Esodo 22,17 << Non lascerai vivere una strega >>

in origine in realtà era: << Non lascerai vivere chi opera nell’oscurità e mormora cose >>

 

Basta questo a far comprendere l’accanimento che la Chiesa adottò verso le streghe che, pur essendo una loro ideazione per come oggi le conosciamo, dovevano esistere per tutta la popolazione, terrorizzandola, la “caccia alle streghe” era una vera politica del terrore! Andava non solo architettata la figura, ma anche le gesta che queste donne spregevoli compivano.

Come nasce il sabba delle streghe.

Nulla viene inventato, quelle che erano radicate tradizioni popolari vengono manipolate ed ecco che ” Il Gioco di Diana “, festa che fino al Medioevo indentificava il gruppo di Sacerdotesse che si riuniva a cantare, ballare, propiziando abbondanza e protezione per la comunità e apprendendo l’Arte , assumerà nuovi ed inquietanti connotati.

Nel XII secolo tale festa, non più tollerata dalla Chiesa, venne bollata come demoniaca, nascerà il Sabba, nome formatosi dall’alterazione del termine ebraico Shabbat, tale espressione compare per la prima volta in un processo del 1446 in Francia.

Non è ancora chiaro agli storici moderni come il copione esatto del Sabba si sia man mano stabilito, nei processi vengono infatti registrate testimonianze identiche, o quasi, difficile resta stabilire se tali particolari venissero confessati spontaneamente dalle poverette convinte di averli vissuti, magari sotto allucinogeni, o se queste non confermassero sotto tortura semplicemente quello che loro veniva messo in bocca dalle domande incalzanti degli inquisitori.

Il Sabba si svolgeva prettamente nella notte tra il Sabato e la Domenica.

Le streghe vi giungerebbero nude volando a cavallo di scope o animali dopo essersi cosparse di unguento. Giunte sul luogo prestabilito, in Italia luoghi famosi di tali ritrovi sono Triora o il Noce di Benevento, ad attenderle troverebbero il Diavolo!

La sceneggiatura rigidamente stabilita prevedeva a questo punto che le streghe baciassero il sedere o i genitali di Satana che presiederà poi la riunione seduto su di un trono intagliato nel legno. Per prima cosa le adepte rinnegheranno la loro precedente religione, calpestando ostie consacrate e crocifissi, bestemmiando ed adorando Satana, in cambio queste riceverebbero il suo Marchio, simbolo che gli inquisitori cercano poi ossessivamente durante i processi.

Non mancava poi l’orgia, ricca di particolari in cui si arrivava persino a descrivere il seme di Satana freddo come il ghiaccio! Prima di concludere il tutto con un ballo sfrenato era previsto un banchetto.

Al canto del gallo il Diavolo distribuiva i poteri ai partecipanti così che, tornando a casa, potessero operare malefici tra le loro genti. Purtroppo ancora oggi questo si crede essere la realtà della stregoneria, le origini dell’Antico Culto sono state spazzate via da un buio Medioevo.

Nel Malleus, che gli inquisitori consultavano, si trova scritto:

 << Tutta la stregoneria deriva dalla lussuria della carne, che nelle donne è insaziabile >>

 In tali affermazioni ed ossessioni per le donne si intravede oggi una proiezione della colpevolezza di una Chiesa allora all’apice della corruzione. Il clero fornicatore, dedito al peccato dell’incontinenza sessuale, moralmente debole ed ossessionato dal peccato, scagliava contro le streghe tutte le sue colpe e vergogne.