Il confine tra Italia e Slovenia, laddove finisce la città di Gorizia e inizia l’abitato di Salcano, presenta una stranezza: l’andamento lineare si modifica per formare uno strano angolo acuto, per poi riprendere il tracciato rettilineo in direzione del fiume Isonzo, attraversandolo.

Quella deviazione non è casuale ma costeggia il muro di cinta di una villa del 1830: il suo nome è Villa de Nordis.

Alla fine della Seconda guerra mondiale la frontiera tra Italia e Jugoslavia venne modificata dalle potenze vincitrici nei trattati di Parigi del 1947.

Il tracciato del confine avrebbe diviso a metà il terreno dell’antica villa, ma questo non avvenne a causa della determinazione di una donna: Lyduska de Nordis Hornik.

La contessa Lyduska era figlia della nobile Lidia de Nordis e dell’ufficiale boemo Ferdinando Hornik; trascorreva le vacanze nella villa nei pressi di Gorizia, che serbava nel cuore perchè conservava i ricordi della sua infanzia.

Amava i cavalli ed era un’abilissima amazzone:

i destrieri si muovevano liberi nel parco e lei montava in ogni momento della giornata. Bella, affascinante e risoluta, conosceva parecchie lingue: quando scoppia la guerra ha 24 anni e si propone come consulente di equitazione per il Comando Alleato di Gorizia.

LYDUSKA DE NORDIS

Articolo Lyduska de Nordis: seguendo le orme di Karen Blixen in Kenia di Paola Iotti su CaffèBook ( caffebook .it)

Lyduska, detta Lidia come la madre, sceglie tra i numerosi ammiratori l’uomo che ama, non ricco e nemmeno di nobili origini. Sposa così Nanni Piotto, superando l’ostilità di molti.

Lo zio Francesco Dolfin, nobile veneziano, le regala come dono di nozze una tenuta in Kenya, dove si trasferisce col marito per coltivare prodotti tropicali, sperimentando metodi precursori del biologico. Si inserisce nell’esclusiva comunità britannica di Nairobi dove pare conobbe Sarah Churchill, figlia dello statista inglese, di cui divenne amica e che ospitò a Gorizia diverse volte.

Lidia trascorrerà la maggior parte della vita in Africa, tornando periodicamente nella casa di famiglia.

Quando però viene a sapere l’intenzione di modificare il confine tra Italia e Jugoslavia, torna immediatamente alla villa per seguire le vicende. Sfrutta le numerose conoscenze internazionali, soprattutto quella con la figlia di Winston Churchill, e organizza feste leggendarie per gli angloamericani, riuscendo nell’intento.

E’ difficile separare la verità dall’invenzione, ma alla fine la frontiera italo-jugoslava coinciderà con due lati della sua villa, lasciandola in territorio italiano e sottraendola alla sovranità della repubblica del generale Tito.

Villa de Nordis

La villa che cambiò il confine: Gorizia, Salcano.

Articolo Lyduska de Nordis: seguendo le orme di Karen Blixen in Kenia di Paola Iotti su CaffèBook ( caffebook .it)

Lidia trascorre la maggior parte dell’esistenza in Africa finchè, nel 1963, il Kenya otterrà l’indipendenza nazionalizzando le proprietà straniere e quindi anche la sua. La contessa non vuole però lasciare il paese e acquista una tenuta più piccola a Karen, una località che prende il nome dalla scrittrice danese Blixen.

Due donne accomunate da un titolo nobiliare e da una grande passione per il continente africano: entrambe gestirono una piantagione in Kenia, nello stesso territorio.

A differenza della Blixen, che non tornerà più in Africa, Lidia vi rimane fino alla morte, avvenuta nel 2006.

Karen ha perso in un incidente aereo Denis Finch-Hatton; Lidia ha perso il marito nel 1970 in un incidente stradale in una località in provincia di Udine, durante uno dei periodici rientri in Italia.

Come Karen Blixen, Lidia non ha avuto figli ma, a differenza della scrittrice danese, disponeva di maggiori capacità imprenditoriali che le hanno permesso di amministrare con successo la proprietà.

Continuò a gestire la tenuta da sola, in compagnia dei suoi amati cavalli che montò fino a tarda età, somigliando in questo alla sovrana inglese Elisabetta che, novantunenne, non rinuncia alle passeggiate in sella. Una delle ultime foto di Lyduska la ritrae infatti a cavallo.

Fonte utile Wikipedia Gorizia

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(foto da fogliogoriziano.com, ilpiccolo.gelocal.it)