La seconda parrebbe legata alle intossicazioni da ergot, allora molto diffuse, che generava allucinazioni facendo vivere alla poveretta quel che tutti raccontavano accadesse in quegli incontri, ovviamente nei processi non vi erano prove, nessuno le aveva certo mai viste volare ne incontrare il Diavolo.

Poche, pochissime erano quindi le donne che conoscevano quel che veniva identificata allora come magia, nera o bianca, ed in genere queste appartenevano ad una classe sociale elevata e colta , raramente però queste venivano denunciate, meno raramente capitava alle loro serve che spesso divenivano capri espiatori per far tacere voci sulla facoltosa casata.

Appare quindi sempre più chiaro come la figura della strega fosse sapientemente costruita dagli stessi inquisitori come pure accadde con il Maligno di cui vi parlerò nel prossimo articolo.

(foto da heresie.com, medieval-moyen-age.net)